C'era due volte
Vocazione o destino
Alla fine comprendi che
nei secoli a tutti gli effetti conta solo
qualche brandello di vita
strappato al tempo e alla morte
che alcuni chiamano: amore .
dal 1 aprile a
[1/4, 14:42] Gavi:
Luna sparita in questi giorni
La sua bianca luce la si ritrova nell'intero manto del cielo
Cielo come una bianca tovaglia stesa di domenica mattina
Uccelli a stomaco vuoto in fila di canto
Su alberi addormentati e sognanti
Un immagine riflessa sul vetro di un bar
Reclamano un chiarore che sa di nuovo
Il resto è un campo
Terra dura di vetro
Tra argento e alluminio dove ci rincontreremo
Specchio dei nostri pensieri.
[3/4, 12:39] Gavi:
Polvere sul mare
girotondo di foglie nel vento
Parole invisibili
come sciabola
come bastone
A smuovere ogni cosa.
Nelle sue mani Eolo
Mille lune
Quattro stagioni per vivere
Dentro una piccola questione di battito
L'innocenza del cuore che vede la realtà
momento per momento per quella che è
come se fosse sempre una prima volta
Nell'infinità più semplice
Senza inizio e senza fine
In modalità Dea
I ritmi di Chronos non fanno paura
Tra verdi colline
Non volano più aquiloni
Ma i movimenti dei gabbiani
Vanno liberandosi come una danza.
[3/4, 15:46] Gavi:
È un tiepido sole su questo umido pomeriggio
Trifoglio e ortiche crescono alte
E il muschio resiste ancora
Il cielo sembra aver dimenticato l'aria di tempesta
Il ronzio degli insetti è tornato a pizzicare
Le corde della luce
Il vento dà tenere frustate sul verde
Annuso l'odore di erba e pioggia appena passata
Annuso come se l'odore fosse un peso
E se quel peso fosse amore
Un peso del cielo
Un peso del corpo
In quel cielo che fra poco accoglierà il tuo volare
Il tuo venire verso di me
Il tuo essere dentro me
Con la stessa delicatezza del vento che penetra i fiori
linfa che trema dentro un attimo di eternità.
[3/4, 15:52] Ari:
Le nostre parole
A tappeto volante
Hanno ali forti e veloci
Un aliante di immagini
Di ore vissute lontane
Ma quasi a sfiorarci con le dita
La vibrazione che mi scuote
Parte dalla parete dello stomaco
E si allarga
A cerchio concentrico
Fino a riempire lo spazio che ci separa
Perché ciò che scrivi
Io lo sentivo già tra le mie labbra
E tutto ciò che so
E che voglio sapere
E che poche ore ancora
E queste mie labbra
Saranno congiunte alle tue.
3 aprile 17:17 Gavi
Un attimo di eternità
E' molto più di una serie di fotogrammi al secondo
Molto più di un racconto epico del nostro passato
L'esplorazione del futuro
e delle sue infinite possibilità
Scrittura che rileva la nostra
più profonda natura
alimentando le nosrre nobiltà
Messaggi in bottiglia
O come coltivare la terra
e vedere che la terra coltiva qualcosa
nei nostri cuori
Testimone delle emozioni che ci muovono
nell'introspezione
nella delicatezza
nelle sfumature
un invito a salire alto
come fosse una tradizione perpetuamente rinnovata
Lettere in bianco e nero
per imparare a vedere il bello
anche dove bellezza non c'è
Una cinepresa sull'intorno
da osservare sotto luci diverse.
dal 15 al 31 marzo
[16/3, 08:19] Gavi:
Sole dietro le tende del cielo
Come un alito appena accennato
Lieve tocco sul mio viso
Un sussurro che confondo col tuo fiato
Calore che somiglia a quell'attimo prima di un tuo bacio
Distante ma vicina nel cuore
Il luogo ci separa
Ma il tempo ci unisce
Nell'unione delle nostre anime
Un filo invisibile ma tangibile
Cucendo gli strappi e colmando i vuoti
Di una parte di vita non trascorsa insieme.
[16/3, 16:47] Ari:
I carnali vincoli
Le congiunzioni astrali
Le spirituali tensioni
La parola
L'olfatto
Il percorso mnemonico
La nascita del pensiero
L'anelito della volizione
Il trascorrere del tempo
Il sonno
La veglia
La fede
La fame
La vista
L'udito
Invano
si potrebbe dire
La mia vita sarebbe
Invano
Tu sei l'inizio
La fine
L'unica via d'uscita
L'unica bellezza
La nobiltà
Di dio.
[16/3, 17:57] Ari:
Sei nuova vibrazione
che non ha perso potenza
mi invadi
Sei un nemico spietato
non lasci angolo senza il tuo vessillo impiantato profondamente
Ma sei un'invasione benedetta e amata
e ricercata e voluta
come mai ho voluto qualcosa
nella mia vita.
[16/3, 21:21] Gavi:
Ha nere palpebre chiuse questa notte
Una sola luce appesa alle sue ciglia
Come un respiro
Come un ostentazione
Il ghiaccio del fuoco
La pazienza dell'impazienza
L'impotenza della somma potenza
Il piccolissimo del grandissimo
Il sostanziale dall'apparenza
La geometria e l'algebra
Come un libro intonso
Dentro un defluire nelle vene che non sgualcisce le lenzuola
Dove si può essere se stessi
O meditare sotto un faggio comprensivo e sorridente
La vita è agitazione e sobbalzo
cimento e mistero
avventura.
E solo tu ogni giorno puoi scegliere
l'inedito sentiero sul quale
far correre i tuoi sandali
[17/3, 08:27] Gavi:
Inquieto il vento
cammina dappertutto e in nessun dove
La sua voce è corona e manto di ogni canto
Se pur con fare freddo
accende il verde dei rami
E il bianco del mare
Quando l'occhio non vede
Il pensiero sceglie un nuovo sentiero
Vita verso un deserto d'amore
Su strade di desideri e carne
Geometrie sbilenche dentro un cielo inedito
non sempre agevole
Ma che sempre irradia un pensiero smanioso
caldo e corrotto dai sensi nel costante desiderio
di ritrovarti dentro il più intimo me .
[17/3, 09:34] Ari:
Un cielo nuvoloso
Senza pioggia
È come un grembo vuoto
Ma è fertile e
Benedetto dal destino
Il mio
del tuo frutto maturo
Che cresco in seno
Mia primavera tornata
Quando pensavo ormai
Che un lungo inverno
Avrebbe accompagnato i miei ultimi giorni
Oggi guardo al ramo
Che oscilla al vento
Ricco di gemme
E fiori
Il tuo canto
Fiorisce nel mio canto
Sinfonia e connubio
Di amorosi sensi
affini menti
E anime figlie
Della stessa matrice.
[17/3, 14:53] Gavi:
Gesti uno accanto all'altro
la notte si affaccia allo specchio
Per reinventarsi ogni volta
Come il sole
il pensiero si perde all'orizzonte
Per rinascere nel disegno di una luna sul mare
Così tu
nel tempo che non conosce noia
A prenderti cura di ogni mia paura.
[17/3, 21:14] Gavi:
Tu che mi rendi nuda
Senza armamento alcuno
Nuda senza nome
Nuda senza abiti
Nuda come una mano
Come una luna
perché nell'intimo viaggiare
Non servono vestì
ma soltanto vita.
[17/3, 22:03] Ari:
Dammi ancora un giorno
O mio destino
Che io possa perdermi là
Tra le stelle fatte donna
E smarrire la ragione
Ma ritrovare
La scia
Della mia lucente
Nuda cometa
E con le mie labbra scriverò
L'inizio
Di una favola antica e sempre nuova
Su ogni lembo di te
Mia lunare signora.
[18/3, 09:40] Gavi:
Tra le foglie e la strada
Tra la pioggia e la sabbia
Tra il tempo che passa veloce e la memoria di un brivido
Così ti tengo
A disporre l'ordine e l'essenza delle nuvole
Per riabbracciare desideri e scaldarli
Dentro a soffi di vento
ad intrecciare fili come diamanti di stelle.
[18/3, 11:49] Ari:
Si scioglie lo sguardo
E il ricordo
È pane bianco come
La tua serica pelle
Vorrei con le mani
Farti conoscere
Quanto è profonda
La valle sulla quale
Passo volando
Con ferma ala
Ed occhi di rondine
I viaggi del mio migrare
Non scorgono freddo
O fatica
Né fame o sete
Tutto tu colmi
Ed io dal tuo prezioso cristallo
Bevo d'un fiato
L'insondabile.
[19/3, 08:29] Gavi:
Come biglie gentili cadute dal cielo
Pioggia che cammina sul sentiero di primavera
Cosi tu
Mi rimodelli
come origami di farfalle nel cuore
[19/3, 10:20] Ari:
L'impalpabile ala
Di una farfalla
Trema anche dentro di me
Con frenetiche evoluzioni
Di voli di carta
Di sangue
Di fibre
Un volo di impulsi
Di pensieri
Una corrente magnetica
Che mi raccoglie per intero
In un cucchiaio di sogni
Tu
Solo tu
Sempre tu
Infrango il tempo.
[19/3, 12:12] Gavi:
Le tue parole sono sempre un canto di gentilezza nel vento
Frutti germogliati nel maggese e nel rosmarino
Nel riposo del cuore
nel respiro di un pensiero
Nella voce di uno sguardo
Fili accoglienti e sicuri come un nido
Stupore di una sempre inedita primavera.
[19/3, 12:20] Ari:
Ti accolgo in ogni istante
Nel più profondo
Della mia vita
Senza difese ti prendo
In me
A completare.
Il mio cerchio
Tu
Signora di ogni
Celeste geometria.
[19/3, 17:14] Gavi:
La nebbia è come un ragazzo a braccia conserte
lanciando le gambe in avanti
Lasciando vagare i pensieri
Che escono come fumo dai capelli
Ma sa essere anche un silenzioso monaco
Che non ha nessun pensiero che gli sfugge dalla mente
e nessun movimento che ne tradisce la fragilità
La nebbia è un idea di un bacio accostato alla bocca
sopra il il filo del respiro
La nebbia è come un abbraccio
Un tuo abbraccio
Sensuale abbondante
visionario possessivo e talvolta anche ingombrante
Abbraccio
Dove amo scivolare nella beatitudine
Dove amo impigrire dolcemente
E dolcemente addormentarmi
Tra le braccia del tuo cuore
Dentro quello spazio così perfetto dove l'amore si sistema.
[19/3, 17:25] Ari:
Beate queste mie braccia
Che ti hanno stretto a me!
Benedette e felici
Di averti tenuta così
come allora
Addormentata e nuda
Abbandonata nel profumo dei nostri sensi
Dopo aver scosso
L'aria intorno
Di grida e sospiri
Scivolata nel silenzio
A ritrovare il filo di te stessa
Nella cattedrale del mio corpo caldo
Io sono una navata
Un altare
Un luogo sacro
Che ti attende
Al mio prossimo volo d'aliante
Verso l'isola fiorita
Di bianca filigrana e azzurro rosmarino
Volo d'aquilone
A conquistare ancora
Un boccone di felicità
E di vita.
[19/3, 19:44] Gavi:
Sei nel sole che colora d'azzurro la neve
Sei nel vento che soffia da fiore in fiore
Sei nel passo felpato di un andatura felina
Nella luce che penetra il buio
Nel buio che dà vita al mughetto
Sei nella primavera che a mani nude scava e colora monti e pianure
Primavera come una guerriera
Tra rovi e spine a curare ogni ferita
A mettere allegria in ogni sentiero di dolore
A scrollare la polvere accumulata dagli anni
Sei nell'aprirsi e nel ripetersi del ciclo della vita
Nell'amore perduto e ritrovato
Addormentato e risvegliato
Come creature sotterranee
In quel muovere che dona brividi alla terra.
[19/3, 19:52] Ari:
Sei come l'occhio di Dio
Che tutto cura e produce
E la tua medicina
D'amore
È frammento d'eterno
Nel volgere dei giorni
Mio rifugio
Mio lancio.
[20/3, 19:58] Gavi:
Equinozio di primavera
Il sole che sorge ad est e tramonta ad ovest
Giorno e notte in perfetto equilibrio
All'ombra di una metafora
Il mondo mi ricorda che l'asse terrestre nel suo dinamismo è di 23.5 e mi vien da sorridere...
Il distacco è sempre doloroso
Nel mare che abbraccia la sabbia
Nel ramo che sostiene la foglia
Nel sasso che argina il fiume
Nella polvere che nutre l'acqua
Nel silenzio dei fiori
Disegno l'arco di un attesa
Ed è come carezzare la tua pelle
Carezzare la veste azzurra del cielo
Semenza che fiorisce in un calice di sottovento.
[20/3, 20:26] Ari:
Equinozio di primavera
Di una attesa che
Si fa sempre più spasmodica
Ogni giorno che passa
Equinozio di noi
Che siamo a metà strada
Tra l'estasi e la solitudine
E il punto più alto del sole
È il punto più alto del piacere
E dell'amore
Che diventa pazienza
Di fiori e fieno
Pazienza da bere
A piccoli sorsi
Ti bevo nel ricordo
Così
A piccoli sorsi
Che non fanno male.
[21/3, 00:24] Gavi:
Son tornate le stelle
geometrie preziose ed invidiabili
Solitarie e palpitanti di vita
Come fogli lontani nel tempo
a scrivere parole sulla pelle
Come un balsamo prezioso e profumato
La notte è una voce che scivola tenue come seta
Spazio accogliente come un guscio
Liscio come pelle d'uovo
Un respiro trattenuto
Che va riempiendo lo spazio dell'anima
Dentro parole di laghi e fiumi
Tenera
mansueta anche in qualsiasi guerra essa racconti
Sola come una luna piena
Sola come una regina
A costruire case di forza e di gentilezza
A dire
L'amore è anche silenzio.
[21/3, 08:28] Gavi:
Il sole
una pupilla tra i cipressi
sale per nuvole di labbra
Gli uccelli in volo
disegnano l'arco di una prima lettera dell'alfabeto
È un calmo e luminoso mattino
Tepore tra le strade
Vento gentile sulle cose
Un gatto insegna l'arte dell'agguato
Un ragno tra il tessere e l'ordire a mettere raso sui muri
Tutto sembra stare al proprio posto
E in questo inizio di giornata
come rami tesi al cielo
Il mio pensiero si allunga a te
Come una coppa di rugiada
Dalla mia bocca per la tua sete
[22/3, 08:16] Gavi:
Come un mare seduto accanto
Come luce che filtra su piccole foglie
Come luna appena accennata
velata da nuvole di cannella
Dentro un gesto di un altra età
Nel rivivere un altro tempo
Nel muovere le dita alla bocca
che sa di caffè
Fermo la folla di pensieri ansiosi
Danzando e prolungando gli attimi di silenzio
come star dentro e attraversando un bellissimo transito intergalattico
Polvere d'infinito
È la gioia di un attesa per non farci ingoiare dal mondo.
[22/3, 08:31] Ari
L'amore è baluardo
Scudo potente
Contro il nulla del tutto
Siamo prigioniere a vita
Chiuse in piccole gabbie
Dalle remote e gelate solitudine
Siderali
Le stelle ci guardano
Inconsapevoli
L'amore è
L'unica chiave
Tu unica padrona dell'amore sei quella
Che apre tutte le porte
E mette le ali
Alle mie braccia stanche.
[23/3, 08:12] Gavi:
Io sono il mattone
Nel basamento di ogni aurora che verrà
Io sono il sangue
Nel vino che lega amori e terra in un antico canto
Io sono la carta
Sigillo d'aria per ogni parola da pronunciare
Io sono il pane
Cibo di ogni bocca
Sacra e consacrata in ogni idea di vita
Io sono il legno
Radice che erge ogni ponte sul fiume
Io sono il ferro
Fermezza e gentilezza del grano raccolto
Io sono il bacio
Certezza che non si è mai meno di due
Quando la luna sorgerà
Dietro al seno dei monti
E nuvole di desiderio
Io sono
e tu sei
nel vento che respiro
come un sospiro di nucleo pulsante
alle porte di Sirio .
[24/3, 11:08]Ari:
Oggi il sole alto nel cielo
Ha il tuo sorriso
Le parole
La voce
Sono fiumi in fuga
Verso un mare comune
Che non bagna
Sulla sabbia voglio sedere
A te accanto
A guardare le onde
E sentire
Che domani avremo ancora tempo
E sapere che sarà un'alba
E poi un tramonto
A vedere le nostre mani unite
La vita è breve
Amara la sorte umana che ha ereditato dal destino
Come unica certezza
La morte
Tu sola
inatteso appuntamento
Oltre la nera signora.
[24/3, 11:27] Gavi:
Tra piccole verdi foglie di pioppo
Sirio
un po' meno luminoso e brillante rispetto ai giorni scorsi
Gli astri conservano la memoria degli anni
e i ricordi
nel vagare di ogni giorno
come loro sono variabili nella luce e nell'intensità
Ultimamente amo percorrere vecchi vicoli
passi come sassi che scivolano nelle tasche
Strade che mi piace percorrere in tutte le ore
mattino o notte
suggeriscono sempre quel bagaglio a metà strada
tra l'abbandono e il conforto
Arrivata a casa
nel guardare la notte ombrosa e velata
oltre alle solite e consuete stelle
sopra la mia testa ci stava Cefeo
per la mitologia marito di Cassiopea e padre di Andromeda.
Le stelle un po' come sorelle
solitarie e sovrane a dissolvere nel ghiaccio la miseria e la potenza.
Guardo al cielo si
ma in realtà un po' come voler guardare una casa lontana
una casa oltre la spiaggia di sale
oltre la striscia di mare
in quelle acque che come una nuda schiena si riflette in un riflesso di luna
Lì dove il tempo passa veloce
e si amplifica il respiro
Le navi non salpano più
ma nelle increspature delle onde
si resta a scrivere dei viaggi.
[24/3, 14:49] Gavi:
Musica affusolata e sognante nelle orecchie.
Tra zucchero filato e pop-corn nel cielo
una luna grande poco più di metà
mi soffermo a guardare quel suo taglio dritto
come per tagliare via tutta la sua pelle consumata.
Oggi mi sento come una canzone senza ritmo
dimenticata nella soffitta dell'infinito.
[24/3, 21:42] Gavi:
La città intorno
L'edera come uno scialle sul muro
Mentre la porta della sera si apre su Orione
Scrittura del cielo
A fare ordine nella vita di chi le guarda
Penso...
Abbiamo respirato ossigeno e veleno
Spesso parole di natura sfuggente
Parole come fotografie
Parole dentro di noi
Parole che parlano per noi
Dentro uno scrollare senza sosta
Immagini che non stancano e non distraggono
Senza annebbiare la percezione del tempo
noi dentro una superficie riflettente
Ci siamo perdonate ?
Io rispondo
nessuno si salva da solo
Vivendo una storia che ti cambia dentro
in quella certezza che credi non ti possa riaccadere
Non abolisco il tuo passato
Lui tornato a bussare alle nostre porte
a farci rabbrividire
La bellezza sa anche essere dolorosa
Vocazione o destino
Alla fine comprendi che
nei secoli a tutti gli effetti conta solo
qualche brandello di vita
strappato al tempo e alla morte
che alcuni chiamano: amore .
[25/3, 01:59]Ari:
È il misterioso ingrediente che abbina i sapori
E fondendoli insieme
Ne crea di altri
Inediti
A strabiliare
Il palato
È il catalizzatore che si aggiunge alla tempesta
di pioggia e ghiaccio ed ottiene
lava e fuoco perenni
Cattura il volo di due gabbiani bianchi
E ottiene per loro
Un vasto cielo
Dietro le nuvole
Un prestigiatore
Un'illusionista
Uno stregone
Un alchimista
Nel cuore del sapere più antico a manovrare
Rune senza tempo
E la pietra filosofale
È il dono che raccolgo ogni mattina
Dal cilindro di nero raso satinato
Per porlo accanto al tuo desco
Con una rosa profumata
E regalarti la
Primavera.
[25/3, 08:24] Gavi:
Per terre incognite
Con dita colorate di ambra
Il sole scrocchia luce tra gli alberi
La luna a mettere miele tra le rose e il mare
Il cielo è un calice screziato da bere tutto d'un fiato
Il vento una lingua porosa che resta ai confini
attesa di essere ascoltato
Il mistero che risiede dentro a vagine di terra
che abbracciano il seme di ogni germoglio
di pronta fioritura
Così le nostre labbra
Poggiate su un verso di parole
Perché il domani non sia un tempo effimero
Ma una sedia su cui sedere
Un impronta che possa durare nel tempo
Come acqua leggera
Come un corpo che entra nel fiore.
[25/3, 18:51]Ari:
Scende la sera e la luce affievolisce
E poi si spegne
Sulla soglia del tramonto
Mi lascio ammantare dal buio
Come uno scialle
Punteggiato di strass
Sotto gli occhi delle stelle
Il mio pensiero deflagrato su te
Di te
Si allarga a contenere
Tutte le notti
A venire
E te le dono.
[25/3, 20:54] Gavi:
La sera cammina su occhi di selva
Nel vasto intricato labirinto delle mie voglie
Il desiderio di te si fa insostenibile
Ineluttabile come il respiro dell'universo
Nel tempo ancora da vivere
Attesa di te
- scriba dalla penna d'argento
Pastore con l'orzo
Tu come come legno intatto
Tu piena come una notte
Che accendi i fuochi dei miei nervi
Nel tuo tutto darmi
Mi faccio cuna nel tuo fluire
per riceverti e contenerti
[25/3, 21:03] Ari:
Ricevimi in te
Accogli il mio amore
Penetrante
Che di te tutto vuole
Tutto esige
Tutto pretende
Ti dono il mio femminile virile
Ti dono il mio desiderio acuminato e potente
Tienimi in te
Ancora nel profondo di questa attesa
Il pensiero si fa fluido e materiale
Toccami sono lì
Congiunta a te.
[26/3, 08:10] Gavi:
Un vento gelido gonfia le mie vesti
Il cielo appare grigio e schiacciato
Un incavo nei monti
Come una piccola grotta
È un invito a peregrinare in uno spazio predeterminato
con anfratti e arie più grandi
in grado di suggerire visioni ravvicinate
violente e insieme intime
Un solo obiettivo
superare la realtà per trovare la verità
Come questo vento che oggi appare come uno scrittore di viaggi
che ha perso la bussola
Nel suo furioso spostare che rende tutto
un incognita
Che fa di ogni cuore un equazione
È un racconto che si posa all'alba di tutto
Come una Venere seduttrice
Nel ciclo del sangue
Mi riprometto il mare.
[26/3, 10:03] Ari:
Io mi sento come un naufrago smarrito
Che ha perso il tronco al quale stava attaccato
Con le ultime residue forze
E lotta con l'acqua che lo vuole sovrastare
Sempre pronto a soccombere
E mai invece vinto
Il caldo di questo mattino
Prende le mie forze e le lancia lontano
E pure io pago il mio tributo
Di sangue.
Sei l'attesa vivente.
[26/3, 15:37] Gavi:
Odore di pioggia estiva nell'aria.
[26/3, 15:43] Ari:
Come un respiro convulso
Un fiato spezzato
Agitato
Uno spasmo che scuote il petto
Così il mare si stende
Furioso
Avvolgente penetrante
Ad aggredire la sabbia
Sulla spiaggia gelata
Degli ultimi singulti d'inverno
Bianche le onde e ceruleo il cielo
Di una tempesta
Che lascerà le acque
Poi finalmente calme
E piene di vita
Rinnovate fin nel profondo
Dalla mano del vento
Così tu sei il mio vento
La tempesta che lascia
Tra i sussulti del respiro
Nuova vita nel mio petto.
[27/3, 11:49] Gavi:
Lo sguardo abbraccia luci lontane
Luci come un emozionante battere
Luci che sembrano raccontare l'anima della città
Occhi di città che guardano un paese dalle ombre lunghe
Il passato come snodo del presente
Più buia è la notte
Più luminose son le stelle
Ma dentro una notte di luna
a sfidare la morte
Tra lettere
verso il paradiso
Custode dei peccati
Quattro labbra
Due bocche
Dentro un bacio
diafane parole d'infinito
La profezia dell'orologio.
[27/3, 16:40] Gavi:
Oggi il vento
a tratti sibila in un volo di storni
In altri urla con i gabbiani
Il cielo si pulisce del suo grigio
ma resta comunque velato
Piccoli fiori gialli che guardano il mare
si fanno cullare in una
tiepida carezza
Osservo un albero
e leggo il suo testamento
È un pensiero folto
come una foresta
Pesante e saldo come roccia
addestra le mani all'amore
In lui grazia e fortezza
scudo e confido
In lui poso il mio pensiero
come culla di un nido
Ad abbracciare il tuo.
[28/3, 00:33] Gavi:
La nostra è una storia in punta di penna,
penna che sporca le dita di colore
Non sei una persona facile da dimenticare.
Non ti avrei dimenticata nel primo tempo, e come puoi vedere questo secondo ne ha dato la conferma.
Batti sul fatto che prima non ti guardavo
ma credo che tu abbia una errata percezione di quel che vedevo.
Se non ti avessi guardata, come potrei vedere che i tuoi occhi verdi ( anche se alla notte li vedevo azzurri) oggi hanno il colore della corteccia di un albero ?
Giacché tu mi portavi a varcare altri orizzonti, e a tuo dire , quante volte hai letto l'estasi sul mio volto.
Hai cambiato il mio modo di fare l'amore, hai cambiato il mio ruolo,
Non che questo mi dispiaccia , anzi, sai portarmi solo tu sai dove
Forse è vero
non ci sono più le vibrazioni di un tempo, e forse non torneranno più immagini visionarie del mio piacere.
Oggi più di ieri affili il mio pensiero, non è più una fiamma cieca che brucia dentro, non è più passione dentro cariche aggressive che si trasformano in rabbia
Non mi sento più fuoco nel fuoco che rilascia Co2 dell'anima nel cielo.
Perché abbiamo compreso che solo i baci d'amore sono in grado di ripulire l'aria rendendola più salutare per tutti.
Parlarci di vita e fantasticare
la ripartenza nella sembianza del ritorno
Dentro un altro spazio
dentro un altro tempo
E vedere che nelle nostre mani anche le ossa parlano
per colmare la distanza che si fa fra le promesse del prima e la realtà del poi .
Il pensiero è oggi dentro lo spettacolo della natura che riporta allo stupore dell'infanzia quando tutto sembrava straordinario.
Una porta che apre il vedere e il sentire
Il canto degli uccelli nel bosco
la corsa improvvisa di un cervo
un'orsa da scorgere da lontano con i suoi piccoli
son tutti eventi che rimandano ad una sorta di paradiso che quasi avevo dimenticato.
Lasciare all'anima e al cuore la possibilità di riallacciarsi alla sua genesi iniziale,
quando tutto era purezza
E non domandarsi più di chi sono le nuvole.
[28/3, 00:41] Ari:
Bellissima anima
figlia prediletta di dio
Tu sei nel suo occhi
lui ti ha scelto per portare la purezza in questo mondo
dove purezza non viene più accolta da nessuno
Tu sei la speranza
tu sei la fede
Tu sei il mio oggi con il cuore colmo e la testa pregna
di parole di fede e d'amore.
[28/3, 08:18] Gavi:
Il mattino si stende come sabbia d'oriente
Il sentiero si colora di fiori di prugna
Fuoco che brucia la neve
Come la primavera
L'attesa è una ricarica di vita
Note saltate fuori da una chitarra
Quello che sta nascosto alla vista e al tatto
si mostra solo qualche momento
Come dita accarezzano i pensieri
Dieci minuti al giorno per descrivere la vita
Vento dentro il fiato
La strada più breve è sempre quella del ritorno.
[28/3, 20:02] Ari:
Sulle note della mia chitarra
Il fremito profondo
Di un appuntamento
Come una nota
Sulle tue labbra
E tu sei
La mia perfetta
Sinfonia.
[28/3, 20:51] Gavi:
All'imbrunire
Cielo e terra in un bacio di sera
Gli alberi parlano al celeste
Nel verde bianco a ricalcare le stelle
Fresca è l'aria che accompagna il mio passo
I lampioni accesi annunciano la cena
Di ogni domani segreto
Ogni fiore nascosto
L'imbrunire
quel mistero di un brivido sincero
Ultimo soffio di poesia su labbra di strada
Nude schiene d' amanti a svelar la via lattea.
[28/3, 20:57] Ari:
Nel turchese scuro
Della sera
Nuova come una luna
Al vento affido il mio lontano
Languore
Figlio dei tuoi baci
Alle tue labbra tendo
Come alla pozza d'acqua
Fiera assetata d'amore
Agnello donato
Alla tua mano.
[29/3, 09:55] Gavi:
Oggi
Bianche scie
E raggi di luce
Disegnano un incognita
Verso un luogo perduto
di perfezione e felicità
Il cielo si avvicina
L'astro come uno sforzo costante
alla ricerca di un altrove
Così tu che sempre mi porti
dentro un amore più elevato
nella forma ideale del sentimento
a conciliare le esigenze del corpo con quello dello spirito
Dentro a miti antichi e storie bibliche
le nostre ore
a superare l'inferno dell'ego
per raggiungere un paradiso sempre oltre
ma in realtà vicinissimo
sullo sfondo di uno stesso bagliore primordiale
che genera galassie e comunità di amori
Il cuore ha riflesso di specchio
Le sue schegge formano il mosaico
Che ogni mattino ritocco
per darti il buon giorno.
[29/3, 10:02] Ari:
Lo specchio che mi riflette
È cielo
È vento
Acqua di mare colline lontane
È il firmamento tutto
Che tu mi narri
Ogni mattina
Nelle tue parole
Di poeta di strada
Dietro ai tuoi passi attenti
E visionari
Ho ritrovato la mia ombra
Ho ritrovato
La mia immagine.
29 marzo 21;47 Gavi
La sera si muove
Come una dea trasparente
Sparge il suo manto su ogni viale
Arricchisce ogni pensiero
La pioggia che segue un albero d'argento
Gocce assorbite dall'asfalto
Nel battito cardiaco della terra
Caldo respiro di amanti
Come un bicchiere da portare alla bocca
Una notte frusciante e dischiusa
Tra l'oro ed il velluto
Ad accogliere l'abbraccio dei nostri cuori
Geometrie di un pulsare opposto
Per riempire ogni luogo
Lasciato vuoto negli anni.
[29/3, 21:52] Ari:
Un lungo manto di velluto turchese
Che si posa sulle mie spalle
A ripararmi dal tempo che passa
A tenermi vicino a te
Una sera dolce e intima
Che parla di noi
Sussurrando all'aria di cristallo
Risuonante di gocce
Raccontandole
I nostri baci
Tutto mi chiama a te
Ed io verrò.
[30/3, 00:16] Gavi:
E prima pensavo...
delle volte leggo le tue parole in maniera furtiva
come una ladra...
D'altronde abbiamo sempre rubato
il nostro tempo
Mi piace l'idea di una notte con te
in quel fremito appena accennato
in quel rubare le stelle al cielo
salire su quell'attimo
ancor prima che il mattino si ricucia
alla luce del giorno.
[30/3, 08:27] Gavi:
La giornata è tiepida
Il vento è asciutto
Grigio e nebbioso il cielo
Bivacchi di nuvole
Apparecchiano la tavola
Di questo mattino
Piove dolcemente
Tintinnio di sonagli
Su olivi danzanti
Tra piccole foglie
Di verde acceso
Come muschio rappreso
Lentamente sempre
Nei miei cinque sensi
tu.
[30/3, 14:42] Ari:
Piove
leggero e coprente
Un manto invisibile
E traslucido
Il canto delle foglie
Che si tendono ad accogliere
Le piccole gocce
È assorto e gentile
Un ritmato tamburello
Di piccole dita in
Caduta libera
La mia sete di te
Mai spenta
Mi porta a modulare il tuo nome
Tra le gocce
Nominandole una per una
E sorrido
Beata
Sotto una pioggia di te.
[30/3, 15:00] Gavi:
Tra verdi foglie e tronchi di muschio
Conservo la memoria del tempo
Tappeto sui cui poggiare il capo per sognare
Tessuto erboso su cui respirare l'odore della terra
Ammenda di tutti i fiori
Di tutti gli alberi
Di tutti i sassi
Senza radici si muove
Dentro una forma di resistenza e di esistenza
Come un libro da leggere
Contro la fretta e l'indifferenza
Di quel flusso spesso incontrollato che ci circonda
Come una morbida mano
Ad insegnare la cura e l'attenzione
per le cose intime da proteggere.
[31/3, 08:21] Gavi:
Nebbia che copre e nasconde
Fumo che bagna
Il vento su i miei passi
muove un fiume in salita
Si saltella tra pietre e pozzanghera
Pioggia che cade
a ricordare
Dove le somiglianze sono personali
è facile riconoscersi soltanto amandosi.
Il cielo come un grande lenzuolo
E tra le nostre lenzuola
quante volte ho vissuto la vita
in un attimo fuori tempo
Come baci attaccati ai bottoni della maglia
Nuvole basse
Ad appiattire la linea tra il verde e il cielo
Mi cibo di questi giorni di attesa
Fuori l'inverno
Ma dentro ti tengo
Come fruscii di onde senza tempesta.
Dal 1 al 15 marzo
[1/3, 07:02] Gavi:
Scuro velluto nel cielo
Pioggia leggera ad addolcire il sentiero
Piove
Su sigarette bagnate
E sul canto delle cornacchie
Piove
Per chi non ha bandiera
Per chi non ha preghiera
Piove
Quando la luce manca al cielo
La strada si accende
Come un tuo pensiero
Luce che emerge come musica
Come danza
Con delicatezza infinita e sensuale
Della forma e del vivente
Che nello stesso tempo sa essere assoluta
Determinata e ricca di forza di volontà.
[1/3, 08:51] Ari:
Da tempo si sono
Asciugati i miei passi
Sulle strade che ci hanno visto
Insieme
È tempo che io
Ritorni
Sotto quel cielo
Che di molti miei voli
È stato casa
E marzo mi renderà
Il posto nel nido
Abbandonato
Ma sempre rimpianto
Piccole rondini
Che celano tra le piume
Leggere
La forza dell'ineluttabile
Già saggia l'aria
La mia ala
E lo sento
Il vento mi è
Fratello
E volerò.
[2/3, 08:27] Gavi:
Cielo color giacinto
Levigato con morbida carta vetrata
Il sole ha l'espressione di un ragazzo che ha riacquistato fiducia in se stesso
Un po' mi rattrista allontanarmi dall'inverno
Tra coriandoli gettati a terra
A disegnare una nuova tela
Cosi sarà
Dentro un obliquo raggio di occhi
Tra i tuoi e i miei
Tra mare e terra
Un nuovo graffito
a dimenticare la stanchezza delle braccia.
[2/3, 12:51] Ari:
Il silenzio di un'attesa
Incespica nelle mie ore
Mi sembra di cadere
Come in un sogno
Una discesa senza fine
Poi credo di volare
E sento l'aria sul mio viso
Quella di una porta che si apre
E una voce
E la luce dei tuoi occhi
Che avvolge tutto
Il tempo sembra impietrito
E invece mi accorgo
La sera
Che il giorno è fuggito
Velocissimo
Come un'allucinazione
Tutto mi preme dentro
Arrivo, amore mio
Sto arrivando
Solo questo riesco a dirti
Solo questo.
[2/3, 15:50] Gavi:
Per mille strade ho camminato
Per mille vie ho ripetuto gli stessi passi
In concordato incedere
Ma sguardo diverso
Come le parole di un libro
che se pur ripetute identiche
appaiono sempre nuove.
Parole,
cerchi posati su di un foglio
polline impalpabile che colora le mura del pensare.
Parole,
Come mano protesa verso il cielo
Nell'indicare il disco della luna.
Gesti segreti
come anelli dentro un albero
Suono e cerchi concentrici
Di un sasso gettato in acqua
Parole che abbracciano la vita
Nell'aprire il palmo delle mani al tempo
nel girare e rigirare
sino ad inanellare di pioggia le dita.
Parole
Nel canto di una civetta
O di uccello di primo mattino
Nel ritmo di un battere di andata e ritorno
tra il giorno e la notte.
Parole nel cerchio della vita
Da indossare
Come una fede
Inciso di nome
sulle curvature del cuore
In questo momento di smarrimento
seguendo il muovere dell'universo proviamo a costruire orizzonti
E porti di conforto
come il muschio
Va abbracciando i tronchi del platano.
[3/3, 08:22] Gavi:
Cielo e mare
Trasparenza che non svela e non nasconde
Note di uno stesso verso
A legare tronchi di una zattera
Come le onde
Le nuvole riccioli arricciati
Parole sussurrate il vento
Un vetro sopra il vetro
Petali che non cadono ma restano soffio
E i passi sono mani piedi e pancia
Ed io trattengo l'attimo in un abbraccio
Nella memoria e nell'armonia di un tuo bacio.
[3/3, 13:16] Ari:
Cavalco le ore
Spronando
Il destriero del tempo
Stallone bianco
volante
Veloce di solito
Ma oggi
Lentissimo
Oggi lento come una
Testuggine gigantesca che arranca
E arranca
Sulla sabbia fredda
Di una spiaggia
Del nord
Forza
Ti invito
Ti invoco
Ti supplico
Tu che reggi gli amanti e le loro
Drammatiche vite
Metti le ali al vento
Forza
chiama Pegaso in aiuto
Che carichi in groppa le piccole ore pigre
Elementi dell'universo
Regolamenti del cosmo intero
Vi prego
Svegliatevi
Volgete il vostro impassibile sguardo
Sulla mia smania d'amore
e cominciate a far correre queste poche giornate
Che ancora restano....
C'è la dea dell'amore
Che mi aspetta
Ed io
Ho finito la pazienza
Vi frusterò
Se non comincerete
A correre!!!
Perché noi meritiamo
Un abbraccio perduto
E lungo
Dieci anni.
[4/3, 08:21] Gavi:
Il cielo
Acqua chiara che non gorgheggia
Nel mistero chiuso in lui
Labbra di carne le nuvole
Fiore nella sabbia il sole
Alba e tramonto hanno spesso un colore uguale
Questo giorno luminoso come un inizio
Luce che smussa ogni piccola cosa
A riparare lo strazio di ogni silenzio
Il conto alla rovescia indica meno tre
Tre il numero della perfezione
Dieci anni da cancellare
Dieci anni da riscrivere
Come sorvegliate da imponenti statue
Sarà come riscoprire la poesia
in ogni bocciolo di pietra.
[4/3, 12:42] Ari:
Tre giorni...
Fra tre giorni
A quest'ora
io starò già aspettando il tuo arrivo
Con il cuore a tamburo selvaggio
Nel petto
Ed il respiro breve
Dieci anni
Che sono stati lunghissimi
E che ora sembrano passati in un lampo
Rivivo l'emozione del nostro primo incontro
In questa ripetuta nostra prima volta
Come avere due volte Natale
O il compleanno
Uno di seguito all'altro
Avevo tanto sperato
Che ti avrei rivisto e
Di nuovo abbracciata
Ed ora..
Tre giorni
Tre giorni.....
[4/3, 15:29] Gavi:
Per mille strade ho camminato
Per mille vie ho ripetuto gli stessi passi
In concordato incedere
Ma diverso osservare il mio cielo
Che
Come le parole di un libro
se pur ripetute identiche
appaiono sempre in allestimento
Parole,
cerchi posati su di un foglio
polline impalpabile che colora le mura del pensare.
Parole
Come mano protesa verso il cielo
Nell'indicare il disco della luna.
Gesti segreti
come anelli dentro un albero
O suono e cerchi concentrici
Di un sasso gettato in acqua
Parole che abbracciano la vita
Nell'aprire il palmo delle mani al tempo
nel girare e rigirare
sino ad inanellare di pioggia le dita.
Parole
Nel canto di una civetta
O di un uccello del primo mattino
Nel ritmo di un battere di andata e ritorno tra l'alba
E la notte.
Parole nel cerchio della vita
Nel fluire di ogni giorno
Da indossare
Come una fede
Inciso di nome
sulle curvature del cuore.
[5/3, 08:10] Gavi:
È un freddo mattino
Il vento come un silenzioso eremita
Trasporta musica rilassante proveniente da un bar
Il sole coccola le sue nuvole
Tenendole al caldo sul suo palmo della mano
Che sembra il morbido territorio di un pianeta lontano e sconosciuto
dove la mia anima un po' assonnata atterra volentieri
Mentre resto assorta nei mie pensieri
Il suono di una campana
Accende il suono di una prossima conquista
Sotto questo cielo lavato e pulito
Nel suo manto
Disegna con cura dettagli meravigliosi
per poi smontarli un attimo dopo
Ed io in tutto questo mutare
ti tengo
come una pelle da indossare
come un bacio da tenere sul filo del respiro
Sino a quando la geometria dei miei occhi incontrerà nuovamente
il perimetro del tuo abbraccio.
[5/3, 08:32] Ari:
La mia pelle è liscia
morbida
Calda accogliente
E ti avvolgerà
Ti sarà addosso
Sopra
Di fianco
Facendo sua la tua pelle
Così che le nostre anime
Come magneti potentissimi
Troveranno il punto
dell'Unione più profonda
Sulla pelle
I raccordi
Dello spirito
Nella carne
La via
Per accedere al divino.
[6/3, 11:08] Gavi:
Tra il passar e il fermare di queste ore
tra il capire e lo spiegare di questa attesa
Il pensiero si fa fluente
come il muovere di un felino
come il mare alle risacche
come il buio alla luce
come un bacio che induce
trema e si stampa nel cuore.
Meno uno ...
Per uno sguardo
di fili non intrecciati
di cassetti mai rovistati
di passioni mai tradite.
Meno uno...
Per una parola non trattenuta
né dal cuore mio
né dal cuore tuo.
oggi il cuore ha un strano ancor più accelerato battito
e quasi mi sento ovattata e proiettata in un altra dimensione.
[7/3, 08:03] Gavi:
Corre veloce il sole
Tra nuvole di ciniglia e canto di rami
Corre veloce in questo oggi che non conosce ieri
Verso un orizzonte
a riscrivere l' alba di ogni primo mattino
[7/3, 12:58] Ari:
Eccomi qua....
Sono venuta a vedere l'effetto che fa
Il mio cuore nei tuoi occhi
Le mie mani nelle tue mani...
Eccoci qua
Sono l'amante e la sposa
Sono la voce che trema
E le mani affamate di te
Sono dieci anni passati a pensarti
A rimpiangerti
A desiderarti ed a pensare che non ti avrei mai più avutaE invece
Eccomi qui ..
Sono pronta a qualsiasi cosa
Pur di stare con te
Pur di essere tua
Pur di averti
Anche solo dieci minuti
Dieci minuti
Un minuto per ogni anno
Che ho pianto
E quante lacrime
Quante
E quanto mi sono odiata
Quanto
Ma l'amore
Il più grande amore
Fa strani giri
Prende e se ne va e sembra fuggito
E invece
Dopo dieci anni
Te lo ritrovi qui
Tra le mani
È è un amore
Così antico ed appena nato....
[7/3, 18:20] Gavi:
Sei fiume e bosco,
Collina e campagna
Sei la natura in tutte le forme
Anche se impazzite
I suoi frutti sono collegati al tuo spirito
Sin da tempi remoti
Sei la flora del Botticelli
Che a ogni passo disperde fiori primaverili intorno
Se tutti avessero la tua musicalità di parola
La Terra sarebbe un paradiso
Con la tua anima contadina
sai come far crescere nel tuo giardino
mele d'oro dell'Esperia
Frutti magici e naturali che innescano l'amore
Ed ogni volta
Sono il lasciapassare per scoprire il segreto della vita stessa.
[8/3, 10:28] Ari:
No, vi sbagliate
Tutte le rose
Le mimose
I doni costosi
O semplici
Le parole ricercate
Le iperboliche similitudini
O le poesie della gente comune
A che servono?
Che senso hanno?
E ora c'è pure la guerra
E madre coraggio ogni giorno
Guadagna ancora un frammento
Della lunga litania
Di orpelli per l'otto marzo
Ma già il fatto che qualcuno
- che genio!-
abbia sentito il bisogno
di creare la
FESTA DELLA DONNA
La dice tutta...
Come se la donna fosse
Una CATEGORIA
Ma no, vi sbagliate
Non serve festeggiare
Perché le donne sono
La colonna vertebrale
Del genere umano
Lo sono anche le donne che non hanno nulla di speciale
Che non hanno preso un Nobel e neppure hanno la maturità.
Le donne, da sempre, lavano i calzini e le mutande dell'umanità
Cucinano i pasti
Partoriscono con dolore
E allevano i figli
Molto spesso con maggior dolore
Non so quanti uomini
Tra quelli che ho conosciuto
Sarebbero in grado di affrontare una gravidanza
E un parto
E quindi oggi
In questo otto marzo
Funestato da pandemie e guerre
Penso
Che madre natura è sicuramente femmina
E forse troverà il modo
Di salvarsi e salvarci
Ma forse l'unica via di salvezza
Sarebbe davvero l'estinzione
Di questa razza di scimmie pensanti
E incredibilmente crudeli che sta devastando
Anzi, ha già devastato
Questo stupendo pianeta
Però, penso ai miei famigliari
ai miei figli ed ai loro figli
Alle mie amiche ed amici
E vorrei poter trovare una soluzione
Vorrei che le donne e gli uomini
Di questo disperato mondo terrestre
Potessero trovare la pace
E un modo equanime di convivenza
Abolendo guerre
Sfruttamento dei più deboli
E tutte le atrocità che
Quotidianamente gli esseri umani compiono
E che l'otto marzo potesse trasformarsi
Da questa inutile e retorica
Fuorviante
Festa della donna
In un giorno qualsiasi
In un mondo dove
Ogni giorno
Si celebrasse
La festa della vita
In un luogo dove 'vita'
Voglia dire
Pace
Giustizia
Pari diritti ed opportunità per tutti
Senza esclusioni di sorta
Pari doveri
E quella autocoscienza
Quella consapevolezza
Di cui molti esseri umani sembrano non essere forniti
Allora si
Ornare le case le piazze
Le città
Di fiori
Di feste
Di danze
Di musica
Si, allora sarebbe bellissimo.
[8/3, 17:18] Ari:
Insediata sul mio trono
Che il tuo corpo è il mio trono
Guardavo lontano
Il futuro
Dipinto a colori
Netti e vividi
E mi svegliai
Ed era primavera
Al mio fianco
Nelle mie braccia sulle mie labbra
E affondai ancora di più
Nelle tue carni calde
Ed odorose
Fino a perdere i comuni sensi
Ed entrare nella dimensione di dio
E non mi svegliai più
E la primavera era entrata
Nel mio sangue
E scorreva in tutte le mie fibre
Forte corrente di magneti indivisibili
E tu
Pesco fiorito
Nel mio letto
Hai cosparso di petali
Il mio cammino
E a mani intrecciate insieme camminiamo
Nella processione
Al Dio dell'amore
Nostro padre.
[9/3, 06:48] Gavi:
Questo tempo così incerto
Che non ci fa conoscere prospettive, durata e confine
In un tempo dove persino la luna per qualche giorno si è vergognata di spendere
Ma la primavera non aveva cognizione
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E l'usignolo a cantare
E il cielo una bozza di colore tra il rosa e il blu
La pandemia
La guerra
La morte
Le distanze sempre più distanti
I visi dei passanti sempre più incerti
La paura sembrava dettar legge e misurare il tempo
Ma la primavera ignorava
e le gemme continuavano ad uscire
Quando tacciono le muse
Le armi parlano
Hanno detto
Ma la primavera non conosceva
e le rose si preparano a fiorire
Viviamo il tempo in cui
Qualcuno riscopri' la gioia dello scrivere
lasciando libera l’immaginazione
Altri la gioia leggere
volando con la fantasia
Chi volle imparare una nuova lingua
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
È un tempo in cui il mondo per certi versi
sembra essersi fermato
E l’economia andare a picco
Ma la primavera profumava
Lasciando così posto ai frutti
Primavera come un cielo mattutino
Va sciogliendo il segreto della profonda nera notte
Così il racconto di questi giorni di marzo
Giorni a dimenticare l'inverno
A dimenticare l'incerto destino
Degli anni passati
Perché
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la guerra
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Tu sei sempre
Come una primavera
Come dentro
Quel primo vagito che riecheggia la memoria dei sentimenti.
[9/3, 18:18] Ari:
Noi abbiamo viaggiato
Per innumerevoli mondi
La polvere dell'universo
È entrata nelle nostre narici
E ci ha ammalate d'amore
E questo dolcissimo male
Mortale ed irrevocabile
Mi divora le carni e la mente
Mentre le fibre nervose si sciolgono
All'eco dei tuoi sospiri
Ed il tuo viso
Rapito dall'estasi
È il mio unico orizzonte
Io
Creatura
Bifronte
senza appartenenza né regola
Trovo in te
La divina risoluzione del mio perenne enigma
E quando tu mi accogli
Proprio dove io non sono
Solo allora completo la rivoluzione del mio essere
E nel profumo del tuo fiore
Sbocciato al calore delle mie cure
Innalzo un canto
Al Dio del tutto
Che è dentro di te
Spiaggia del mio
Tramonto.
[10/3, 06:33] Gavi:
Tutte le parole da dire
si sono trasformate in stelle
Oracolo di bellezza
Silenzio che diviene poesia
Ore svestite nel mattino inaudito
Di ineffabile armonia
Dettagli di anima e di fibra
Calici da bere
in larghe distese di crepuscoli leggeri
Che commuovono lo sguardo
Tutti i pensieri di strade non percorribili
Rese leggere al camminare
E per la strada
Ogni salita è divenuta discesa
Ogni sasso è divenuto amore
Ogni goccia di pioggia è divenuta speranza
Ogni alito di vento un racconto di sentimenti
Noi siamo la terra
Noi la pioggia e il vento
Noi come mappe da visitare
Noi come un viaggio
Noi come una porta verso l'inesplorato
Noi come il sole che lusinga il cielo.
[10/3, 08:21] Gavi:
Il sole mi bacia dolcemente
L'usignolo non smette il suo canto
Gabbiani nella geometria di un volo
Ed ogni cane verso la passeggiata mattutino
Il vento ha un profumo di antico ma rinnovato
Ed io che mio muovo per le vie
nei vicoli ad aggiungere strada
ma tagliare il tempo
È un cielo che percorro ogni mattino
Ma sarà poi vero che quando si prende
la strada al contrario è vedere il mondo in una diversa prospettiva
come vedere amanti danzare su braccia di ricordi.
[10/3, 08:34] Ari:
Il tempo ti sta
Gocciolando via da me
Ed io mi aggrappo
Alle nostre prossime ore
Il mondo è sconvolto
Fuori da questa stanza
Ma qui aleggiano
Le nostre frementi
Parole
Le assorbo
Attraverso le pelle
Chiudo gli occhi
E sono lì
In quel fermo immagine
Che ci riassume
Tornerò
Amore mio
A raccogliere
Le nuvole del tuo cielo..
[10/3, 17:13] Ari:
Ma se ascolto il mio canto
È un pianto dolce
Senza singhiozzi
Una nenia triste e tenue
Un arrivederci modulato a bassa voce
Una carezza lieve
Sul tuo viso
Se ascolto il mio canto
È un flauto che si allontana
Un arpeggio di chitarra che scandisce
Note e malinconia
E una voce in dissolvenza ripete
Tornerò
Tornerò.
[10/3, 18:00] Gavi:
È tutto il giorno che cammino per strade disordinate
Che sanno di eterno
Antiche vie
antiche mura
nel racconto lungo dieci anni
Breve dieci ore
Tra quelle pietre
una voce
Siamo l'amore che pensavamo dimenticato.
[10/3, 18:04] Ari:
Perduto
Ma non dimenticato
Le mie mani
Le mie labbra
Hanno sempre ricalcato
Ogni giorno
Il percorso della tua pelle
L'eterno era seduto
A tuoi piedi
Ed io l'avevo bevuto
Tutto d'un fiato.
[11/3, 12:02] Gavi:
Silenziosamente si innescano improvvise pulsazioni
Il cibo è forma del tuo corpo che mi riempie la mano
Oggi i clienti mi rubano le cose direttamente dalla pentola
La stanchezza si allontana
Un po' annaspo
Sul mio essere in alto mare
Ma tu anche se distante
Tieni ben saldo in me il desiderio
Di sentirti dentro.
[11/3, 12:09] Ari:
Ed io penso solo a quello..
Vedo solo quello
Sento solo quello
Essere dentro di te è la via che percorro
Senza sosta
Il mondo mi gira intorno
La gente
come piccoli esseri che
Si muovono in fretta
Parlando lingue diverse
Li vedo li sento ma non li guardo
Non li ascolto
Io resto lì
E tu tra le mie braccia
Voli
Nel piacere che io
Sono.
[12/3, 08:30] Gavi:
Come la Luna
Il mio intimo appare diverso rispetto a qualche giorno fa
Nel suo parlarmi piano
Come un attività vulcanica su grandi pianure a colmare crateri da impatto
Nella manutenzione dell'amore
A riabbracciare il cammino consapevole erotico
dopo tensioni che avevano lasciato scorie tossiche
A rendere la superficie abitabile
Come una treccia di plasma fra i lobi del cuore
dove tu hai ripreso residenza
Oggi il vento agita sottili cime di cipressi
e nel suo muoversi a far da culla dondolante
ai suoi visitatori alati.
[12/3, 11:11] Ari:
Il tempo ci ha rubato
Il calore della nostra pelle
È già ieri l'abbraccio
Già passata la mano
Il tuo profumo
I tuoi occhi nei miei
Leggi severe
Destino duro
Senza appello
Ma l'impronta è viva
La ferita aperta
Ed è l'orlo a cui mi aggrappo
L'aria che le mie labbra
Aspirano avidamente
Mi nutro della tua assenza
Come del dolce pane
Della tua terra.
[12/3, 16:36]Ari:
Che il tempo passi è
Legge crudele
Mi pongo quesiti che non trovano corrispondenze
Scandisco domande
Che si frangono contro ostinati silenzi
Come posso riavvolgere questo nastro
Che si è fatto salato
Questa scia di tempo
Che vira all'amaro?
Mi allontana da te
E taglia
Come una lama
Perfettamente affilata
Tornerò
E ti cucio
Sulla mia pelle
Sutura di marea
Col filo delle promesse nate nel sangue
E nel ventre
Sei mia
Ed io mi farò esattore
Di pegni.
[13/3, 13:13] Gavi:
Son vent'anni che Sassari mi accoglie tra le sue braccia
Un abbraccio che inizia al mattino e mi trattiene fino a sera
Ho sempre amato le vecchie mura della città e penso che
sia stata una bella fortuna trovare l'alcova lì tra quelle mura
Mura che sanno di ieri
Nel passato che parla
Attraverso segni scolpiti nel vento
Mura segnate che aprono porte su ricordi
Di cuore e di vita vissuta
Un filo che unisce
Passato e futuro
Dove si odono il rumore dei cuori
I desideri di anime
Sogni che cercano riparo lontano da sguardi
Ma che il vento passando svelerà i desideri delle menti
E mi piace pensare che qualcuno passando tra quelle vecchie strade
Dentro un pensiero
Di noi parlerà.
[13/3, 14:09] Ari:
Un vento arabo
S'insinua tra le mura di pietra
Scheggiate a mano
Lingue gutturali e sincopate
Mantelli bianchi lunghi fino a terra
Di signori col
Naso adunco
E lo sguardo tagliente
Tra le lunghe ciglia brune
E donne col velo nero
Fino a toccare la polvere della strada
Gli occhi bassi
Bimbi vestiti di cenci
E lo sguardo affamato
Dei vicoli antichi
Se chiudo gli occhi
Il profumo
Di cibo speziato
E di pane nel forno
Si mescola
Allo scalpitio
Di un piccolo
Veloce cavallo grigio
Dalla criniera argentata
Cesti intessuti a mano
E gerle di pelle di capra
Tutto mi racconta
Antiche storie
Forse quell'uomo
Dal viso d'aquila
Ero io
Attraverso vite passate
E venivo
A carpire i tuoi sospiri
Nella fresca piccola stanza
Da vite innumerevoli
Io sono tua madre
Ed il tuo uomo
Oppure l'ancella devota
Che ti fa il bagno
E ti unge le bianche tenere membra
di olii profumati
Ai tuoi piedi ho messo
La mia storia
La mia memoria corre indietro per i secoli
Ed altro non vede
Che servire
Il tuo piacere.
[14/3, 08:22] Gavi:
Quando lo specchio riflette la mia nuda immagine
è come se vedessi il tuo sguardo posarsi in me
Occhi come un parlarmi addosso
Occhi come un cielo velato di bianco
Tra righe di pentagramma
un aereo senza scia ma solo suono
Come un pianista in posizione eretta
Musica per dimenticare il tempo troppo veloce
Nella vibrazione di un nuovo sogno
Nel senso nascosto delle cose
Come ghiaccio si scioglie nelle fessure delle rocce
Come acqua che scorre facendosi strada sotto il muschio.
[14/3, 08:43] Ari:
I miei occhi ancora ti guardano
E si colmano
Delle tue curve bianche
Non passa il sentirmi accanto a te
E in te
Come se il tempo
Crudele
Non ci avesse
Affatto divise
Così musica
E silenzi
Sono tuoi
Ed ogni mia fibra
Ti appartiene.
[15/3, 01:01] Gavi:
Ha nere palpebre chiuse questa notte
Una sola luce appesa alle sue ciglia
Come un respiro
Come un ostentazione
Il ghiaccio del fuoco
La pazienza dell'impazienza
L'impotenza della somma potenza
Il piccolissimo del grandissimo
Il sostanziale dall'apparenza
La geometria e l'algebra
Come un libro intonso
Dentro un defluire nelle vene che non sgualcisce le lenzuola
Dove si può essere se stessi
O meditare sotto un faggio comprensivo e sorridente
La vita è agitazione sobbalzo cimento mistero avventura
nell'inedito e nel mai visto prima.
[15/3, 08:20] Gavi:
Questo vento che non cessa di essere freddo
che non vuole più finire da questo chiasso girevole
Che fa di ogni cosa un deserto
Ma primavera non si arrende
E fa di ogni seme una vita
Nell'edera che cinge ogni tronco d'albero
Nelle piccole bianche braccia tra i rovi
Nel rosso dei primi papaveri
A dirti
Dove c'è attesa c'è amore
C'è fame di vita
Laddove il cielo non mi rapisce
Tu sempre donami la voglia di stupirmi.
[15/3, 08:40] Ari:
Un cielo colore latte mi annuncia
che l'inverno ha ancora energie
Da spendere
Aggrappato ai suoi ultimi giorni
Testardo ed ancora potente
Che era appena nato
E ci vide unire
Di nuovo i nostri
Destini
Come non volesse
Abbandonarci
Come si sentisse
Un nostro vecchio padre
Amo l'inverno
E me lo abbraccio ancora
Negli ultimi geli
Prima che la nuova stagione
Prenda a verdi manate
Le sue bianche guance
Aprile è vicino
Ed io tornerò da te
Amore mio
Sulle ali delle nuove foglie
E di un vento più gentile e tiepido
Ma oggi mi rintano
Nel ricordo delle fredde giornate passate
E di un nido d'amore
Tra vicoli
Sferzati dal vento
Dell'ultimo passo d'inverno.
dal 15 al 18 febbraio
[15/2, 08:41]Ari:
Piove...
Una pioggia dolce nell'aria calda come un sorriso
un sospiro di sollievo
Si esce dall'inverno
marzo è alle porte
come un cambiamento atteso ma per cui si era temuto.
Sale la tensione vitale
sale il fremito e diventa un acuto
Una frequenza creativa che mi solleva
Mi alza da terra
Mi sostiene sui tetti
In volo
Verso la nostra esplosione
Attendo con impazienza
La scintilla
Delle tue labbra
Nel lago dei tuoi occhi
Accoglierò il nuovo principio
E sarò l'estate
Del tuo frutto.
15 febbraio20;50 Gavi
Piove...
Ed è un sorriso
come una finestra aperta su di me
Ed è uno sguardo come uno specchio
che riflette l'onestà
Ed è una mano sempre tesa per dare
Ed è un abbraccio
accoglienza sincera del cuore
Ed è una parola come orlo
su quel che più si ama e si spera
Piove.... e tu sei nella pioggia
semplicemente nell'eloquenza
di un silenzio
dentro a note musicate
dal vento.
[15/2, 21:40] Ari:
Piove..
Come una danza scandita
Da minuscole fate trasparenti
Che volteggiano sulle ore
Di un giorno lento
Sulla sera si adagiano
I miei pensieri
Di te
Intessuti di filigrane d'argento
E tizzoni ardenti
Ti assaggio
Col ricordare
Ma mi avvicino
Troppo poco
Come un ricamo
Lucente
Sulla notte che entra dalla
Tua finestra
Ti invio
Il silenzioso
Baccano
Della mia attesa
Palpito vivente.
16 febbraio 8;28 Gavi
Il giorno si apre con nelle orecchie
un malinconico motivo
Come un rigetto
tutto ciò che è fuori lo lascio
fuori di me
Il mondo gioca a fare gli eroi
Io chiedo di sedere
all'ultimo posto
e casomai servisse
cedere anche quello
I pensieri oggi scivolano via
senza farsi prendere
Ma come questo cielo che disegna
nuvole di carta
ti tengo così
dentro a un qualcosa che si avvicina
ad una naturalezza assoluta.
16/2 08:30] Ari:
A questo sei giunta
Ad essere parte di me
Come il mio respiro
Come il cuore che batte
Che si sente
Ma non si vede
Naturalmente mia
Come il mio pensiero
come la fiducia nel domani
Come l'attesa di ogni buon giorno
Sei me
Più di me stessa....
16/2, 09:06] Gavi:
Come un uccello che nonostante il suo peso
Non piega il ramo su cui siede
16 febbraio 9;26 Ari:
Vi sono uccelli leggiadri, bellissimi
Che con la sola loro presenza ed il loro canto
rallegrano il luogo dove dimorano
ed io posso ben dire che un uccello del paradiso
ha scelto a dimora il mio cuore
e la mia vita.
[16/2, 15:04] Gavi:
Tutto iniziò dentro un fiato di autunno
Un racconto raccolto tra le foglie fuori posto
Le parole come alberi affacciati su di un fiume d'inchiostro
Immagini diverse per gente normali
Sentimento comune per chi si sente un po' speciale
E piove anche oggi
Nel vento che
talvolta rude rompe gli ombrelli
Pioggia che sempre mi ricorda le tue piccole mani
Dentro un disegno di rugiada che desidera il mio fiore nell'attesa di essere da te raccolto .
[16/2, 17:23] Gavi:
Mi piace guardare il cielo, la notte e, dove possibile, chiamare le stelle con il loro nome.
Molti forse non sanno che esiste la Costellazione del Cane e proprio di questa vorrei raccontare..
Mi affascina il fatto che questo gruppo di stelle, che ha come capo
' Sirio', la più luminosa tra tutte, come luminoso è l'amore che il cane ci dona, brilli in cielo a lode e ricordo di questo nostro piccolo amico.
Infatti, ognuno degli astri che la compongono,
esprimono e raccontano col loro nome uno dei molteplici compiti assolti dai cani o una dello loro preziose qualità.
Per esempio , essa
è inserita nell'Arco di Orione, proprio a sottolineare il primo compito del cane, prezioso compagno di caccia, quando la caccia stessa era una delle poche risorse che gli esseri umani avevano per procacciarsi il cibo e sopravvivere.
Inoltre fanno parte del sistema
I corpi celesti chiamati: 'Colui che ha oltrepassato la Via Lattea' -
E 'Colui che precede
Alfa e Beta Centauri ed
Alfa e Beta Columbae'
che ci ricordano di come il cane, dalla notte dei tempi, primo tra tutte le altre creature, abbia deciso di vivere con l'essere umano, accompagnandolo in ogni momento e dividendo con lui ogni attività ed
il proprio destino..
La stella che si chiama 'Il Peso', invece, allude alle difficoltà quotidiane che vengono alleviate dalla sua compagnia, mentre il nome de: ' le Fanciulle'
sottolinea come ogni cane, anche quando il suo mantello diventerà spento e grigio, manterrà il suo animo fanciullesco.
'La Solitaria', inoltre, ci racconta di come esso accompagni il solitario vivere degli ultimi, senza mai lamentarsi.
E la stella intitolata 'La Verginità' Ci ricordare che, anche se lo abbandoni o lo trascuri, lui, nel suo amore incondizionato, ti riconoscerà sempre come il suo primo innamorato.
Quindi, a chi mi dice che il cane non ha l'anima io rispondo che l'universo ha dedicato a questo piccolo cuore che batte ai nostri piedi una delle costellazioni più importanti.
[17/2, 08:30] gavi:
La fermata dell'autobus ha uno sguardo sul cimitero.
Tra i cipressi dorme chi con noi
ha condiviso un pezzo di strada seguendo i nostri stessi passi.
Gli alberi oltre a dare sollievo
riparo e compagnia
delle volte cambiano l'immagine di un quadro
così da mostrare solo parte di un nome.
E così quello che doveva essere famiglia Piga
viene letto solo come un ia Piga
Ma la mente si sa
viaggia senza obliterare biglietto
ed io vado leggendo la spiga, e penso che nasco sotto la costellazione della 'Spica'
Spiga di grano della Vergine
E il cielo che pian piano va colorandosi
quasi a voler dare un grido d'estate
ti ricorda che la terra produce spontaneamente
prima lo stelo poi la spiga poi il chicco pieno
E quando il frutto è pieno si mette mano alla falce
perché venuta l'ora della mietitura
Così è questo giorno
caotico e rumoroso
Ed io che corro verso il tuo abitare di un pensiero
per far di questo marasma un mormorio del ruscello nel brusio del grano.
[17/2, 10:58] Gavi:
Costa fatica spostare nuvole e creare aree di silenzio
mentre a tratti l'intorno
sembra reclamare
la tua attenzione.
[17/2, 14:18] Ari
:
Acqua lucente
Che scende
Accarezzando con mani fresche
I bianchi sassi rotondi
E levigati del fondo
C'è silenzio
Nella canzone del fiume
Solo assoli di rane e grilli
E abbracci di foglie e vento
A giugno spighe
Di erbe officinali
Maturano
Al caldo sole sincero
Per il cibo delle piccole creature del suolo
A fianco delle ubertose rive
Nel campo lavorato dal contadino
delle spighe di grano
Ugualmente il sole ha dorato
Per il pane dei signori della terra
La falce coglierà le e le altre all'unisono
Senza distinzione
E la storia di ognuna si fonderà nel flusso della storia
Ed ogni chicco sarà espressione particolare
Del generale fuggire nel tempo infinito
I covoni rifletteranno albe e tramonti
Nella tela del poeta a colori
Sulla quale il tempi non avrà potere
Tua sarà stata la mano
Ed io la tela
Unite nell'immenso delle vite
Spiga dopo spiga
Tela dopo tela
E vinceremo
Occhi negli occhi
Mano nella mano
Vita dopo vita
Il legame della falce.
[18/2, 08:30] Gavi:
È un tiepido mattino
dietro i monti il sole accende un piccolo falò
la luna come un cuore zelante
a frugare tra nuvole e pensieri
Parole di ieri si affacciano
come lieve nebbia a ridisegnare un mattino
o forse solo a frantumare in un bagliore la distanza tra oggetto e soggetto
Oggi più stordita di sempre, senza grandi slanci di parole ti tengo dentro il mio nome e cognome , come un seme piantato che va germogliando nel mistero della terra.
[18/2, 09:01] Ari:
Raccoglieremo il nostro raccolto
E sarà una messe
Che farà sorridere
Chi a lungo ha sofferto.
Le lacrime della luna
Troveranno consolazione
Ed il silenzio delle stelle
Svanirà nel loro canto
Pure il destino
Dovrà intenerirsi
E riconoscere
Il nostro tempo
Si inchinerà
Ai nostri baci
Capendo che nulla può
Perché si, ormai l'ha capito che
L'amore
Siamo noi.
[18/2, 14:31] Gavi:
Con passi di sale vai distruggendo diamanti di insicurezza.
[18/2, 15:19] Ari:
Muoviamo i nostri passi quasi per inerzia e siamo, forse, disorientati.
La tecnologia ci ha messo le catene: oggi non ci rivolgiamo più ad una cartina geografica: tutti noi abbiamo una app. sul telefonino che ci permette di vedere in un attimo la nostra geolocalizzazione, dimenticando così la giusta posizione nella quale siedono i mari e respirano i monti.
Se ognuno di noi si muovesse per le strade ricordando che, sotto lo strato di asfalto che percorriamo, giacciono le ossa e dormono i sogni di chi prima di noi ha lottato per un idea di libertà, forse, metteremmo più cura nel nostro andare.
E tu, piccola farfalla, vieni volando in questa farraginosa realtà, scegliendo un timido sole nel vento di tramontana, senza che tutto questo possa diminuire la tua gentilezza.
Forse dovremmo abbandonare le caverne e tornare tra le stelle.
Avere gli occhi che si aprono come due lune piene.
Audaci bisogna bere la vita, senza sorseggiarla ma berla tutta d'un fiato.
L'amore si accorge di quanto verso di lui siamo delicati.
Torniamo ad avere gli occhi che si aprono come due lune piene e pratichiamo la gentilezza, riservandone un po' per noi stessi, perché bisogna essere audaci e bere la vita senza sorseggiare ma berla tutta di un fiato.
L'amore si accorge di quanto, verso di lui, siamo delicati.
dal 18 al 28 febbraio
19 febbraio 8;21 Gavi
Vicino alla tua casa
Vado piantando un'alba
Mentre l'aria canta tra alberi spogli
Un raggio di luna ficcato dentro un vaso
A radicare nella terra un pensiero
che abbracci la rete del tuo sguardo sull'orizzonte
Il cuore torna a dettare i tempi del risveglio
Pulsazioni splendidamente regolari
Emettono colori ad ogni battito
Non si ripete il sole
La natura se ne accorge
L'inverno va scivolando
Verdi chiari ora si muovono
Sotto il vento capriccio
Le nuvole a tratti disegnano archi
Ancora dormono le acque
ma sembra di stare ad occhi aperti
Ed io ti tengo nella luce
Che apre il mattino
Dove germogliando va il mio desiderio
Come un grande albero
Come un campo di grano:
[19/2, 09:11] Ari:
Molta cura avrò
- è una
Solenne promessa -
Della rosa selvatica
Che cresce accanto alla mia porta
Ogni piccolo
Perfetto fiore
Che vorrà donarmi
Avrà gentile acqua da bere
Né mai il sole
Troppo cocente
Brucerà le sue tenere foglie
Il seme suo
Venuto da lontano
Ha trovato la sua casa
Perenne
Nel mio fresco giardino
Ed in me un
Appassionato giardiniere.
[19/2, 18:26] Gavi:
Affidabile come un cappotto
così il tuo abbraccio
che appare in questa notte fredda di autunno
Al dito volubile del fato
ai colpi inferti dalla vita
a ogni singolo problema
Dico
Io mi oppongo
Mi oppongo
agli amori che rimangono incompiuti
ai mie sorrisi presi in prestito
al morire prima di vivere davvero
Nel tempo che è un anziano
Vecchio come gli alberi
Mentre l'edera dei giorni
va abbarbicandosi sempre più in alto
quasi a voler disturbare il melo dei pensieri .
Ci sarà un incontro che sarà come un assaggio
nel frutto della nuova stagione .
Quel che oggi è visto come utopia
altro non sarà che ricostruzione e ricongiungimento.
[20/2, 11:29] Gavi:
Certo è vero, la domenica dà riposo alle fibre
ma invalida gli occhi
Perché ormai mi ero abituata a far dei mattini un modo di essere
come un aprirsi verso il viandante
Ospitarlo con cura
accudirlo e regalargli il tempo migliore
Un po' mi hai insegnato ad avere il talento speciale di rendere poetica ogni cosa
Dicono l'arte sia un virus
se poco ti avvicini lei sa contaminarti
Non che io sia arte
ma mi hai mostrato di come lo scrivere può servire
a rendere l'aria una scultura
lasciando un'impronta dietro di me
Oggi che i miei passi son ridotti
provo con l'ascolto
È estraniante questo volo di gabbiani
i cui versi sgraziati riportano echi di estati lontane
Ma è un canto che d'istinto dona allo sguardo occhi che cercano il mare
Anche se poi è uno scontrarsi verso tetti e case
Anche se c'è negato il poter creare nuovi universi
noi nel nostro fare astratto
sappiamo che astratto non è il contrario di concreto
E in te risiede il profumo intenso della foresta tropicale
e dei tramonti nel deserto del Gobi.
[20/2, 12:49] Ari:
Tu sei maestra
Nel creare nuovi universi
Le tue parole aprono porte
Di filigrana e cristallo
Che celano mondi diversi
Ad immagine di te
e della tua più profonda natura
Ed io che vago alla ricerca delle icone fatate
Espresse dal tuo cuore di dattero
Passo rasando le dune
Come soffio di ghibli
I deserti che mai visitai
e mi siedo ai bivacchi notturni
Mentre le nenie arabe
Si alzano lentamente
trovando il buio della notte
Puntato di lanterne tremolanti
Tu
Madre dell'impalpabile
Figlia dell'incomparabile
Alla tua voce mi accordo
E sono corda vibrante
Di noi
Noi novellatrici di fiabe
Sconosciute.
[20/2, 19:39] Gavi:
Poche cose nelle tasche
le mie mani fredde
qualche sogno infranto
un pacchetto di sigarette
Torneremo a guardare le stelle
mentre la regina della sera osserverà il mare
Che su scogli neri si infrangerà
in un ricamo d'argento.
[20/2, 19:47] Ari:
Nelle tue tasche vuote
Voglio
Posare una piccola pietra colorata
Di giallo di verde e di azzurro
E un fiore bianco
Tu lo dovrai curare
Solo tu hai la magia
tra le tue mani fredde
Che d'improvviso si scalderanno
E il mare d'argento
Ci guarderà sedute
Sulla riva a guardare il tramonto
Senza tema del tempo in fuga
Tu hai quel potere
Solo tu
Di argentare il mare.
[20/2, 20:49] gavi:
Si che parlo con la luna
e sento il suo richiamo come una fibra
che si ricongiunge a me
Ma io son solo il riflesso
del cuore di un piccolo passero
che al mattino siede su di un filo
in attesa che il sole sorga
in quella speranza che l'espressione
che si faccia canto e volo
In te abita quel raggio.
[21/2, 08:09] Gavi:
Il giorno si apre su di un colore brullo
Il cielo sembra aver riaperto la valigia all'inverno
Carta stagnola si riflette negli occhi
Mentre piccole gocce benedicono la terra
Il pensiero si fa scuro
Ma Il vento
instancabile manovale
Se pur con mani gelide
Mentre cadono foglie e sposta carte
Apre il battente sulla porta azzurra
E vola e grida come un gabbiano
Il mio sguardo è una camera
Ed il mio cuore una parete
Dove appendo la tua immagine
Dentro un racconto
Un eterno andare e venire .
[21/2, 17;14] Ari:
E volo e grido
Come un gabbiano
Affamata di te
Assetata dei tuoi baci
E volo e grido
Come il vento
Contro la mia finestra
Che sbatte
Continuo e furioso
E senza tregua grido
Senza voce
Ma grido forte
Nella mia stanza silente
Che spacca il tempo
Il mio inutile grido
E guardo le mie mani
Le mie povere mani
Segnate dal tempo
Che si fanno nido
E vivente attesa
Cercandoti.
[21/2, 20:42] Gavi:
Le nuvole cariche di pioggia non permettono di guardar le stelle
Solo luci di lampioni e guardrail
La strada notturna però è cara agli amanti
Verso un gioco di ombre
Dove gli alberi sono mani
E le foglie sospiri
L' erba è un alcova che scopre le nudità
Nel vento ondeggiante come la marea
E per un attimo l'immagine di noi
Fuse nella completezza di un estasi.
[21/2, 20:59] Ari:
La tua pelle bianca
E le tue labbra calde
Ed io che mi perdevo
In te
Affondavo
Infuocata
Dolcemente violenta
A prenderti ancora ed ancora
Più a fondo
Nel piacere
Senza confini
E il tuo che accendeva il mio
Ancora più a fondo mi accoglievi
Fremente
E sulla tua bocca
Io coglievo
E donavo la mia vita
Quante volte??
Quante volte....
Ma troppo poche
E ancora io ti avrò
Tu lo sai
Che ti avrò
E ci giuro l'anima
E la mia vita intera.
[22/2, 00:01] Gavi:
E quel giorno sarà
Un sottopassaggio dei giorni infiniti
Riempire il posto lasciato da una pausa
Nella realtà del nostro tempo
Troppo complesso per poter presentare con parole scritte
Non si leggeranno le nostre righe
ma piuttosto saranno da eseguire
come uno spartito musicale .
In un solo atto
Attestare che l'amore è tutto.
[22/2, 08:01] Gavi:
Oggi la sveglia è arrivata dai gatti
Come violini sgraziati ad aprire un concerto di gran baritono
Anche stamattina cambio itinerario
La radio emette parole che non capisco
Il mare schiumoso
nell'espressione di una lunga ferita
A ricucire tutti i fiumi
È lontano il sole
che abbozza impronte sui sassi
Il vento ad aprire la porta al colore
Tra l'oro e il rosa
Tra il viola e l'azzurro
Eretto o strisciante
Come petali di pervinca
il mio pensiero
Stendo su l'erba di un tuo abbraccio,
[22/2, 08:04] Ari:
Un sole tutto nuovo
Come lavato di fresco
Mi porta il tuo abbraccio
Invadendo il mio cielo
Acclamato dalle creature degli alberi
Esco dalle braccia di Morfeo
Per entrare
Nelle tue
E rifugiarmici dentro
Al riparo
Nel loro tiepido silenzio
Chiudo gli occhi e sono lì
La tua guancia contro il mio collo
Le tue labbra che mi sfiorano
E un diamante di luce
Esplode il mio mattino.
[23/2, 08:28] Gavi:
Il mattino come una camera fredda
Pian piano va colorandosi e scaldandosi
Disegnando piccole ombre
e tenere fantasie
Il vento che sfiora e bacia
tremanti foglie sul vorticoso dedalo
Dei sentieri della vita
Gli ulivi come piccoli seni accennati
ad ornare il cuore della terra
Bianche braccia di acacia tese
piacere ardore passione di un pensiero
Nella nostra quiete
Oro fuso
D'amore tramato fitto
Pensa se un giorno
aprendo la porta
riuscissi a sentire la tua voce
non proverei meraviglia
e ascolterei
perché è il cuore che parla
Dentro quelle parole
Come romantiche dame da incipriare.
[23/2, 08:48] Ari:
Pensa se un giorno
Aprendo la porta della mia casa
Tu trovassi lì fuori
Magari un po' smarrita
E stanca
Ma felice di un lungo viaggio
Durato così tanti anni
Io mi sentirei una rondine
Che torna al nido dopo lo svernare in terre lontane
Mi sentirei come se tutti i fili spezzati
Dal destino
Ritrovassero il loro capo
E nulla più sarebbe rotto
In me
Ogni ferita
Ogni coltellata ricevuta
O inferta
D'improvviso
Come il tuo mare chirurgo
Sarebbe suturata e guarita
Ed ogni dolore
Sarebbe stato spinto fuori
Dal tuo vento impetuoso.
E noi si parleremmo fitto fitto
Io ordito e tu trama ricamata
E il nostro mantello sarebbe intessuto
D'oro e d'argento
E lungo alquanto
Da proteggerci alla perfezione
Contro qualunque pericolo
La mia casa è una piccola dolce alcova
Ma io sono un palazzo
avito ma forte
Dove nulla manca
Di ciò che desideri
E saprei farmi
tua agognata
Perfetta dimora.
[22/2, 15:52] Gavi, ultima stesura:
Estraniante è questo volo di gabbiani
i cui versi sgraziati riportano echi di estati lontane
Ma è un canto che d'istinto dona allo sguardo occhi che cercano il mare
Anche se poi è uno scontrarsi verso tetti e case
Al dito volubile del fato
ai colpi inferti dalla vita
ad ogni singolo problema
Dico
Io mi oppongo
Mi oppongo
agli amori che rimangono incompiuti
ai miei sorrisi presi in prestito
al morire prima di vivere davvero
Camminando nel tempo che è un anziano
Vecchio come gli alberi
Mentre l'edera dei giorni va abbarbicandosi sempre più in alto quasi a voler soffocare il melo dei pensieri
Ci sarà una nuova coscienza
che sarà come
Cercare di nuovo
Il mare schiumoso
nell'espressione di una lunga cicatrice
A ricucire tutti i fiumi.
[24/2, 07:02] Gavi:
Per mille strade ho camminato
Per mille vie ho ripetuto gli stessi passi
concordato incedere
Sguardo diverso
Se il giorno delle volte sembra ripetersi
C'è sempre un dettaglio che lo rende distinto
Come le nostre parole
che se pur ripetute identiche
appaiono sempre nuove.
Parole
cerchi posati su di un foglio
polline impalpabile che colora le mura del pensare.
Parole
Come mano tesa al cielo
Nell'indicare il cerchio della luna
Gesti sfiorati
come cerchi dentro un albero
Suono e contorno
Di un sasso gettato in acqua
O come un pensiero intimo
Nell'aprire il palmo delle mani al tempo
nel girare e rigirare
sino ad inanellare di pioggia le dita
Parole
Nel canto di una civetta
O di uccello di primo mattino
Nel cerchio di un battere di andata e ritorno tra il giorno e la notte
Parole tra noi
Come una fede
Inciso di nome
sulle curvature del cuore
E mentre il sole diffonde in egual misura
quantità di luce e qualità del colore
rendendo la foschia grigio azzurra
terracotta
ruggine, che colora l'aria
Abbraccio la tua voce come nella similitudine di toccare i tronchi di platano.
[24/2, 11:28] Ari:
Dal sogno alla visione
Alla realtà
Non cambia la parvenza
Delle parole
Dalla parola alla voce
Non cambia la sostanza
Della spremuta di una vita
Nel fondo arido del giardino abbandonato
Tutto raccolgo e conservo come nastri di raso
a cingere il mazzo di rose gialle
Nel vaso
sul tavolo
Che illumina tutta la mia stanza
Come piccoli soli
Dondolanti al vento
Il potere di un fiore
Apre porte
e spalanca pareti
In questo mattino di sole
So che l'inverno non è finito
Ma come lucertola uscita sul sasso
dimentico il gatto in agguato
Il destino è il mio padrone
Io non lo sfido
Né lo minimizzo
In attesa
godo del tuo sole
a curarmi l'anima.
[25/2, 08:27] Gavi:
L'orizzonte nuvole basse
Cielo e mare
Due pareti d'acqua levigate
Dove tutto è ostentazione
e retrospettiva dello sguardo
dove inspiro
respiro
come un canto
Dove ogni passo è un giuramento
ripetuto ,per non dimenticare
Tra i solchi della terra
ogni cosa balzata fuori nella notte
Vive dappertutto
l'aria scintilla
di verde e di luce
Alberi potati ad indicare il sentiero
Fra stella e ramo
Fra piuma e pelo
Dentro la mia mano
Un unico danzare approfondito
Quale ramo scegliere
quale ciocco abbracciare
Quale scheggia accarezzare
Per te che allunghi tempo e spazio,
come un tavolo aperto per la festa.
[25/2, 17:08] Ari:
Il mio sangue ha laccato i papaveri
Lungo i fossi
Colmi fino sull'orlo delle mie lacrime
Il boato del mio singhiozzo ha destato le genti ignare
Che dormivano
Lungo le valli immerse nella notte
Il mio respiro ha movimentato gli orli
di ogni alba
Con merletti di gelidi ricami.
Dieci anni
Ogni giorno è andato
E venuto.con precisione sibillina
Ogni mese ha rincorso il successivo
Mordendolo sul traguardo
come un cavallo troppo veloce e nervoso
Dieci anni
A covare ogni minuto
Per cambiare
per cambiarmi
Vedo la scia
Delle notti insonni
Abbracciare
Gli antichi tremori
Di paffuta vichinga
Nutrita a burro patate
E gloria
Eroe al femminile combattendo giorni e giorni
Alzata alle prime luci dell'aurora
Per districare le criniere
Delle giumente
Il nodo fatato
Non è stato sciolto
Però
E la giumenta mansueta ha chinato
Il collo potente
e il serico mantello
ha accolto la tua mano
Invitandola a fermarsi
Lungo le lucide forme
Resta
ti chiede ogni fibra dei mio fato
Vieni e resta
fino alla fine dei tempi
Io sono il trono prezioso
Tu il piede vittorioso
Di un nemico
Così amato.
[26/2, 08:11] Gavi:
Xoxo è il simbolo grafico usato nei paesi anglosassoni per indicare baci e abbracci
Oppure alla grafica di due tipi di profilo che si danno un bacio mentre la o è un cerchio che richiama appunto l'abbraccio
Ma che importa l'etimologia
Io che il cielo lo guardo con le parole delle stelle.
Giornata fredda e ventilata
Il cielo si apre con un manto spesso e grigio gettando piccoli petali bagnati che durano l'istante
di un battito di ciglia
Nonostante la temperatura ricordi che l'inverno ha da fare ancora qualche chilometro
Gli abitanti del cielo arpeggiano il loro canto
Il vento che trasporta la luce
Come una misteriosa corrente che giunge dal cielo abbracciando tutte le creature della terra
Il rosso che si infila nel grigio
Il rosa che cede posto all'azzurro
L'oro che ricama piccoli orli cotonati
Oggi che non ho grandi suggerimenti esterni
ti tengo così nel racconto di un cielo e del suo più profondo significato
Come un seme germogliato nel cuore .
[27/2, 12:48] Gavi:
Nel frutto come un sole
Nel suo donarsi se spremuto
Nel verde canto delle foglie
Frescura e vigore di ogni fiore
Nelle labbra attente della terra
Silenzio arato
Nutrimento per ogni creatura
Nelle ali solitarie di ogni uccello
Racconto di ogni speranza
Nella schiuma di ogni nuvola
Pace dimenticata ma ancora sperata
Nel lembo di ogni azzurro
Cambio di tonalità
Ma non di essenza
Nell'onda di ogni mare
Sutura di ogni mano che si tende
Nel tempo
Unità di misura
Nei giorni come gradini di cui sedere
Su cui raccontare se stessi
In questa domenica di poche parole
vado pensando che è come se sopra ogni cosa che guardo
è come se andassi scrivendo
il tuo nome .
[27/2, 14:38] Ari:
Un nodo inestricabile
Si va via via stringendo
Alla base della mia gola
E il pensiero
Da fisso che era
Ora è diventato
Immenso ed unico
Che mi importa
Dei fiori
Del cielo
Di tutto il resto del mondo
E di ogni mondo
Vicino
O lontanissimo
Non voglio le stelle o la luna
Mi basta la luce di
Una piccola candela
E la mia mano
Che si chiuderà sulla tua
Solo questo
Io sono
Solo questo...
[27/2, 17:10] Gavi:
Giorni tremanti
appesi ad una foglia
su per il vorticoso dedalo
dei sentieri della vita
Noi figli della guerra
Ascoltiamo l'eco dei silenzi
dei cuori stranieri
intrisi di tristezza
vaghiamo nella luce fatua
Incendiata dalla battaglia
Una preghiera non fa la salvezza
Ma ancora scriviamo il tuo nome
Libera l'animo nostro schiavo
Dalla sete del potere
Nel frutto come un sole
Non vede la sua bellezza riflessa
Nel verde canto delle foglie
Frescura e vigore di ogni fiore
Nelle labbra attente della terra
Silenzio arato
Nutrimento per ogni creatura
Scrivo il tuo nome.
Nelle ali solitarie di ogni uccello
Racconto di ogni speranza
Nella schiuma di ogni nuvola
Pace dimenticata ma ancora sperata
Nel lembo di ogni azzurro
Cambio di tonalità
Ma non di essenza.
Scrivo il tuo nome.
Nell'onda di ogni mare
Sutura di ogni mano che si tende
Nel tempo
Unità di misura
Nei giorni come gradini di cui sedere
Su cui raccontare se stessi
Scrivo il tuo nome.
Tesoro che non conosce banalità o follia
Tesoro di un età sulle spalle
Tesoro del tempo che scorre veloce
Tesoro del perdono
Tesoro della lontananza
Scrivo il tuo nome
Come un tizzone rovente che brucia e forgia
Forgia e brucia
Con tenerezza delle parole non dette
Scrivo il tuo nome
Libertà
Torna a ridare equilibrio ad ogni mente.
[27/2, 17:27] Ari:
Giorni tremanti
appesi ad una foglia
su per il vorticoso dedalo
dei sentieri della vita.
Noi
figli della guerra
Ascoltiamo l'eco dei silenzi
dei cuori stranieri
intrisi di tristezza
Vaghiamo nella luce fatua
Incendiata dalla battaglia
Una preghiera non fa la salvezza
Ma ancora scriviamo il tuo nome
Libera l'animo nostro schiavo
Dalla sete del potere
Nel frutto come un sole
Non vede la sua bellezza riflessa
Nel verde canto delle foglie
Frescura e vigore ad ogni fiore
Nelle labbra attente della terra
Silenzio arato
Nutrimento per ogni creatura
Scrivo il tuo nome
Nelle ali solitarie di ogni uccello
Racconto di ogni speranza
Nella schiuma di ogni nuvola
Pace dimenticata ma ancora desiderata
Nel lembo di ogni azzurro
Variando di tonalità
Ma non di essenza
Scrivo il tuo nome.
Nell'onda di ogni mare
Sutura di ogni mano che si tende
Nel tempo
Unità di misura
Nei giorni come gradini su cui sedere
E raccontare se stessi
Scrivo il tuo nome
Tesoro che non conosce banalità o follia
Tesoro di un età sulle spalle
Tesoro del tempo che scorre veloce
Tesoro del perdono
Tesoro della lontananza
Scrivo il tuo nome
Come un tizzone rovente che brucia e forgia
Forgia e brucia
Con tenerezza delle parole non dette
Scrivo il tuo nome
Libertà
Torna a ridare equilibrio ad ogni mente.
[27/2, 17:52] Ari:
Giorni tremanti appesi alle ore troppo lente
Ma anche
Troppo veloci
L'attesa si allunga
E slabbra i miei pensieri
Né succhia via il senso
Lasciandoli come gusci vuoti
E leggeri
La felicità
Fa sempre tanta paura.
[28/2, 08:18] Gavi:
Febbraio va partendo
Con le sue tasche grige e bagnate
Luce elettrica in fondo al mare
e dietro i monti
Luce
per rianimare ogni fuoco spento
Acqua per assolvere ogni colpa
Scrivo per la luna e per il sole
Per le stelle e per loro chiome
Scrivo per te
Che pennelli i miei pensieri
Allontanando fitte ombre di nuvole
Su di un campo rifiorito.
[28/2, 16:09] Gavi:
Per mille strade ho camminato
Per mille vie ho ripetuto gli stessi passi
In concordato incedere
Ma sguardo diverso
Se il giorno a volte sembra ripetersi
C'è sempre un dettaglio che lo rende distinto
Come le parole di un libro
che se pur ripetute identiche
appaiono sempre nuove
Parole
cerchi posati su di un foglio
polline impalpabile che colora le mura del pensare.
Parole
Come mano protesa verso il cielo
Nell' indicare il disco della luna
Gesti segreti
come anelli dentro un albero
Suono e cerchi concentrici
Di un sasso gettato in acqua
Parole che abbracciano la vita
Nell'aprire il palmo delle mani al tempo
nel girare e rigirare
sino ad inanellare di pioggia le dita
Parole
Nel canto di una civetta
O di uccello di primo mattino
Nel ritmo di un battere di andata e ritorno tra il giorno e la notte
Parole del risveglio
Nel cerchio della vita
Da indossare
Come una fede
Come il tuo passo
Senza dubitare
Inciso di nome
sulle curvature del cuore
In questo tempo così incerto e quasi aspro
Ascoltiamoci
gli uni con gli altri abbracciamo il nostro divenire come il muschio
Va abbracciando i tronchi del platano.
[28/2, 18:33] Ari:
Sospesa come l'ultima mela
Pendo
Dal ramo spoglio
Che danza
Al freddo boreale
Sceso dalla terra dei ghiacci
Resto ad ascoltare
Il mio silenzio
Chiedermi incessantemente:
Coglierà la mia mela?
dal 24 gennaio al 3 febbraio
24 gennaio 8:28 Gavi
Dita dentro dita
a disegnare itinerari
e vedere se poi son così diversi
i sentieri che ricordiamo
Occhi dentro occhi
per fiumi e per mari
a riconoscere se poi quell'onda
è diventata bassa marea
o acqua di ruscello
increspata di luce blu-violetta
Bocca nella bocca per vedere
ce alla fine certe cose
non sentono il mutare del tempo
ed il peso degli anni
Come terra e cielo
a nutrirsi
dello stesso fiato.
[24/1, 08:35] Ari:
Tu saprai che sono io
Lo sentirai lì dove da sempre io
Ho il mio luogo segreto
Il tempo vi stenderà un mantello
Su quel salto di anni
E i passi mai
Saranno stati interrotti
Occhi negli occhi
Labbra sulle labbra
Mani nelle mani
La favola
Racconterà il suo nuovo capitolo:
C'era due volte....
[24/1, 14:55] Gavi:
Sei degna
Se una musica che scende nell'anima a restituire vigore al corpo
Come pioggia fresca sull'arsura insopportabile che batte sul petto di un estate rovente.
Una febbrile attesa che mi farà uscire dalla mia solitudine
Una partenza che darà quiete e serenità ad un cuore sconvolto
Nessuno affronta un viaggio tanto lungo e ardimentoso come colui che intraprende il pellegrinaggio all'interno del proprio cuore.
[25/1, 08:15] Gavi:
Il vento
Nomade tra gli elementi
nella sua estensione di voce
come un flauto di canne a spargere la memoria dei giorni.
Come lui
penso noi,
siamo dentro un traslare di cose
di cose e di nomi
Siamo
salamandre nel cielo
[25/1, 08:47] Ari:
Il flauto di canna da zucchero
Del vento
Scivola e si nasconde
Tra nube e nube
Come un satiro curioso
Tra le canne dello stagno
A spiare una leggiadra ninfa
Che si bagna
Così noi
Così io
Che approfitto
Degli occhi della mia fantasia
Per affacciarmi
Alla tua vita
E nutrirmi di te
Ad ogni refolo di vento
Che sentirai
Voltati
Perché lì
Ci sarò io
Con la mia carezza
Sul tuo viso...
[26/1, 08:22] Gavi:
Nel percorso mattutino ci son sempre alcuni volti che incrocio nel mio andare
come visi familiari
Oggi le stesse persone cambiano senso di marcia
solitamente chi scendeva
oggi sale
chi andava dritto
svolta in qualche curva
Persino lo spazzino si trova due vie più sotto di come ero solita trovarlo
La rugiada bagna le panchine
il sole appare come un frutto maturo ma ancora non si fa cogliere
Il vento un po' distratto mi bacia il viso
E il mio sguardo incrocia un ramo di mimosa abbracciare il mandorlo
Tra quei piccoli fiori a sfidare l'inverno
Come in una vecchia favola
sii gentile
sii coraggiosa.
[26/1, 20:34] Gavi:
Delle volte misuro il tempo
e per quanto cerchi di incastrarlo
lui scorre troppo in fretta
Mentre accendo una sigaretta e la chiamata al cellulare
che indica il tuo nome
penso che a volte mi manchi
Dentro un grande fiato respirato in questo silenzio blu
ti direi che mi manchi
Mi manchi perché sei un emozione che siede sopra la commozione
un occasione che cancella ogni incomprensione nel racconto di una passione
Perché sarà pur vero che a volte il silenzio ha il suono
di passi di qualcuno che va via nel cuore della notte
Forse saranno stati anni senza presenza fisica
ma l' amore che un tempo rubò la scena alle stelle
quello rimane sempre
come una dolce compagnia.
[26/1, 20:58] Ari:
Ricordo...
Per prima cosa sentivo
Nel silenzio della notte
il tuo passo
Echeggiare contro
I muri solitari e addormentati
La palma della piazzetta
Che mi stava accanto mentre io
In macchina
Ti attendevo
Sembrava trasalire con me
Era una breva attesa
Di solito
Ma quei pochi minuti
A me che bruciavo
Di tua assenza E desiderio
Da giorni
Davano l'impressione che il tempo
Si fosse incagliato
Come un meccanismo inceppato
E poi
All'improvviso
A sciogliere quel nodo
Quel grumo di attesa rugginosa
Conficcato in gola
I tuoi passi nel buio
Che mi gridavano
Sono qui!
Vengo da te!
Non sempre i passi si allontanano...
Quelli che hanno la ventura
Di arrivare
Sono quelli magici
E quel suono
Di giovane piede veloce
Affrettato verso la sua notte d'amore
Ancora
Mi infiamma
Vieni
Col tuo passo sicuro
Oh giungi a me
Dammi ancora un tempo
Da aspettare
Fa che io senta
Quel nodo disperato
Sciogliersi per sempre
Per respirare
Di te
Come allora.
27 gennaio 8:28 Gavi
Una mela sul caffè
come due metà indivisibili
come l'acqua salata e l'acqua dolce
come la veglia e il sonno
Ti attendo come l'oggi attende il domani
L'alba è qui
tu sei qui
e non importa quanto in salita
sia la strada
perchè ancora riusciamo
ad inventare un cielo tutto nostro
Dentro un seme piantato a disegnare
un cigno di lago
o un'aquila dal nido
verso la libertà
che solo l'amore sa dare
27/1, 17:13] Ari:
Amo questa donna
Che è e sarà
Il mio futuro
Noi insieme siamo
Una creatura mitologica
Sappiamo volare
Fermare il tempo
Dimenticare il corpo
Sostituirlo con le parole
La sua linfa è
Il mio sangue
Il suo sangue
È il mio cuore che batte
Le sue parole
Sono i miei respiri
Il futuro è nostro
Bianchi ponti di nuvole
Mi portano a lei ogni giorno
Ed un piccolo aeroplano sarà
Il magico tappeto che mi depositerà
Presto ma mai troppo presto
Ai suoi piedi
Ma lei sa che non potrà
Mai farmi dimenticare
Quell'altra donna
Quella che ha gettato il mio cuore
Tra le stelle
E poi ha dimenticato di andare a riprenderlo
Di chi sto parlando?
Sempre di te
Amor mio
Lo sai..
Che tu
Ora
Sei due
E lo sarai
Finché non potrò ritrovare
La tua pelle vibrante
Nel ricordo di lei
Amo te e lei in te
Ed entrambe in me
Siete la perdizione
E la salvezza.
[28/1, 08:23] Gavi:
Le macchine sono proiettili sparati a forte velocità
Anche il sole nel suo schioccare accende cobalto su nuvole alte
Gli uccelli siedono sui fili dell'alta tensione
Loro che vivono l'inverno desiderando l'estate
E noi che viviamo una seconda stagione
In cui dettagli si ripropongono come una prima visione
Come questo cielo che come un mare tra le onde accende strisce in un respiro di alta pressione.
[28/1, 15:26]Ari:
IL VENTO E L'ULTIMA ROSA
le porse la mano
e lei
danzatrice di maggio
al vento di dicembre
donò
l'ultimo petalo.
20 dicembre 2011
[28/1, 19:52] Ari:
Ragazza dagli Occhi color castagna
Lucenti e caldi
Con le pagliuzze dorate
Color corteccia
Amica dell'ombra
Ragazza dagli occhi Color zolla
Appena arata
Madre di ogni seme
Origine di ogni futuro
Canta la mia chitarra:
Ragazza dagli occhi marroni
Lalatida
Lalatida
Un ritornello che sa di sit-in
E figli dei fiori
Canta la mia chitarra
Io mi perdo nei tuoi occhi castagna
Io mi smarrisco
Nuotando tra le pagliuzze
D'oro antico
E il mondo è calmo
E la terra è fertile
Ed io sono seme
E madre
Di ogni seme
E il mondo è giusto
E il mio mondo è quei tuoi occhi castagna
Quegli occhi nocciola sorridenti
Canta la mia chitarra
O almeno ci prova:
Ragazza dagli occhi marroni
Tuo è il futuro
Di questo mio
futuro
Dalle pagliuzze d'amore
Lalatida
Lalatidaa.
[28/1, 20:21] Gavi:
Nella bianca scogliera del mio pensare
Sei tu la sabbia che disegna le dune delle mie parole
Sei tu il confessionale dove nascondo i miei peccati
Sei tu la stella che alla sera mi accoglie nel suo pulsare quasi a rivolgermi una domanda
Sei tu il sentiero di una periferia che cela il mistero
di una alcova a ridosso del fiume
E la tua voce è prato
campagna e mare
Dove l'erba le foglie e i sassi non hanno stanze
Ma tra terra sale e cielo
aprono tutte le porte alla vita.
[29/1, 08:12] Gavi:
Il cielo è un guscio di occhi che piano si schiude
Su una falce di luna la sua gemma di eterno
La rugiada imperla come un mare calmo
Eco di antiche conchiglie
Dove piccole mani si infiorano
Nel canto di un gabbiano
Anche la palma si stupisce
È un giorno di arance e poche nuvole
Dove raggi vanno sprigionandosi
In appetiti e desideri
Il tuo pensiero mi siede accanto
Calore In equilibrio
nella coscienza del proprio fulcro
Come un diamante prezioso
Ti tengo stretta senza che il quotidiano mi distragga troppo .
[30/1, 13:59] Gavi:
Far la doccia all'una inoltrata del pomeriggio è come se si volesse pranzare all'ora della cena
Solitamente ho sempre delle monetine in tasca, alla sera quando sfilo i pantaloni, queste puntualmente cadono a terra in un suono di tintinnio.
Ieri sera non le ho raccolte, troppo assonnata forse, o forse perché quando vengo sorpresa da una crisi di sbadigli ho come l'impressione di fare una conversazione col mio angelo custode.
Nel ritirare i panni da mettere a lavare, due monetine si infilano tra loro il cui suono cade sulle scale.
Si mettono in maniera speculativa, si guardano riproponendo la stessa distanza di due bicchieri di luce.
"Diceva Proust che, quando due esseri si desiderano
essi producono una sorta di fenomeno luminoso, una traccia fosforescente che va dall'una all'altra parte.
Nell'amore e nella passione che da sempre sprigionano, strane manifestazioni, correnti , vibrazioni che si materializzano in segni astrali che vanno infiammando tutta una parte dell'atmosfera.
Ci siamo noi che a distanza cerchiamo di coniugare sguardo e verbo
Noi che guardiamo un albero come si guarda un uomo, e nell'uomo vediamo un pianeta, come se dentro un respiro ne andasse l'equilibrio di una costellazione.
È una fredda giornata sul finale di gennaio
È come avere la brezza gelida d'inverno
il paradiso accanto e l'inferno dentro
Ti sento come un abbraccio che non si incaglia tra le fessure di maglia di lana
Ma come attraversare la terra di nessuno , senza mettere cartelli, senza circoscriverle dentro coordinate riconoscibili
Come dentro un territorio selvaggio ,
non serve altro
se non se stesso.
[30/1, 14:52] Ari:
Non serve altro se non il mio volere
Di stare accanto a te
Io lì
Vicina
vicina
Più che non ci fosse altro al mondo
Più che io non fossi altro se non il mio abbraccio.
Rifugiati
Tra le mie braccia calde
Bevi la luce che ne sgorga
Come acqua di fonte
È spremuta di universi
Centrifuga di lontanissime comete
Sei libera di volare
Io sono le tue ali.
[31/1, 08:37] Gavi:
Il Dio dell'inverno siede sovrano su questo grigio mattino.
Poche parole mi vengono a trovare
Sotto la fioca luce di un lampione lascio il mio bacio come una piccola fiammella
Che mi trovi in mezzo alla strada
o tra le confusione
Il tuo pensiero entra ed esce nella mia coscienza ritmicamente come il respiro
[1/2, 08:19] Gavi:
Son le martellate a renderci delle opere d'arte,
e tu che hai saputo prendere sensibilità da ogni dolore rendendoti ciò di che meraviglioso conservi in te.
Tu che sai essere l'amica del conversare profondo e del ridere del niente.
Tu che come l'Everest mi sai portare verso alte cime
E che per estensione mi rendi come il Chimborazo
O per le profondità della fossa delle Marianne
Tu che sai essere i risposta ancor prima di domandare
Tu che hai l'istinto del sole e la tenacia del vento che sposta le nuvole in un angolo.
Oggi, semplici parole per dirti
Buon compleanno amore ❣️🥂🥂😘
Dovessi darti un titolo
Direi che sei
Come una giornata di sole che avanza
Come il sole di stamattina che anche se timido e appena bisbigliato va colorando gli ulivi su braccia di canne.
[1/2, 10:31] Ari:
Una lunga storia
La mia
Tracciata da lontano
Con i segni del gesso
Per terra
E giocare alla campana
Oppure con la palla
Contro il muro
Piccole olimpiadi
Di cortile
Che troppo presto
Sono state gare vere
Ed io sempre quel senso in gola
Quel sapore amaro
Di non sapere le regole
Di non conoscere le istruzioni
Anni di solitudini in famiglia
Anni di coppie
Dove il numero reale non era mai
Quello pari
Anni fuggiti via
Velocissimi
Ma vissuti
Di giorni lenti
Ed eterni
Che non passavano mai
Una scia di luce
O una bava di lumaca?
Però
La mia vita è giunta
Si, è giunta e poteva non farlo
Ma ha lottato
Soprattutto contro me stessa
Ed è qui
Per il compleanno di solito si ricevono doni
Ma io
Che vado sempre controcorrente
Oggi vorrei farne uno
Donare una vita è impossibile
La mia poi
Carica di problemi....
Che dono sarebbe?
Vorrei donare allora
A te
Ciò che di bello mi resta
Di puro
Di vero
Prendi a piene mani
Se vuoi..
E se ancora un
sorriso
Posso donare
Vorrei fosse il tuo
Affacciata al mio futuro
Ancora oggi
È quello
Il senso
La mia vita
Per un tuo sorriso..
[1/2, 19:56] Ari:
Come un'ala di angelo
Mi sfiorasse il fianco
Come quel piccolo fiore
Così bianco
Contro un mattino d'inverno
Come svegliarsi e trovare
Che il più bel sogno
Non lo era
Così tu mi riempi
Mi riaccendi
Mi rinnovi
Così tu
Mi fai volare
Ala su ala
Mio passero
Sfuggito alla gabbia
E sai, io,
L'ho aperta...
[2/2, 00:56] Gavi:
Una stella porta il mio sguardo lontano
lontano per misurarne le distanze
Ma con la mente siamo vicine come battiti del mare
Dietro la curva di un tramonto
abbiamo imparato come si fa a cadere
come fa il sole
Guerriero che ogni giorno si rialza e risorge
Tra lettere rimandate
Come pietre levigate
Che allo sguardo appaiano più liquide che solide
Luce che incendia l'inverno
In un vivere che si riversa dentro
Nel racconto di ossa, sangue e sogni .
[2/2, 01:04] Ari:
Vorrei questo sorriso
Fosse un calice
di buon vino
Una pietanza fumante
Nel piatto
Un dolce profumo
Che si spande a te intorno
Così che tu potessi
Mentre ti addormenti
Saziarti di me
Come io di te
Sazia mai...
[2/2, 14:55] Gavi:
Il giorno va srotolandosi
nuvole basse e bucate fanno cadere un po' di pioggia
2 2 22
Ha il suono di un battito
Il vento è come una luce di candela che va
consumandosi per illuminare strade
Dicono che nel giorno della candelora dall'inverno non si è ancora fora
Il mio pensiero oggi è uno strumento scordato
Che anche se ad accordarlo provo
un senso non trovo ...
[3/2, 08:26] Gavi:
Tra le nudità azzurre un accennato rosa
Gli uccelli come piccoli talismani mossi dal vento col loro volare nel racconto di canto e silenzio a mettere miele sulla follia
Penso che ogni giorno sei tu che mi fai abitare una nuvola nuova
In un racconto di onda del mare e della sabbia
Di assenza di luna e delle sue maree
Gemelle nel flusso e nel riflusso
Come questo colore di cielo
Verso antiche sensazioni che durano un attimo
prima di svanire.
dal 4 al 15 febbraio
4/2, 07:53] Ari:
Sali nella mia vita
Come un'alba di fuoco
Nel mio giorno sorgi con la forza della luce
Apri Le ombre
Spalanchi le voragini
Dolce e potente
Figlia del sole
Sorella della luna
Padrona di mia vita.
[4/2, 08:26] Gavi:
L'aria rarefatta amplifica l'attenzione sulla propria respirazione
Il pensiero acquista nitidezza e definizione
Il silenzio è una dolce compagnia
Luce che risplende nell'azzurro
L'amore non insiste mai su ridondanze fuori luogo.
Il cielo come un fiume
Getta le sue reti a nord del futuro
Cancellando le ombre su pietre
Nulla finisce
È un tempo infinito il presente
L'eternità ce la portiamo dentro
Noi come due stanze comunicanti
Sei sempre tu che mi porti verso luoghi mai visitati.
[5/2, 08:18] Gavi:
È facile scoprire colore quando questo lo trovi pronto ad aspettarti
La sfida è inventarne uno quando l' intorno si mostra grigio e bigio
Quasi come fosse una mattinata brulla nel racconto del nulla
Ma talvolta sappiamo che una voce nell'ombra sa essere come una cosa calda e tangibile
Che non si ascolta e non si posa
ma il cuore la accoglie
Nulla sappiamo tutto immaginiamo
Nel desiderio di una rosa
Che cerca l'ardore del sole
parola dopo parola
come petalo langue
A sciogliersi
Dentro una bocca profumata
nel ricordo di un tuo bacio.
[5/2, 08:39] Ari:
Anche qui è tutto grigio, come un cappotto, quello per tutti i giorni... ma oggi ci vogliono anche la sciarpa e pure i guanti.. l'inverno si è bello accomodato tra le pietre del cortile e mi guarda, con i suoi occhi sornioni di gatto.. la primavera è ancora lontana. Egli sa di avere tempo e se lo gode tutto. Sembra si aspetti un invito per tea e pasticcini, tanto è a suo agio..
Amo l'inverno e la sua quiete. La primavera troppo presto poi accende le ore di un caldo che mi farà soffrire.. accarezzo quindi questo inverno di gatto e lo invito ad entrare nella mia casa... Ho bisogno di tempo
per guarire... Un mese è tanto ma potrebbe non essere abbastanza... Il ricordo di un tuo bacio è tutto ciò che mi sostiene e mi accompagna in queste lunghe ore...
[6/2, 16:32] Gavi:
In un piccolo angolo di cielo
un quarzo a bucare il manto grigio
Se togli il manto al cielo non resta che un tappeto nero
Io che guardo sempre in alto
e mi chiedo
chi più di lui sa essere doppio ?
Sin dagli albori della civiltà ci hanno mostrato come
le figure doppie fossero un tassello centrale del vivere
Storie o leggende
Sfingi centauri divinità della teste canine
Penso che in tutto questo ci sia la ricerca di un insito messaggio
L' arte sublime di coltivare la doppiezza
Abbiamo vissuto qualcosa di diverso da quel che eravamo
scritto qualcosa di diverso da quel che pensavamo
pensato qualcosa di diverso da quel che ci aspettavamo
e quel che è rimasto è qualcosa di diverso di quello che avevamo in mente
Dentro un tratto chimerico di coesione personale
a ricordare di mettere cura nel coltivare un andamento unitario ed armonioso
Fumo una sigaretta nel solito quadrato di mattonelle
non so se quell'angolo di cielo è come una porta che dà l'ingresso ad una parte di universo
la domenica è come l'estate
come quando tutti vanno al mare e svuotano le città
dove insieme alle città si svuotano le ore di chi al mare non va
Così credo di aver reso questa tua domenica
in cui spesso non riesco a scindere il mio esser doppia
Perché il sol pensiero talvolta non è abbastanza
E allora te lo scrivo così
non solo spettinato ma anche un po' frastornato.
[7/2, 09:59] Gavi:
Oggi il vento è un racconto gelato
soffia storie di bufere e alte maree
Persino una lacrima si fa strada sul viso
Solleva carte e foglie in un giro di mulinello
Ciò che ieri si presentava ben strutturato
come il rispetto dell'armonia di forme e colori e suoni
viene dilatato e messo alla prova di cambiamenti improvvisi
che rompono l'equilibrio per sconvolgerlo e re-inventarlo
È un bacio freddo ma comunque lo amo
Lui che mi fa spostare la mente su nuovi territori
Dove tu segretamente coltivi giovani parole
Il vento è la meta
Il tuo amore la strada.
[7/2, 12:32] Ari:
Appoggia le tue spalle
Alla rete di fiori
E baci
E brezze gentili
E giovani virgulti
In crescita
Colti i primi giorni di marzo
Appoggia le tue spalle
E lascia che siano fragili
Tenere
come appena nate
Lascia che sia io
A toglierti ogni peso
Ogni colpa
Che io mi faccia
Accogliente canestro
Di tuoi sospiri
e lamenti
Io sarò il mare
Che ti solleverà
Dandoti
Totale accoglienza
Io sarò
La definizione
Della tua ragione
Dove troverai conforto
Sempre
Nel giorno del dubbio
Posa allora le tue spalle
Chiudi gli occhi
E senti la forza
Della consapevolezza
Farsi dolce sostegno
Delle tue giovani fibre
Ogni giorno
Per sempre.
[8/2, 08:31] Gavi:
Il sole mette un caldo cappello sui tetti di ogni casa
Piccoli uccelli volano una espressione di quattro ottavi
Cambiano le ombre in questo veloce passare di ore
Un passo due passi
e stamattina ho già compiuto oltre mille passi
Tu che metti tepore al mio respiro
Tu che accompagni il pensiero come vento
Tu che sei il foglio bianco dove prende forma ogni parola
Perché laddove manca l'intimità
riesci a portare il pensiero a farsi segno di scrittura
per colmare un piccolo vuoto da restituire all' eternità.
[8/2, 08:56] Ari:
Il sole allaga il mio terrazzo
Con una luce di primavera
Ma il freddo dell'aria mi ammonisce
Che la prima rondine stia di certo ancora in Africa
Anche i miei pochi passi mattutini sembrano
Già tanti
Lo stomaco mi rimprovera i troppi medicinali.
Ma la salute va meglio e questo mi strappa un sorriso
Che voglio inviare a te
Sperando che tu lo voglia cucire
Lungo le tue ore
Ed attingere
All'energia delle labbra
Per cavalcare il mattino.
[9/2, 08:05] Gavi:
Senza nuvole senza pioggia senza nebbia.
È lo stesso cielo
che oggi si fa slabbrato ,
in un piccolo racconto di vento
che da me arriva a te.
[9/2, 08:11] Ari:
Una primavera monotona
Nella sua perfetta bellezza
Ti confonde i risvegli
Amore mio
Sorrido
E un languore gentile
Ma profondo
Mi strizza lo stomaco
I giorni passano
Io sto meglio
Ricomincio a sorridere
A sognare....
10 febbraio 8;14 Gavi
Il cielo appare nudo
per un attimo sembra aver dimenticato
l'inverno
Nudo
come per far luce sulle debolezze della gente
o per ampliare un pensiero nella mente
Nel mio camminare
Tra l'attraversare o lo sostare
vado pensando che sei tu
che mi fai sentire
nuda
come un libro scritto
con parole invisibili
dove solo tu
sai leggere
veramente.
[10/2, 08:39] Ari:
Un risveglio lento e un po' assonnato
Ti allarghi piano
Come una nebbia leggera che invade la valle
con i primi raggi di luce
E l'immagine di te, nuda tra le mie braccia
ha i margini di un sogno
Tu e la tua anima siete il mio pascolo
[11/2, 08:31] Gavi:
È un mattino chiassoso
I fiori ancora dormono
Ma la gente
- come tartarughe risvegliate dal letargo -
sembra essersi messa in pieno movimento
C'è confusione qua per terra
Solo il cielo appare calmo
Gli unici segni sono bianche righe
sfumate non appena vengono scritte
Nel racconto di viaggi di andate e ritorni
Si fa strada il cuore
Lui come un soffio sottile a dirmi
Stupisciti
Su questo percorso espositivo
Che tutto è un enorme affresco sulla volta celeste
Un invito a scandire i passi e rimanere abbagliati
una metamorfosi di immagini che ci sovrastano
Nella lenta deflagrazione di forme
a trovare la gioia dell'elogio del vivere
Che in fondo il giorno è sempre un esaustivo palinsesto
Dentro un sorriso il respiro dell'anima
La porta che apre un sogno.
[11/2, 08:49]Ari:
Una porta
Su mondi paralleli
Su inediti scenari
Di sfondi in movimento
E pannelli scivolanti
Ecco chi sei
Armageddon dei miei mattini
Io mi metto in scia
volando
e rasando nuvole
O persone
Ammiro il frutto del tuoi
Onirici viaggi
Pindarici afflati
Della tua agile mente
Ma sorridendo
Incantata delle proporzioni bibliche
Delle tue visioni
Tengo il tuo inedito cuore
Tra le mie mani
Come a proteggere
Il suo profumo gentile
Di primo fiore
Di marzo.
[11/2, 22:16] Ari:
Io non sono io
Io sono uno spirito che non dorme
Un folletto senza peso
Che vola come una foglia
al vento
Sono uno scherzo di parole
Un indovinello buffo
E una cantante di nenie
Tristi e leggere
Una maschera disperata e sardonica
Nascosta tra la colonna dorica e
Le pieghe del sipario in velluto nero
Io non sono io
Sono una donna fortunata
Un'amante felice
Una sognante danzatrice del ghiaccio
Una amazzone senza freni
Un incantatore di
Serpenti
Io non sono io
Sono le tue labbra socchiuse
Il colore dei tuoi occhi
L'inflessione della tua voce
Il respiro nella tua gola
Io non sono io
Sono il desiderio di amarti
Nel silenzio della notte
E la luna che guarda
Occhieggiando dalla finestra.
[11/2, 22:32] Gavi:
Sei un universo non ancora scoperto
Un grembo caldo che fa fiorire le rose
Un vento che profuma i viali del mio pensare
Accogliente
Paziente
Come solo l'acqua sa essere
Nel suo dare senza chiedere
Nell'espressione di un bacio nel buio
Fioritura che germoglia nella danza
di ogni luce del mattino.
[12/2, 08:29] Gavi:
Tra ciò che finisce e quel che incomincia
si apre questo giorno
È tornata la rugiada
a grandi secchi gettata per le strade
un po' scivolosa come bava di lumaca
Il cielo ha piccoli ali di uccello
Che nella grazia, nel volo
nell'eleganza
compongono un ciuffo di parietaria attaccata al muro
Tutto oggi sembra essere un ridere cantato
Tra un fischio e uno zirlo
Tra uno striscio e un gracchiare
Primavera è arrivata ?
A donare qualcosa al cuore
A rendere leggera l'anima
A togliere il pulviscolo emotivo polveroso dalla mente.
Primavera che sempre mi parla di te .
[12/2, 08:55] Ari:
Un cielo bagnato e greve di pioggia
invade il mio mattino
Svegliata troppo presto e ora
alzata troppo tardi
E sempre lo stomaco ricorda le troppe medicine
Quasi una figura filosofica ed esistenziale
la nausea si infiltra fra le crepe della robusta costruzione
ma non ha la forza di vincere le sinergie potenti
e un sorriso è il massimo comune divisore
su questo mattino bagnato.
Vorrei essere uno di quelle creature alate che zirla
nel tuo spazio vitale a sussurrarti nell'orecchio:
buongiorno incredibile stupenda favolosa ragazza!!!
[13/2, 11:55] Gavi:
Pensavo che ho tante cose da fare e poi non ne faccio neppure la metà.
Il sabato sera è volato, e pure la domenica sembra aver preso il volo.
Ieri sera , non dico per errore, ma quasi in maniera distratta mi è capitato di vedere il tg.
E mi è venuto da pensare che muoviamo i passi quasi per inerzia, siamo un tantino disorientati.
La tecnologia ci ha messo le catene, oggi non guardiamo più ad una cartina geografica, tutti noi abbiamo un app sul telefonino che ci permette di vedere in un attimo la nostra posizione di geolocalizzazione
Dimenticando così la giusta posizione dei mari e dei monti.
È sempre una guerra ad essere padrona della Terra
E chi ci ha indicato di guardare l'altro come un altro se stesso , noi abbiamo risposto con un atteggiamento di sentirci sempre più figli unici .
Pensavo , se ognuno di noi si muovesse per le strade ricordando che sotto lo strato di asfalto che percorriamo giacciono le ossa e dormono i sogni di chi prima di noi ha lottato per un idea di libertà, forse metteremo più cura nel nostro andare.
Mi son svegliata in questa domenica mattina con dei pensieri apparentemente un po' insensati.
Sotto la costellazione dei cani , vi è una zona di popoli muti coperta da un bosco di faggi.
Come farfalle si muovono in mezzo alla guerra tratteggiando le linee nel mondo per dargli un senso.
In un mondo fatto a strati di elementi gassosi, liquidi e rocciosi, che vanno trasformandosi in parole e vanno a riempiere spazi vuoti e colori.
Cercare un respiro, un palpito
dove altri vedono solo fuochi, cannoni, muscoli e tensione.
Avere gli occhi che si aprono come due lune piene.
Audaci bisogna bere la vita senza sorseggiare ma berla tutta di un fiato .
L'amore si accorge di quanto , verso di lui , siamo delicati.
[13/2, 19:58] Ari:
Nomenclatura stellare
La costellazione del cane
Da luce al piccolo fedele umile amico
e lo porta in cielo dove merita di stare
Sirio è una stella che apre l'immaginario
che ti proietta verso l'infinito cosmico
La stella dell'arco mi fa pensare a
stelle come compagni di caccia,
A giorni di sole o di pioggia
insieme nella natura tra foglie cadenti
o nuovi fiori appena sbocciati
di Orione.
Infuocato e lucente vorrei visitare le strade
e le piazze e parlare con la sua gente
resistente al fuoco ed alla luce
Colui che ha oltrepassato la via lattea
Colui che precede
Alfa e Beta Centauri
Alfa e Beta Columbae
È il nostro padre stellare
l'alieno che vive geneticamente ed affettivamente dentro di noi
e che apre le porte alle nostre parole
Il peso è quello di sapere da dove veniamo e perché siamo qui
Le fanciulle o meglio la fanciulla dagli occhi nocciola
che sei tu e nessun'altra
La solitaria che ovviamente sono io
La verginità di un amore che dopo aver provato
tutto o almeno molto
è stato capace di tornare vergine
di ritrovare una strada diversa
E se ti seduco ne sono infinitamente emozionata e felice
e chi seduce la seduttrice se non la sedotta?
14 febbraio 8;21 Gavi
Nella luce che si fa trasparente
piccoli uccelli come un fiume d'inchiostro
a regalare stupore ad occhi distratti
Il vento muove vele nel cielo
la città si mostra un po' caotica
confondendo le precedenze
Sembra un giorno in fase di
armonizzazione e di contrari
La tua carezza del mattino è una profonda concordanza
con il mio intimo vissuto
quasi di mistica comunione.
[14/2, 14:32] Gavi:
Come un collo proteso il cielo
Nuvole bianche come perle ad adornarne i pensieri
Il vento è una veste che fascia il ventre
Il sole è un tepore appena accennato
Ma io vorrei dirti
Vieni
Andiamo a vedere la neve dove tutto copre.
[14/2, 14:40] Ari:
Eccomi!
Si, sono pronta..
Prendi la mia mano
E portami dove i nevai non hanno fine
Dove neppure i muschi ed i licheni
Trovano la forza
Per aggrapparsi
Andiamo lontano
O più lontano ancora
Dove non esista
Che la neve
E noi.
[14/2, 18:50] Gavi:
Vieni in me con un verso
per colmare ogni lacuna di sentiero perso
Curi la mia voglia come un frutto che germoglia
nell'eterna danza di linfa che nutre la foglia
Che il gioco che oggi vorrei
Sul tuo sesso poserei
Per cancellare ogni luna uggiosa dei nostri anni
Per liberare il sogno dal suo incubo
Per liberare la libertà Dalla sua gabbia
Per bruciare il ghiaccio in un fuoco di eterno.
[14/2, 19:39] Ari:
Nella notte
Bruciano le mie fibre
In una danza
Che canta il tuo nome
È scorrere
E frugare
Lisciare
Agitare aspramente
E poi lenire
Ancora fortemente sussultare
Senza tregua
Senza pace
Senza sollievo
Dove sei
Dove trovo la tua pelle
Col suo candore
Che mi sveglia a notte fonda
E non mi lascia?
Dove sono le tue labbra
le tue mani?
Io ti prenderò
Con l'impeto
Che forse non ricordi
(Oh, non credo tu l'abbia dimenticato!)
Io ti farò mia fino a lasciarti senza forze
Fino a perdermi in te
Nell'ultimo assalto
Del mio amore
Furioso
E coglierò fino all'ultimo sussulto
Della tua voglia
Io guarirò
Il tuo smarrimento
E non ci saranno più ghiacci eterni
Più vulcani inestinguibili
Saremo noi a dettare le nuove leggi di questo suolo
Un tempo inaridito
Ed ora risorto
Sotto i miei colpi
D'amante.
[14/2, 20:08] Gavi:
Fai del mio cuore un pensatore
E rendi la mia mente un battito
Un inverso che sempre mi fa
pulsare e tremare.
15 febbraio8;29 Gavi
E' piovuto tutta la notte
e gran parte del primo mattino
Mi piace camminare per sentieri
delineati dalla pioggia
dove le pietre sembrano
essere più luminose
Il vento oggi sembra raccontare
di quanto sudore serva a questo vivere
L'inverno pare dia segni di cedimento
Si insinuano nell'aria improvvisi lampi di primavera
assomigliano a cenni rapidi
quasi invisibili
Si coglie un fremito nell'atmosfera
Gli amori hanno bisogno di sognare
di immaginare ancora un nuovo mondo
L'impossibile a divenir meno impossibile
Oggi lo sguardo mi è caduto su di una nuvola orlata di luce
con sotto la propensione di un raggio
e pensavo:
Tu come principio della mia anima.
dal 17
17 gennaio 20;26 Gavi
Hai sempre avuto casa su uno squarcio di foglie
Dove la terra si mostra nuda
e l'orizzonte impallidisce di stupore
Culla del desiderio
Ventre di passione
Quando ripenso a quella casetta
che avevi sul mare
nel fumare la mia sigaretta in veranda
nella mia solitudine
moltitudini di te
e resto sempre con un respiro di rosa
sul suo riflesso di luna
Mentre sale la voglia
di far l'amore con te.
17/1, 21:49] Ari
Quando ripenso a quella casetta
Che avevo sul mare
E chiudo gli occhi
Una lunga sequenza di fotogrammi
Si dipana
Nella mia mente
Una mano sulla maniglia
Le tue labbra sulla tazzina del caffè
Il tuo respiro addormentato
Nel silenzio
Le nostre gambe intrecciate
Il peso della tua testa abbandonata
Sulla mia spalla
Il profumo della tua pelle
Il sapore della tua bocca
Le tue grida
E il mio nome
Nelle tue grida
Ed io sono ancora lì
Neppure il maestrale
Che grida d'inverno sulle onde
Infuriate
Può soffocare
Il ricordo
Al chiarore di questa luna
Di gennaio
Il tempo non è passato
E siamo
Ancora noi...
18 gennaio 8;30 Gavi
Tra pagine sfogliate di luce
nel riflesso del vetro
due lune
si spogliano
e si riflettono a vicenda
Due monete d'argento
due respiri
come l'amore che disfi e fai
con le tue mani su di me
Nomadi d'amore
pelle di carta su cui leggere
l'inchiostro di un cuore
con cui scrivere
Non sarà forse una notte
sdarà forse una sera
Nessun albero ad ombra
del cortile
Sarà forse la firma
del tuo nome gridato
Un inciso del mio volere.
18/1, 09:13] Ari:
Sarà che io
Scriverò con il mio sangue
Quel tuo nome benedetto
Tra le stelle
E sull'orlo della sera di cristallo
Sulla falce della luna
E sulla chioma del cipresso
Che veglia sui passeri
Addormentati
Col mio sangue
Su ogni petalo
Di quel mandorlo in fiore
Scriverò un mantra
Di delizia per la vita
Che risuoni
Come il cantico
Dei cantici.
[18/1, 20:46] Gavi:
Sei fiume e bosco,
Collina e campagna
Ami la natura in tutte le forme,
Anche se impazzite
I suoi frutti sono collegati al tuo spirito
Sin da tempi remoti
Forse la tua memoria esiste dal tempo di Tolomeo
Sei la flora del Botticelli
Che a ogni passo disperde fiori primaverili intorno
Se tutti avessero la tua musicalità di parola
La Terra sarebbe un paradiso
Nella tua anima contadina
sai come fare crescere nel tuo giardino
mele d'oro dell'Esperia
Frutti magici e naturali
Che innescano l'amore
Ed ogni volta
Sono il lasciapassare per scoprire il segreto della vita stessa.
[18/1, 21:57] Ari:
Stanotte il cielo
È un grande scrigno
Aperto e colmo di tesori
Se ho fame
Posso affondare
I denti nelle polpa bianchissima e dolce, succosa
Della luna, mela magica del firmamento
Se ho sete
Posso accostare le labbra
Alla coppa della Via Lattea
E inebriarmi della sua fluente
Polvere di stelle
Se voglio galoppare
C'è Pegaso che mi porge
La sua groppa fremente e mansueta
E, lanciando scintille luminose dagli zoccoli d'argento
Posso tuffarmi a capofitto tra le nubi
O in volo radente sulle acque degli oceani.
Se ho freddo
Il grande fuoco del più grande vulcano
Si può accoccolare al miei piedi
fugando il freddo
scaldandoli dolcemente e con cura
Se sono stanca
Posso posare il capo sul vello d'oro di Giasone
E subito il divino Morfeo corre a me
accogliendomi tra le sue opache braccia
E cullandomi come un bimbo
Mi canterebbe antiche nenie
per farmi dormire e suggerirmi
I più felici sogni
Ma se mi guardo intorno
Ammirando questa divina natura che mi si dona
Io vedo così chiaramente
Come sia la tua mano a reggere sul mio capo
la fiorente cornucopia di tutti i beni
seminati su questa terra
Vedo che tu trattieni le redini di Pegaso
e stendi il mantello della notte
Che accendi il cuore bianco della luna
con la luce dei tuoi occhi
E rendi dolcissimo e inebriante
ogni cibo ed ogni bevanda
con la purezza del tuo cuore.
Quello scrigno immenso
Dal quale attingo ogni ricchezza
È formato dalle tue labbra
E sulla tua pelle
Fatata
Lambisco
Ogni respiro
Ogni segreto
Ogni fremito dell'universo
Che tra i tuoi capelli mi si dona
Tu, ineffabile
Sorgente della luce
Che scendi su di me
E mi fai
Madre d'amore.
[19/1, 08:21] Gavi:
Mi porti per paesi lontanissimi
Nel ricordo di civiltà sepolte
Memoria di città sommerse
Nel viaggiare a ritroso
Rivedo giorni seduti come lo stambecco sulle rocce
spirito in analogia con cime ghiacciate
immerse tra nuvole di silenzio .
Ho letto poi il tuo cuore
E nel tuo cuore l'intero universo
è una perla splendente
I diamanti più preziosi sono ad un passo
dalla tana della vipera del Gabon
Tu come cavaliere intergalattico
atterri con il disco volante rosso-arancio fluorescente.
Porti ovunque energia inesauribile e pulita
Pronta a sradicare la povertà
e assicurare prosperità d'amore
La tua identità è freschezza.
Come vento di febbraio
che sa quanto ormai è vicina primavera
Sei tu il fiato che soffia sulla mia terra
Con tocco leggero
Con le premure di una madre
Fai muovere il mio andare come un primo passo
Dentro quel camminare che copre ogni distanza.
[19/1, 14:16] Ari:
Sulle terre
E sui mari
Aleggi
Zefiro vivente
Dal topazio forgiato
E imbiondito dal sole
Tu mi dici:
Il tuo ventre
È il mio nido..
Io ti dico
Fatti passero
D'inverno
Ed io per te
Inventerò
Ogni nuova stagione
Di nuovi semi
E voli sconosciuti
Darò nuovi nomi alle stelle
Nuove forme
Alle piante
Nuovi colori ai tramonti
E noi saremo
Per sempre
La nomenclatura
Di ogni sconosciuto
universo.
[20/1, 08:28] Gavi:
Una luna appena morsicata
Le nuvole come una calda sciarpa poggiata sull'orizzonte
Il vento corre come piccole gazzella in fuga
Alla fine comprendi che le cose che ti rimangono addosso
nessuno le può rubare
Una canzone nelle orecchie
Lo sfogliare delle tue parole
Il ricordo dei tuoi baci
Mi esplodi dentro e mi bruci fuori
Dentro un tuo abbraccio
Si scioglie il ghiaccio delle mie vene
Dentro un fiato che non pesa
La mia pelle non esiste
Tutto quel che rimane sei tu
Come il profumo stesso che aveva un giorno
il vento dentro la massa cespugliosa
degli anni .
sentire la presenza di un assenza
Come un bacio ad occhi chiusi sotto la neve.
[20/1, 08:46] Ari
E con le nuvole e la luce in lotta tra di loro
Per vincere lo spicchio di un mattino
Che sa di pioggia
Riannodi quel filo
Appena posato
Nella notte silenziosa
Sei tu
Su tutto
In tutto
Ovunque comunque
Né mi chiedo motivo
Né mi interrogo sul futuro
Né una nota sospesa
Stonata
Che possa interrompere quel filo rosso di Arianna
Che mi guida
Attraverso gli infiniti itinerari e labirinti della mia vita
Ma che dico?
Il minotauro
Disteso ai tuoi piedi
Mostra la pancia
E fa le fusa come un gattino
Mentre tu
Lo solletichi con il tuo
Levigato tallone
Tutto è ai tuoi piedi
Amor mio
Ed è lì, che deve stare
Accanto
Alla mia intera esistenza
Che pulsa
Nel ricordo
Dello sfiorare della tua bianca
Piccola mano
Ma tutto è
strettamente celato
In quel fuoco
Che arde
Nel tuo intimo
E arroventa
Le mie ore
E altro non posso fare
Che bruciare.
al 23 gennaio
[20/1, 16:43] Ari:
Dammi una riduzione della pena!
Ferma questo tormento
Questo vuoto di te
Che mi scava lentamente
E raggiunge il mio
Profondo animale
Il centro
Il nucleo
Il plasma
Dammi una riduzione dell'attesa
Che più non regge
Il mio respiro contratto!
Vedi queste mani come sono vuote?
Lascia che io le posi
Sulla tua pelle calda
E senta
Di nuovo
Come allora
Il destino incredibile farsi strada nelle mie vene
Senta scorrere il mio sangue nel tuo
Senta viaggiare il mio
Fluire in te
Lascia che io sia lì
Ed ti entri dentro
E lo possa gridare
Ancora e ancora e ancora
Che ti amo
Mia Gavi
Che ti amo e che io possa non
Staccarmi più da te
Mai più.
[20/1, 20:30] Gavi:
In tutte le parole pronunciate di croce in croce
Per gli ultimi giorni di Socrate
Per ogni striscia di tigre
Lascia che io faccia della mezza luna un battello
per abbracciare l'ardere di quel fuoco
E lascia che la mia presenza si faccia carne
Che sia luce di stella che entri in ogni fiore selvatico che cresce su roccia
Come ogni albero che cerca il cielo
Lasciami dentro quel sentire
paragonabile all'egual misura di come Dio ama l'uomo.
[20/1, 22:04] Ari:
E dopo esserci amate
In tutti i modi che riusciremo
Ad inventare
Dopo averti curato ogni dolore
Attraverso il tuo piacere
Dopo aver studiato ogni tuo lembo di pelle
Ed avergli sussurrato con le mie labbra e la lingua
Ogni canzone dell'estasi
Partiremo
Abbracciate e nude
Nella notte così fonda e senza stelle
Navigando mollemente
Sul battello lunare
lasciandogli solcare le nubi
Che si arricceranno
Al passare della prora bianchissima
E chiunque potrà vederci
Mentre ci allontaniamo perdendoci all'orizzonte
E valicando le colonne d'Ercole
Ci recheremo allora in ogni sconfinata e sconosciuta terra
A cogliervi i più prelibati frutti
Le più speziate bevande
Perdute a questo mondo
Svanite dissolte
e per sempre
Intessute
Della materia dei
Sogni.
[21/1, 08:21] Gavi:
Il cielo va colorandosi a piccoli passi
Un timido rosso quasi impercettibile
Piccole e invisibili insenature nel grigio e spesso manto
Un passante mi cammina a fianco col suo navigatore acceso
Penso che non avrei bisogno di indicazioni per trovare la mia strada
Quel sentiero che mi conduce verso colei che mi pensa come una sposa
verso colei che mi copre e scopre
Che mi rende una sorridente foglia danzante in un gioco infinito di vento
Lei che ,nonostante indossi abiti invernali
mi rende nuda
E mentre va finendosi questa mezz'ora
Ti sorrido ,come sorriderei se ti vedessi ad un palmo da me .
[21/1, 17:12] Ari:
Allungo la mano
E prendo la tua
Stringendola tra le mie dita
Il morbido
Del tuo fremito
Mi percorre
La tua mano che attendo da tanto
Che mi manca
Come il respiro
Come il sale
Come l'acqua
Quelle mani che mi donarono
La carezza
Del cielo
Raccolgo la tua mano
Tra le mie
E non manca più nulla.
[21/1, 19:45] Ari:
E occhi negli occhi
Salperemo
Verso il nostro tempo
Solo nostro
Tutto nostro
Occhi negli occhi
Vita nella vita
Incorruttibili danzatrici
Dell'amore.
[22/1, 08:14] Gavi:
Mentre ascolto le parole che si fanno spazio tra i tuoi denti
vedo che sei tu con le tue immagini ad inventare montagne
soli tramonti paesaggi lunari
ambienti metafisici e meditativi
dentro un ispirazione sublime E romantica
nella potenza dell'abisso che si mostra di fronte al paesaggio
Mi entri dentro come un wiskey
mi bruci e mi riscaldi.
Dentro un appuntamento con le parole
Mi fai sentire come se fossi io stessa un libro
Tu che mi canti
tu che mi bevi
tu che mi invadi
Tu come un monito
ammenda dei più piccoli particolari
Come un puzzle come uno sfogliare di foto
La mia vita sino a te
Dentro un attimo vissuto
dove solo io te sappiamo dove abbiamo abitato.
[22/1, 08:34] Ari:
Sei per me
Un giorno nuovo
Ogni giorno
Una favola inedita
Un personaggio arrivato fresco di stampa
Direttamente dalle stelle
Ma di più vero
Nulla di te esiste
Di più tangibile
Dove tu mi segni
Profondamente
Ad ogni battito
Nel mio cuore
Il battito del tuo
Scava un solco
Largo e netto
Tra te
E tutto il resto
Tu sopra
Tu dovunque
Tu galleggi
E ti posi accanto al sole
Più luminosa assai
Mio unico faro nella nebbia
Verbo e silenzio
Per il mio canto.
[23/1, 11:46] Gavi:
Ed io che oggi mi sento come Sansone
Come se insieme ai miei capelli fossero volati via anche i pensieri.
Non ho ancora messo il naso fuori, ma si sente uno strano silenzio, forse perché è domenica e alla domenica i ritmi cambiano, tutto sembra apparir più lento.
L'inizio di un pensiero è come una musica, serve sempre una prima nota ad aprire lo spartito.
Forse oggi mi sento così, in assenza di suono.
Anche le parole subiscono l'inverno ?
O forse più semplicemente tu dormi ancora?
Perché quando siamo connesse io e te siamo pioniere di un pensiero cosmico, in grado di vedere la stessa terra in relazione con tutti gli altri mondi.
Nel nostro amore siamo scientifici
Nel nostro dare abbiamo sempre ricevuto in cambio l'universo.
L'orologio del tempo comunque muove le sue lancette
Ed io testimone dello strano, come a sentire la presenza di un assenza
Come un bacio ad occhi chiusi sotto la neve.
[23/1, 14:30] Ari:
Il silenzio
Questo lungo senso
Del silenzio
È il grembo delle parole
È il seme quieto
Da cui la prima nota
Esploderà
La tavola apparecchiata di bianco
Su cui la mano materna
Poserà il primo pane
ancora caldo
Il ramo di oscure cortecce
Che saprà resistere e sollevare
La prima prima pesca matura nel
Sole di maggio
Aspiro al tuo silenzio
Come ad un tempo
Gravido di attese
E di promesse
Al cui cospetto tendo la mano
In attesa che si riempia di doni
Il tuo silenzio è dentro di me
Come un bacio
Sotto la neve.
Né sarà mai mancanza
Interruzione
Sospensione
Tu sei
Ogni parte di te
Ed ognuna
Sarà
Ogni parte
Di me.
[23/1, 17:47] Gavi:
È un freddo pomeriggio di gennaio
Il sole va tramontando
posando sulla terra il suo tepore e stemperando la luce in calme ombre dorate
andando ad illuminare ogni finestra a scoprire ogni pertugio
Il vento siede sulle pietre
Il cielo disegna piccole viole sul ciglio della strada
Il mare appare calmo
come un pacco regalo incartato da carta da zucchero
Il suono delle tue parole è una vibrazione che percorre l'aria
Nel mentre osservo una ragnatela e una foglia cadere
Un uccellino canta
Credo che ogni essere preghi nel modo più giusto che l'universo gli ha concesso
e che ogni suono si unisca all'altro
fino a raggiungere quell'unica immensa nota che dal creato ritorni all'universo.
Apro la finestra e lascio entrare il profumo dell' inverno
e qualunque suono la sera mi voglia portare
Tu come un respiro
Nell'accoglienza di vita
di ogni attimo che accade
Tu come un sorriso alla fine della scala
Tu come una mano che non mi fa cadere.
[23/1, 19:19] Ari:
Io voglio che sia
La mia vita
Un'immensa cattedrale
Con mosaici di fuoco
Alle alte finestre
E silenziose navate
Percorse dall'ombra
Della sera
Una preghiera
Per ogni più piccola creatura
Per ogni lacrima versata
Per ogni domanda
Senza risposta
E quella voce che risuona
E che fa sentire
Ovunque
La presenza
Del creatore
Io voglio che sia la mia
Ogni ora
Ogni attimo
Lo voglio
Con tutta me stessa
Che troppe lacrime
Non hanno indurito il mio sguardo
Ne troppa sete
Inaridito le mie labbra
O troppe attese
Inacidito il mio tempo
E non è stato gettato
Quel tempo
Che è pronto a farsi altare
Sul quale porre fiori ed offerte
Per cantare
Ogni lode
A chi di te
Si è fatto creatore
E a me ha donato
Il tuo ineffabile vivere
Salirà
Verso il manto profondo della notte
La mia eterna preghiera
A lode di un tale fautore
In perpetuo ringraziamento
Per la tua luce
Che illumina
L'intera
Mia esistenza
Senza che io
Né sia degna.
[23/1, 21:35] Gavi:
Muti Evolvi Cresci
Infinitamente grande come un mondo che con le emozioni non smette di essere esplorato
Come una chiave tu schiudi la casa dove la neve volteggia cose taciute
Cambierò nome in rubrica, non sarai più come incognita
Ti vestirò col numero 23.5
È il numero dell'asse di rotazione della Terra
nel suo dinamismo.
[23/1, 21:41] Nonna Ariella: Dicono che la terra abbia l'asse inclinati perche un corpo celeste l'ha colpita così forte da procurare quella inclinazione ed un cambio totale di clima per diverse ere, che sua poi coincido con la scomparsa dei dinosauri.... Non mi dispiace l'idea di essere quel sassolino che ha dato una tale botta!!!
dal 9
9 gennaio 19;17 Gavi
Saluto le pecorelle
i tronchetti d'albero ed il muschio
Se pur finti mi vien da pensare:
I libri di storia vanno citando l'età della pietra
l'età del bronzo e del ferro
Ma nessuno mai ha menzionato la materia
Degli alberi
Eppure loro hanno contribuito a renderci umani
Fedeli compagni dei nostri antenati
intrecciandone i rami come primo riparo
Lavorandolo come primo utensile
Con il legno abbiamo acceso i fuochi per scaldarci
Per cuocere gli alimenti
Per poi costruirci di tutto
case cattedrali armi strumenti musicali mobili
E di certo non dimentichiamo la carta
L'essere umano vive una interrotta età del legno
Il tempo è un'illusione
E noi siamo forse
Burattini di legno.
10 gennaio 8;10 Gavi
I giorni sono un cammino
in salita
La salita talvolta è uno spartito musicale
da suonare con uno strumento a fiato
utilizzando una cieca tastiera
Si fanno tanti viaggi
nei pensieri
nei ricordi
nelle persone
Ieri non è più tardi di oggi
Il cielo va colorandosi per metà
Il primo mandorlo è tornato a fiorire
Presto o tardi si torna sempre
dove ci si sente amati.
[10/1, 17:30] Ari:
Il fascio di luce
Pennella ed accende
Il mare all'orizzonte
Un mare lucido e
Tempestoso
Che sembra acquietarsi
Ed addormentarsi
Lentamente
Dopo tanto ruggire
Dopo tanto scalciare
Il mio fragile guscio
Spesso in balia
Di quegli sconvolti
Flutti
Ha sempre la prua girata
Verso l'onda più alta
Il tonfo più spaventoso
E indomito si tuffa
Senza tregua
Tra le valli dei marosi urlanti
E le schiume gelate
Le mani
Aggrappate ai bordi del fragile legno
in balia della furia
Sono diventate insensibili
Ma gli occhi
Non lasciano
Quel pennello di luce
Che pare segnando le creste
delle onde
Con l'olio santo dei moribondi
Acquietarle e renderle
Grandi innocue strade d'acqua
Versi giorni meno
Drammatici
In fondo ad ogni porto
Ad ogni viaggio
Ad ogni scommessa
Ad ogni battaglia
Tu sei il vessillo
A cui io tendo lo sguardo
La mano
Il pensiero fidente
Sempre torniamo
Dove l'amore
Ha creato un attracco di luce
In una sera d'inverno
Oltre la collina innevata e silente
Sempre torno
E tornerò
Accanto a colei
Che unica mi è
Dimora di sposa
E Casa vivente.
11 gennaio 8;25 Gavi
Il sole nell'azzurro accende
un falò di nuvole
Ogni cosa sembra essere
al proprio posto
Il vento torna leggero
tra le vie
qualche gabbiano vola basso
Le foglie stanno appese
senza troppo agitarsi
Il pensiero tuo saldo
mette gentilezza al mio pensare
in un sentimento di confidenza.
[12/1, 08:22] Gavi:
Mi accorgo che amo guardare di lato
che a guardar di lato passa la rabbia e la vergogna
Di lato è come guardare un bicchiere mezzo vuoto
e veder nel vuoto il riempimento delle possibilità.
Tra adesso e adesso
Tra il tu sei e io sono
La parola strada
Tra asfalto e fango
Passeggeri del nostro parlare
Due anime che si sfiorano
C'era due volte una strada
Il cielo è fermo
Il vento punge
Nonostante i decenni
Mi piace percorrere il ramificarsi dei tuoi abbracci
Linfa di un sentimento più unico che raro.
[12/1, 09:51] Ari:
C'era due volte
E ci sarà
Un luogo
Uno spazio senza limiti
Ma tracciati a rivoli d'oro e argento
Lastricati fittamente con nobili
Pietre dalle azzurre venature
Su quelle venature potrai seguire col dito
Le lunghe infinite catene dei miei baci
Il rincorrersi dei tocchi delle mie dita
Le inflessioni arrochite
Della mia voce
Finché non giungerai al centro
Di me
E li troverai
Te
Corteccia bianca di betulla
Abbracciata al suo muschio
Nella sinapsi incorruttibile
Inscindibile
Inattaccabile
Di un nucleo di futuro
Cresciuto tra le
Tue mani.
[13/1, 16:37] Gavi:
Un drappo bianco sul velluto nero
Piccoli bottoni luminosi sui suoi polsini
Accesi diamanti sul suo colletto
Le stelle come vecchie amiche parlano tra loro
Questa strada mi vede sola
In questo silenzio che volge l'orecchio a Dio
Lo sguardo a perdersi laggiù
Mentre corre un gatto
Sin dove arriva il vedere
Laddove va spegnendosi il fanale di una moto
La strada alla sera indossa il suo abito migliore
Accade così
Quando osservo quel lungo nastro bianco
Scivolare nei pensieri
Che sia sogno o realtà
Mi viene da pensare che siamo insieme
In quell'equilibrio che serve all'universo.
[13/1, 18:06] Ari:
Piccoli bottoni di diamante
Che si sciolgono
In luminose lacrime
Tra le mie mani
Come una sequenza
Di grani di rosario
Trasparenti e preziosi
Simili a preghiere
Che dal cuore si librano
Per salire al cuore
Della notte
Appena scesa
Siamo insieme
Scandendo di solitari battiti
Le nostre ore
Siamo unite
Lasciando pur le mani
Lontane
Seppur bramose
Siamo una ed una
Ma una
Nell'intimo del silenzio
Una
Ed unica
Creatura di due
Inizio della fine
Fine dell'inizio.
Eterno vivere
Di noi
Rosario di lacrime
Diadema di diamanti.
al 16 gennaio
[14/1, 14:33] Gavi:
Il cielo è una tavola liscia senza rilievo
Nell'aria si respira un odore forte di un inverno ancora da finire
Il gattino è tornato in un saluto dietro la finestra
Nel camminare un cane posa la sua zampa sul mio piede
Un uccellino vola con un rametto nel becco
Un nido non ha tutti i rami dritti
Dicono l'amore abbia a che fare con le attese
Così come gli alberi spogli restano in attesa di nuove promesse
Dentro ad una gemma di marzo
Aggiusterò le spalle dalla stanchezza
E ti aspetterò come un un sorriso a mettere nuova luce sulle pieghe del viso.
[14/1, 14:53]Ari:
Ogni giorno tu
Apri una finestra
Nel mio solitario mattino
Una finestra spalancata
Sui profumi
Della tua terra lontana
Sul luccichio
Delle onde perdute
Sul biancore
Della luna crescente
Tra i pini addormentati
Lo spazio magico
Tra le tue parole
Valica il tempo
Le montagne
Le nubi
Attraverso la pioggia
Le raffiche di vento
Lungo il cammino
Delle mani che si tendono
Passo dopo passo
Mi avvicina
Alle tue labbra
Ancora un'attesa
Dilanierà le mie ore
Ancora una lunga attesa
Così
ogni mattino
Apri la tua finestra
Amore mio
Mandami la tua piccola
Immensa vita
Io ti berrò
Come aria fresca
Come acqua che vive
E fa vivere
Me.
[15/1, 08:20] Gavi:
Il mattino porta un bagaglio di aria e luce
Ogni sentiero, ogni albero è cespuglio
Nella rugiada che si posa
E di ogni cosa prende cura
Con voce profonda e lenta come il fondo di un fiume
Come un eden comunitario di natura romantica
Tra piccole fessure ad indicare angoli nascosti
Dimensione del vivere tuffato nella natura
Gemma di sostanza millenaria
Un indagine spirituale alla scoperta del corpo
Quel che un tempo ho amato
Tutto ciò che è stato esiste ancora
[15/1, 16:00] Ari:
Bianche criniere
Al galoppo
E vele gonfiate
Dal vento
Di un tempo
Fertile e tiepido
Che sta per giungere
Scortato da squilli
Di tromba
Lascia che io venga...
Che voli giù per la collina
A braccia spalancate
Gridando
Ridendo
Riempiendomi i polmoni
Di vento
E gli occhi di azzurro
Lascia che io sia
Ciò che non sono più
Ed abbia un giovane
Corpo di puledro
Per essere gioia
E gioia
E gioia
E di fronte ai miei occhi
Riempiti dai tuoi
Dimenticare ciò che è stato
E non sarà
Dimenticare tutto
Eccetto il volo
Il tuffo
L'iperbolico colpo
La freccia dritta
Sparata a tutta forza
Al centro del bersaglio
Noi
Finalmente noi
Esclusivamente
Immensamente
Definitivamente
Noi.
[15/1, 19:41] Gavi:
C'è un orologio che non rivela che il bianco dell'occhio
Su di una scala a chiocciola nel più bel romanzo moderno di tutti i tempi
Non più respirare nere narici di cavallo di Frisia
Il vello d'oro ha sparato il suo colpo
Cuore mio il destino ti ha fissato
Torneremo ai più meravigliosi momenti che oggi si sentono orfani
Passerà questo inverno
Tra due petali di rosa di primavera
Il mio piacere donerò
A lei che ama inzuppare la mia anima
Nella beltà e meraviglia dell'essere amati.
[15/1, 21:32]Ari:
Sarò la groppa mansueta
Della giumenta bretone
Con la puledra al suo fianco
Nelle brume primaverili
Delle basse terre del nord
Alle prime foglie verdi
Spuntate
Sull'orlo
Di quel primo mattino
Del mondo
Ti donerò
Il più tenero
Dei germogli
E nel fremito
Della tua pelle accesa
Il creato vivrà
Il nuovo corso
Dell'eterno
Sulle mie labbra
Riceverai
Come pegno l'indissolubile
Alchimia
Della fusione dell'atomo Divino
In te
Versato
E reso cristallo
Di un tempo
Mai venuto
E mai passato.
[16/1, 11:39] Gavi:
Nelle mie giornate esisti, sempre più presente,
più dolce, più forte, più vera
Mi sento più consapevole del valore del nostro suonare insieme, dentro e fuori dal letto
Nell'ordine segreto delle cose
Ti amo per tenerezza
Ti amo per allegria
Ti amo per il silenzio e la confusione
Ti amo, per ciò che siamo io e te
Tesoro che non conosce banalità o follia
Tesoro di un età sulle spalle
Tesoro del tempo che scorre veloce
Tesoro degli amori perduti
Tesoro del perdono
Tesoro della lontananza
Per la gioia che mi acquieta il sentire e il sapere
Come un tizzone rovente che brucia e forgia
Forgia e brucia
A ballare un tempo lontano e sconfinato
Dolcemente come un vino rosso
Con tenerezza delle parole non dette
Sei l'ordine segreto delle cose
In un tempo che ci verrà incontro come un folletto
Sussurrare forza e piacere
Nel camminare dritto e orgoglioso dei nostri sentieri
Quasi a dirti
Raccoglimi con le mani verrà un altro tempo.
[16/1, 11:52] Ari:
Le mie mani saranno un canestro
Delicato e capiente
Dove poserò
Il tempo non concesso
Le parole perdute
I baci mancati
Verrà un altro tempo
E noi lo berremo
E ne godremo
A piene mani
Ebbre di noi
Del vento
Dei baci
Dei corpi
La nuova notte
Avrà una nuova luna
E sarà solo nostra.
[16/1, 11:54] Gavi:
anime nella notte
Dal 1 al 9 gennaio 2022
1/1/22 - 20:00] Gavi:
Primo giorno dell'anno...
Mentre lavoro la terra
Osservo, guardo
amo
Il mio sguardo che si perde nella diversità delle creature che compongono questo piccolo universo
Ragione e sogno
Di questo labirinto chiamato vita.
L'amore che ci fa vedere l'altro
Come lo vede la divinità
Nel sempre mistero della calla
Che fiorisce senza vedersi.
Nel sole
Antico antenato
Nel crepuscolo serale
A misurare il prisma del cristallo
e il peso dell'ottone
Speranza e fiducia riposta
Nell'acqua
Per fiumi segreti e immemorabili
Dentro a una cifra di cose che non sappiamo
Il linguaggio che può simulare la sapienza
Che annulla e modifica il passato
O ci ripete e ci conferma come uno specchio
Per ogni mattino
che ci procura l'illusione di un inizio
Per la notte e la sua astronomia
Per lo splendore del fuoco
Dove nessun uomo può guardare senza uno stupore
Per il respiro che è un bene immenso
Per il cielo e per il mare
Più dolci tra gli dei
Primo giorno dell'anno...
Così ti tengo nelle mie tasche
Come una prima nota
Ad aprire il suono di una melodia.
[1/1, 21:57] Ari:
Primo giorno dell'anno..
E il pensiero corre al passato
Come doveroso compendio
Molta vita nel mio passato
Dove la gemma
Il primato
l'acuto
il do di petto
Sei tu
Tu, inattesa rosa del mio giardino d'inverno
Pur attesa da sempre
Immensa
Da qualsiasi parte
Io ti guardi
Oggi
Ancora
Di nuovo
Ultima
nuova rosa
Del mio inverno
Più inoltrato
Dopo tanti anni
Sei tornata
Davvero inattesa
Miracolo sbocciato
In un giardino
Ormai deserto
Se misuro i nostri passi
Con il metro delle umane genti
Noi camminiamo
Pestando le coda alle comete
Saltando tra gli abissi
Siderali
Da stella a stella
Dove riconosciamo essere
La nostra casa
La nostra gente
Il nostro destino
Dalle ere geologiche passate
Al mistero dei diamanti
Celati nel futuro
Tu
Mio unico gioiello
Corona
Ornamento
Ma anche unico seme
unica radice
Unico aratro
Unica seminatrice
Unica mietitrice
Accolgo il tuo seme
All'alba di questo nuovo anno
Fiorirà nel futuro
E noi saremo
Glicini intrecciate
Nel profumo stordente
Di una nuova
Primavera.
[2/1, 17:04]Ari:
La dolcezza si fa strada
In ogni mia ora
È fonte a cui mi rivolgo
Per placare la mia sete
È pascolo per i miei pensieri
Ed i miei sogni
Lungo la sua riva
Cammino lentamente
Sentendo tiepide
Arie confortarmi
E placarmi
Come ogni brezza benigna allevia
Chi si dispone
A ricercarne i benefici
È quella dolcezza
Forgiata dal ferro di
Indomabili spade
Abbellita dalle note
della più leggiadra danza
Sostenuta dal diamante
Della fede più incrollabile
E approfondita dal desiderio
Ardente di cogliere
Il virginale giglio
Della tua carnale giovinezza
In quella coppa
Si mescolano
I succhi dell'antica vigna
Donata agli umani
Da dei misericordiosi e pietosi
Del nostro disperato destino
In essa sono stati versati
Tra tutti
I veri sensi
Della loro divinità
E tu sei la divina coppiera
Del mio fato
E mi conduci passo dopo passo a riconoscerne il granato
il rubino
Il dorato di ogni vitigno
Il sentore della viola
L'aroma della mora
La soavità del miele
La potenza del tannino
E mi abbandono
Nel vortice dei sensi
E nel sollievo dello spirito
Bevendo
Dalle tue labbra
Ogni tuo respiro.
[2/1, 18:30] Gavi:
Orgogliosa e seducente
d'oro e d'argento
cade la sera
Nel cuore che scende
per Infiniti gradini
e immense caverne
Nel pulsare del sangue che non conosce spada
nell'aria dove il respiro è dolce
dove il grido è gioia
Nella carezza della terra
nella bellezza sospesa
nell'incoscienza divenuta conoscenza
nel prato di un corpo disteso
Ti cerco: albero, cielo o musica
Ti chiamo, e il tuo nome accende
Moltitudini di lune
Notte che mi illumini nuda
con la luci irradi
A rendermi per i suoi occhi
un fiore avido di rugiada .
[3/1, 08:24] Gavi:
Stamattina il sole non ha voglia di alzarsi
è un po' buio
Sembra essere senza slanci
Tuttavia è un mite mattino
Le noci prendono un colore più scuro
E le bacche hanno un viso più tondo
La campagna si riempie di funghi
E gli alberi alleggeriscono i loro abiti
Per non cadere nella stanchezza
Provo ad accordare il respiro al cuore
Provo a mettere fiducia su questo tunnel mattutino
Perché in fondo la luce non si va cercando fuori
Ma la si accende da dentro
Come un pensiero al di là del mare
Da indossare come un gioiello .
[5/1, 19:48]Ari:
Piove
Una sinfonia liquida
Riveste i muri
Gli alberi
La terra assetata accoglie
Il sollievo
Che rivola lungo
Le discese
i dossi
E i piccoli accessi
Al sottosuolo.
Piove
Ascolto la canzone del cielo e vorrei
con te tra le braccia
Inebriarmi di noi
Fuse nella pioggia
Perdute nel piacere
Eternamente avvinte
E in ogni goccia
Riflesse.
[5/1, 21:38] Gavi:
Le tue parole sono sole
Luce che irradia senza forma
Delizia per ogni cosa
Voce di un segreto
gentile brezza
ad agitare alberi secolari
E sussurrare la giovinezza dei fiumi
Carezza sul finire della sera
A pulsare ogni stella
Grotta sulla tua bocca
Ed io che vorrei fermare il tempo
sulle tue dita
in quel gioco di contro pelle
Dove anima e cuore si fanno più densi
Dentro quel bacio prima che la notte muoia
Uno smarrito raggio di luna
Ancora una volta a dirti
Mi piace quel tuo modo di prendermi
di invadermi
e farmi tua.
[6/1, 00:04] Ari:
Io ti desidero
Ti voglio
è pura bramosia del cuore
Follia della mente
Insanità del desiderio
Tu mi chiami ed io accorro
E ti prendo
E sei mia
Sei mia anche nel silenzio
sei mia
Sei mia
Non puoi sfuggirmi
Non hai un riparo dove io
non possa entrare.
[7/1, 08:24] Gavi:
A volte mi piace pensarti dietro un finestrino
Quanto lungo è stato il tuo viaggiare di una vita
Tra nuvole di spalle
E caviglie di strada
Pensarti come un viaggio in treno
Che si sposta di città in città
Mentre cambiano i paesaggi
Mentre cambiano i colori
e il parlare dei viandanti
Ci fossero i finestrini di una volta almeno
A respirare il verde delle foglie
L'odore di erba bagnata di pioggia
o bruciata dal sole
col vento a pizzicare le guance
Un virus invisibile oggi
toglie chilometri al tuo andare
Ma in fondo al cuore resta appesa una speranza
Che sia un viaggio
fatto in presto mattino
o in tarda nottata
Perché il mare sa che abbiamo un appuntamento
puntuale come l'autunno sulle foglie
L'universo sa che abbiamo un motivo
per acchiapparci ancora
Dentro un sentiero fatto apposta per noi
come l'azzurro che alla sera reclama le sue stelle.
[7/1, 17:45] Ari:
Seduta al finestrino dello scompartimento della transiberiana, il tratto ferroviario più lungo ed esotico su questa terra, guardo la steppa gelata fuggire via sotto le ruote ferrose e tenaci. Tra sparuti villaggi raggelati, il sole aranciato scende basso oltre la linea dell'orizzonte.
Il silenzio è scosso dallo sferragliare delle rotaie ma il vento del nord porta lontano i rumori e li cristallizza. Nell'impatto si ha l'impressione che ciò che resta è fatto di un vuoto totale.
Mi appoggio ai velluti dello schienale.
Un bianco copri-sedile di cotone mi assicura l'igiene e mi conforta. Dalla carrozza ristorante, un po' più avanti, mi giunge festoso il tintinnare dei cristalli, profumi di cibo e caffè, voci ovattate. Una giovane donna che ride.
Quella risata cristallina sembra cavalcare l'aria, come cavallini gentili ed allegri, sparpagliarsi per i prati rincorrendosi e scuotendo criniere e nervosi garretti.
Sorrido e ti penso
So perché sono su questo treno così lontano dal mondo... sto sognando... Sto sognando...
Mi sono addormentata appena salita sull'aereo per Alghero. Che stano, vero?? Così agitata com'ero, per un volo di 60 minuti.. e invece mi sono abbandonata al dolce ronzio del volo.
Il decollo era stato lo stesso strappo di sempre, che ti porta lo stomaco in fondo ad un pozzo e gli occhi al cielo, fuori dall'oblò, come a riempirsi di azzurro. Il pensiero emozionato, eccitato mi aveva sopraffatto. Certo, pensare di vedere il tuo viso all'arrivo in aeroporto sarebbe un sogno ma so che il tempo che abbiamo è poco e dobbiamo assolutamente non sprecarlo.
Ma ricordo con nitidezza di aver pensato: eccomi amore, sono qui, sto arrivando, sono qui ad onorare la mia promessa, a ricongiungere le nostre vite, le nostre mani, gli occhi, le labbra, tutta la nostra pelle.
Poi il sogno, il lungo treno serpeggiante lungo le piatte steppe della savana, a divorare chilometri ma a sembrare ancora fermo. Chissà perché avevo fatto quel sogno, mi chiedo scuotendomi e cercando di ricollegarmi al mio presente. Ma il pensiero è ancora su quel treno, il ricordo sotto traccia di una parte di sogno che non avevo vissuto, la visione di una piccola dacia semi sepolta sotto la neve con dentro una stufa bollente nella grande camera foderata di legno a venature chiare, l'acqua eternamente a bollire per il tea e noi, sdraiate sulla grande alcova d'abete, nude, tra morbide calde coltri, ad ascoltare il nostro amore vincere il silenzio di quell'inverno così assoluto.
Chiudo di nuovo gli occhi. Quell'immagine è così dolce, così accattivante che fatico a staccarmene...
Finalmente la voce della hostess mi preannuncia l'atterraggio.
Una mano invisibile mi afferra il fondo dello stomaco e lo strizza forte, riportandolo in fondo al pozzo.
Eccomi, amore, sono qui, sto arrivando...
Ma che Siberia, mi dico ridendo tra me, che lei è così freddolosa!! Magari la porti alle Maldive, imbecille!!! E rido... Rido a voce alta e vedo che alcune persone mi guardano... Ma che mi frega, loro non sanno, non sanno che tu esisti e che, cosa che ancora mi sembra impossibile, mi ami, sì, ami proprio me, incredibile a dirsi. E mentre le ruote del piccolo aeroplano bianco toccano stridendo e fumando come pazze, l'asfalto grigio della pista, in un attimo davanti ai miei occhi scorre tutto un film:
L'atterraggio lo sbarco il tassista il viaggio... Ecco Sassari, con il suo alone rosa... Arrivo che è metà mattino, sono sveglia da sempre, non ho dormito mai, la notte scorsa, il volo partiva che era ancora notte. Forse per quello mi ero addormentata, sull'aereo..
Arrivo alla piccola graziosa casetta che sarà il nostro nido per i prossimi giorni. Mi sistemo... Il tempo vola... Ma ci sarà tempo per predisporre tutto.. ora ci vuole una doccia e poi calmarmi un po', magari sdraiarmi un attimo oppure poggiarmi mezz'ora.. c'è una poltroncina abbastanza comoda..
Fermati cuore mio. Fermati fermati... Non puoi balzarmi fuori dal petto proprio ora... Fermati... Chiudo gli occhi e per poco non mi addormento di nuovo... Sono stanca in effetti. La polmonite che ha posticipato questo nostro agognato incontro non è poi così lontana.. ma cosa sono questi campanellini che sento??? Ancora il vento della Siberia?? Ma che Siberia!! Di nuovo rido alzandomi di scatto per correre, di fa per dire, alla porta, questa è la Sardegna, la terra del maestrale, delle rosse scogliere a picco, del mare verde e trasparente, dei tramonti infuocati, del mirto dolce e profumato. Mi dico: devo ricordare di comprarne una piccola bottiglia da portare a casa, mentre la mia mano si allunga al pomello dorato della porta e lo gira. Fermati cuore mio, fermati... E su quell'ultima invocazione il tuo dolce viso cancella tutto il resto. E sei qui, ed entri e ti butti tra le mie braccia e sei bella Dio quanto sei bella!!! E ti amo... Dio quanto ti amo... E quanto mi ami tu, me lo dicono, frementi, le tue dolcissime labbra.
[8/1, 07:55] Gavi:
Spente le luminarie
Già sembrano tremare nel vento
le speranze e i buoni propositi
di questo avvento appena passato
Le strade rese solitarie
Non si odono più canti ed emozioni
L'odore dei camini accesi
L'abbaiare di qualche cane
Nel cielo una piccola falce
ad ombra del mio cammino
Ha ripreso a piovere
Trattengo il calore di una tua poesia
Mi sposto verso una nuova attesa
mentre aspetto l'aprirsi del cielo
nel verso di una ripetuta promessa
dentro quelle visioni
che restituiscono amore .
8 gennaio 20;46 Gavi
Ed è sempre lei a richiamare la mia attenzione
Se pur le nuvole le si posano sopra
La sua luce le spazza via
E mentre guardo lei
penso
Non è primavera
E' gennaio
Vellutati petali di rosa
A spargere sul cemento colore e fragranza
Oggi l'asfalto mi parla con
un elastico intrecciato
Con un ciondolino spezzato
Con una foglia-farfalla
Ma i petali di una rosa rossa
a sussurrarmi la data di oggi
Che a pensarci bene
Oggi...
sono tre mesi di noi.
[8/1, 22:31 Ari:
Sul petalo di una rosa
Scarlatta
Depongo un bacio gentile
Sull'altro un bacio ardente
Sul terzo il nuovo bacio
Che non sarà certo il primo
Ma sarà esattamente come se
Lo fosse
Ma ancora quanti petali
Ha la mia rosa
Di velluto?
Per ognuno di essi
Inventerò
Un nuovo rituale
Da deporre sulle tue
Sante labbra
Un canto
Una dichiarazione
Una preghiera
Un assalto
Un dono
Una rapina
Una impudicizia
Un ringraziamento
Un piatto ben cucinato
Un lungo digiuno
La mia vita
Ai tuoi piedi
Ma una sola rosa
Non avrà abbastanza petali
Ci vorranno mazzi e mazzi
Per dare un petalo
Ad ognuno dei miei baci
Così ti donerò mazzi
Di rose scarlatte
Vermiglie
Blu
Bianche
Rosa
Gialle
Arancio
E di ogni altro colore che possano dipingere ogni sole
Ed ogni luna
Che sorgono
Su questa terra benedetta
Benedetta da quando tu
La calpesti con i tuoi
Santi piedi.
[9/1, 00:05] gavi: Con una rosa
Mi cammini dentro
Nuda come rugiada
Nuda come anima che si lega al corpo
Un frullare in mezzo agli alberi
come un bottone d'ape
che surge e se ne va
A depositare
In un mattino d'estate
il suo raggio di sole
Tu che rendi il mio corpo
Un tempio magico e inviolato
Culla e sentore di un mare
nel riflesso di luna
In quel bacio
Che da sempre è
Appartenenza del destino
[9/1, 00:15]Ari:
Tempio di fibre
Di nervi e sangue
Tempio della vita
Un Roseto immenso
Che si arrampicasse lungo le pareti
Di un antico castello
Io vorrò sfogliare
Petalo dopo petalo
Per spargerli intorno
Ed ornare così
Le vaste scalinate
I cortili interni freschi ed ombrosi
I lucernai assolati e ventosi
Si che ogni tuo passo
Si posasse
Su quei petali turgidi e succosi
Finché, giunta a me
Non diverrai tu stessa
Il petalo più profumato
Pronto a farsi cogliere
Dalle mie labbra
Assetate.
[9/1, 12:15]Ari:
Un piccolo presepe silenzioso
Tutto per me
Stamattina
Un intenso dono del
Tuo amico cielo
Che rallegra queste
Mie difficili ore
Tra i bianchi fiocchi
Che scendono lenti
E maestosi
Scorgo la lucentezza
Dei occhi
Il biancore del tuo
Niveo sorriso
Che mi accende.
[9/1, 15:18] Gavi:
È un tocco che avviene senza sfiorare
Pura come una poesia
È una musica che se ci cammini sopra
rende tutti danzanti e funamboli
È la calligrafia del cielo
È la vernice della natura che tutto copre
dove tutto è uno sguardo di ammirazione
È uno guardarsi indietro
Verso altri inverni
Altri occhi
Altre vite
Altre età
Sino a sentire il suono di una risata di quando si era bambini
Tu un po' sei come la neve
Una sorpresa inaspettata
Come un soffio delicato e segreto
che da sempre mi respira dentro.
dal 22 al 31 dicembre
22/12/2021, 08:21] Gavi:
Mela rossa del mattino
rubino tra le nubi
Nel germoglio della luce
Su questo tempo non tempo
Sciolgo il pensiero su dita di glicine
Fine e principio
Non conosce limite
La nostra origine
Anche se vado via
Ti siedo accanto.
[22/12/2021, 09:50] Ari:
La lunga notte
Mi segna
Della tua assenza
La lontananza è un'impronta tra sogni
E risveglio
Un amaro calice
Il tempo mi porge
Che io bevo
Un lungo sorso
Quasi come lacrime
Attendo le tue mani
Sul mio viso
Accanto a me
Apparecchio
Una mensa
Col buon pane
Del ritorno.
23 dicembre 07,59
Gavi
La notte che piano
cede passo al giorno
Momenti di agonia e vagito
Nell'armonia degli estremi
Raccolgo il mio pensiero
nell'incavo della mano
e li depongo dove la meridiana celeste
Segna l'ora della rinascita
In un approdo di creazioni infinite
Dove il sole
scrive il tuo nome.
[23/12/2021, 09:07] Ari:
Il sole ha dissolto la nebbia
E scuotendo il capo
Si è liberato del cappello di nubi
Che lo costringevano
Sembra un mattino di primavera
Ma i rami spogli del glicine
Ci ricordano che l'inverno
È appena arrivato
E abbiamo ancora tempo da vivere
Prima che la nuova stagione
Si affacci
Ogni giornata
Che verrà
Io la poserò
Ai tuoi piedi
E tu ne sarai
Signora e padrona
Ora dopo ora
Tu sarai la mia clessidra
Il mio calmiere
La mia misura
E la mia cadenza
Il ritmo e la quiete
Di te intessuta
Io mi faccio tuo verbo.
[24/12/2021, 06:47] Gavi:
Manto scuro della notte
propizio all'immaginazione
La terra si fa bruna
I rami si mostrano neri
strade
erba
La città
Dormono ancora sulle loro vertebre
Un piccolo vento taglia le nuvole
In questa vigilia di Natale
Cerco una parola morbida da pronunciare
Una parola che porti le mie labbra a baciarsi più volte
Come labbra che cercano le tue
Perché il bacio è una parola che commuove
Una donna poggiata in penombra
Emozione che invita a muoversi insieme alle cose
Nell'assenza di queste ore
Ti porto con me.
[24/12/2021, 08:57] Ari:
Ed io con te verrò
Ovunque mi porterai
Ovunque tu vorrai
Verrò col sorriso
Di chi non attende
Amarti è la via che percorro
Giorno
e notte
Una strada senza
Partenza
Né arrivo
Un viaggio
Lungimirante
Dell'anima.
[25/12/2021, 11:21] Gavi:
Delle luci di Natale
ammiro quel brillare
sempre e comunque
Sanno essere piccoli fiori
appesi per aria
Incuranti del fatto che non hanno radici.
Ma poi penso che le mie radici sei tu
In un continuo andare e partire
che anche sul partire
vi è sempre la strada del ritorno.
Oggi è piovuto e non me ne sono accorta
Il vento con voce grossa
canta come canta un cieco
con coraggio e fermezza
senza preoccuparsi di chi sta a guardare.
Così è il pensiero di te
mistero e bellezza
sulle pieghe del tempo
nell'abbraccio del cielo
che abbraccia gli alberi.
[25/12/2021, 21:07] Ari:
Il pensiero
pur stanco
Si aggrappa a te
Ti insegue
Ti rincorre
Ti raggiunge
E ti prende la mano
Chiudi gli occhi
Amore mio
Non guardarmi
Ma ascoltami
Ascolta la mia voce silenziosa
Che freme
Piange
Ti cerca
Ti invoca
Ascolta
Il mio silenzio
La mia voce silente
Che racconta
Il tuo nome
Al vento
Che affida
Le sue ore
Al destino
Nelle tue mani
Resta
La clessidra delle mie lente ore
Vuote di te
Ascolta la mia voce innocente
Lavata da infinite lacrime
Io la verso
In un bacile d'argento
Lava i tuoi piccoli piedi
Nelle mie lacrime
Col mio peccato ho
Mondato anche
il tuo.
25 dicembre 23,50 Gavi
Fiore di notte
Odoroso di fresca rugiada
Lo porgo a te
Prima che esso sfiori nel petalo
Prima che diventi polvere nel polline
Lo porgo a te
Che sciolga sulla tua mano
gli umori segreti
Ci sarà una notte in cui
Il mio sguardo sarà attento
Come vedere una stella cadente
Per guardare l'amore
Che muovi verso me.
26 dicembre 00;19 Ari
Ci sarà ancora
Una notte per noi
Se vorrai
E poi ancora una
Senza mai trovarne la fine
E quel fiore candido e sensuale
sei tu
E ti tengo tra le mie mani
E ti colgo
Mia corolla
Mia rugiada notturna.
26 dicembre 13;54 Gavi
Il cielo si è aperto
nel racconto di una nuova luce
Ed io in questo lungo mese
non mi ero accorta che l'ippocastano
si era completamente denudato.
Delle volte pensiamo
che vogliamo misurare il tempo
invece è lui che misura
il nostro guardare.
26 dicembre 17;11 Gavi
Come un filo di perle senza filo
Dentro il cuore si posa
Nel freddo vento che lo attraversa
Pallido è l'orizzonte
A stendere il suo manto d'oro
Sulla soglia della sera
Pesa la distanza di un abbraccio
Ma dentro queste perle
Che son venute a toccare
La mia umile fronte
Disegno il tuo nome
Sul nascere degli astri
Scrittura segreta
Attaccata alle pareti
del mio metabolismo.
[26/12/2021, 17:27] Ari:
Sulla tua fronte
Bianca
Sincera
Innocente
Con olio e sale
Ed acqua pura
Io segno il crisma
Del mio amore
Eterno per te
Che non vedrà la sua fine
E tra le ere
E tra le costellazioni
Tra le dimensioni
E l'ascendere delle tue vite
Verso la luce
Mi vedrà al tuo fianco
Sempre
Ed io sarò ciò
Di cui tu avrai bisogno
Sarò dove tu aspetterai qualcuno
Sarò l'occasione che ti servirà
Lì mi troverai
Volta dopo volta
Senza tema di nulla
Senza paura
Senza rifiutare mai
Madre della tua anima
Custode della tua vita
Ancella del tuo corpo
Tra milioni
ti troverò
Ovunque dovessi andare
Qualunque inferno
Dovessi affrontare
Perché inferno peggiore
Non esiste
Che stare
Senza di te.
27 dicembre 00;28 Gavi
Sull'angolo della finestra
dove è forte la luce
Una piccola foglia
appesa ad un invisibile filo
ad imitare una falena
Come una speranza
Come una promessa
In bilico nel precipizio del tempo
danzando nel vento
nel racconto di mille parole
che spaziano nell'universo
Verso mete sconosciute
a depositarsi ovunque
Osservo
Mentre mi pare di riconoscerli
dentro un voto
di appartenenza
Liberi nel volo
come gocce di vita
A creare vuoto nella mia mente
A lasciar spazio
a nuovi sogni
Come questa foglia
Che non si arrende alla sua sorte.
27 dicembre 08;01 Gavi
Nelle vene del cielo
Un taglio
Un canto
L'amore che parte
Per ritornare.
27/12/2021, 20:20]Ari:
Nota di chitarra
Che ti raggiunge
Ti suona nella mente
Ogni modo
Troverò
Per attraversare
Quel mare lontano
E sedermi lì
Accanto a te
Come per una corda
Di chitarra
Che vibra
Amarti
Non ha confini.
[27/12/2021, 21:08] Gavi:
Son passate primavere solitarie
Estati piovose
Autunni ingialliti
Inverni come un clemente amico
Piccole luci tremanti
Spettatrici silenziose
Il giorno arriverà
Misteriosa nota senza padrone
Nota che
tra i monti a soffiare il profumo dei fiori
tra il mare a salpare ogni battito
In attesa di visitare e conoscere
quel che da sempre ci somiglia e ci appartiene
Per viali e filari
A raccogliere e bere
Nella vigna dell'amore.
[28/12/2021, 08:03] Gavi:
Siamo paesi di collina
Delle volte a percorrere sentieri di sassi
Al mattino gli uccelli son silenziosi
e le stelle tacciono dietro l'ombra della luna
Il cielo pian pian posa piccole piume rosa
Tornerà l'ardire a bruciare l'aria
A dipanare questo velo di preoccupazione
Che oggi rende incerto il domani.
[28/12/2021, 17:30] Ari:
E ti guarderò
Finalmente chetata
Chinare il capo
Sul mio braccio
Capiente
E chiudere gli occhi
Cedendo al canto del sonno
Sfinita
Dopo aver gridato
E gridato
E ancora gridato
Per ore
Il mio nome
Avvolta tra le spirali dell'amore
del piacere
E dell'estasi
Nell'ansito fortissimo
Che ti fa divina
Solo per me
E solo per me
Tratterrò quei respiri leggeri
Te li carpirò
Rubandoli al tuo sonno
Vegliandoti attenta
Ad ogni tuo movimento
Scrutando il colore di un sogno
passare dietro le tue
palpebre chiuse
E sarà il peso
Del tuo capo reclinato
E abbandonato
Contro di me
Sarà il calore
Della tua pelle nuda
Del tuo respiro
Silenzioso e leggero
Che mi faranno
Piangere nel buio
Lievemente
Per non svegliarti
Tra quelle
Inattese lacrime
Sentirò
Il buio della notte Trascolorare nell'aurora
Il silenzio
Del deserto trasmigrare
In sinfonia
E penserò
Stringendomi
Al tuo corpo addormentato:
Sono viva
Sono finalmente
Di nuovo
Follemente
Viva.
[28/12/2021, 20:53] Gavi:
Nessun altro vento soffierà
A tormento dell'anima
Dentro una notte
A dimenticare
Le bufere di queste vite
L'ingrossare del mare
Che frastaglia le coste
Le bugie del non amore
Nel tradire del cuore
Le tue braccia saranno
sponde di un fiume
Dove il pensiero viandante
Poserà il suo piede scalzo
Su cristalli frantumati
Ma resi ancor più belli
Il tuo sguardo attento
Roccia su cui vorrò sedere
Su respiri e palpiti
Ad ombra della notte
Mentre vago cercando
le tue labbra da sfogliare
[28/12/2021, 21:22] Ari:
Elfo del muschio
Musa delle foglie
Vestale del cielo
A te vengono i venti
A te cantano i mari
E le parole fanno di te
La loro indiscussa padrona
Così
io ti idolatro
Come la mia unica dea
A te guardo come
All'unica casa
Dove abitare il mio cuore
All'unico tempio dice portare le mie offerte
E le mie preghiere
Bruciando incensi
E cera vergine d'api
Sulle tue labbra
Divine
Io poserò
La mia vita d'agnello
E il mio cuore
-figlio neonato-
A cui tu solleverai il capo
Allontanandolo
Dalla ferale lama
E a cui condonerai
La vita
Salvandolo da crudele sorte
Di vivere lontana
Dalla sua
Divina matrice.
[28/12/2021, 22:09] Gavi:
E quel cuore neonato
lo cullerò in una sera rosa
e azzurro mistico ,
dai noi sorgerà un unico bagliore
lungo come un singulto della fame
e finalmente si sentirà a casa,
nella dolcezza ritrovata di chi
non ha mai vissuto in una vera dimora.
Commosso dentro un ampolla,
la cui bellezza rende vile un eroe
e coraggioso un fanciullo.
29 dicembre 08;12 Gavi
Solitudine del mattino
Tra luci e nebbia
Con te nei miei pensieri
Fulgidi riflessi annunciano il sole
Il tuo sguardo dietro ai monti
Occhio attento dentro me
Annunciano l'alba di un nuovo giorno
Ed io
tra colori pastello
Come un aereo vada sfiorando
una picola falce di luna
il mio bacio giunga
a respirarti il buongiorno.
[29/12/2021, 09:29] Ari:
Apro gli occhi
E tu esplodi
E sei ovunque
Più penetrante
Della luce del mattino
Di cui io sono l'ombra.
Mi vedo
Perché tu sei.
[30/12/2021, 14:31] Gavi:
La città scorre
tra macchine e impazienza
Io cammino
E come sempre ti porto dentro
In fondo penso che non te nei sei mai andata
Come uno sguardo oltre lo sguardo
Come un amore oltre l'amore
Ascolto lo scorrere che passa
Nel vento che piano mi
carezza
Oltre la carnalità di un bacio
Oltre la noia del quotidiano
Respiro nel respiro di chi mi corteggia l'anima
nel racconto di un fiato
Che ancora mi meraviglia d'esser restata amante.
[30/12/2021, 15:21] Ari:
Amante tua
Una fitta nel petto
Una carezza nel viso
In duplice crescendo
Prendi e dai
Virgole di vita
Ma io ho uno sguardo
Innamorato
Che sa entrare nel piccolo
E vedere l'immenso.
[31/12/2021, 16:25] Ari:
Le gocce di rugiada
che ti baciano il viso al mattino
sono le mie labbra
La nebbia che ti avvolge
Penetrante e silenziosa
sono le mie braccia
Il muschio che ti sorride ovunque tu lo scopra
sono i miei occhi
Le foglie che sulle tue spalle volteggiano
sono i miei pensieri
I colori che infiammano il cielo all'alba
è il mio desiderio
Il pallore della Luna
nella notte immensa
è la tua mancanza
La pioggia che scroscia
e tutto lava
è la forza del mio amore
E la luce del sole che ti inonda e ti scalda
è la mia gioia
Se pensi che io sia intorno a te
io lo sono
e lo sarò
È me che cerchi
È trovi
L'impalpabile.
[31/12/2021, 21:41] Gavi:
La voce la porta via il vento
Lo scritto
come dure pietre
lascia impronte sul tempo
La tua bocca è come un utero
mettendo vita alla mia voce
come un suono di una prima volta
Sei tu che mi inviti al commuovermi d'innanzi alla bellezza
Che sempre mi doni l' orecchio dell'umiltà
Che nell'alba mi rubi ancora sospiri intrisi di speranza
Che da sempre porti il mio sguardo
A guardare cose che altrimenti non vedrei
Come questa nebbia
Che respira di nuvola
Così come un cerchio di vita
Anche tu tornerai
In questi passi che oggi passo
Non ho mani per toccarti
Ma il mio cuore sa riconoscere
Il pulsare di un cuore
Identico al suo
Nel canto di un barbagianni
Che sorride alla luna.
[31/12/2021, 21:46] Ari:
Un vagito
Risuona nelle mie ore
A braccia ti porto con me
Con mani scavo il tuo tempo nel mio
Io so che calcherò i tuoi passi
Attendo mansueta
Che il tempo scorrendo
Mi avvicini
Ora dopo ora
Come un ponte che io vedo
Scintillare
tra noi
E su cui i miei
Passi perduti
Voleranno a te
Mai vidi così felicemente
Scorrere i giorni
Mai
Sarà un sorriso
Un sussulto
Un sospiro
Ma sarà come rientrare in me
Rivestire il mio corpo
Indossare la mia vita
Dopo allora interrotta
E ora di nuovo ritrovata
Come una donna
Che sorrida alla luna.
Dal 17 al 22 dicembre
[17/12/2021, 08:31]
Ari
Un battito profondo
Ritmato
Che scuote gli orli
Della notte
E segna i margini
Del giorno
Un battito che ci colse
In una esplosione
Di folgore
E mai ci abbandona
Ora che la mente
Ha compreso
Ciò che il cuore
Sapeva già
Lungo le strade lontane
Vaga il mio pensiero
Inseguendo
i tuoi passi.
Con labbra di luna
Sfioro
Le tue labbra
Tremando
Tremando le colgo
E sulle tue labbra
Bevo la vita
Tremando.
17 dicembre 08;24
Gavi
Dentro una strada
Come cibo da portare alla bocca
La mente imbuca ogni vialetto
Cura ogni momento
Disegnando un sentiero nell'aria
Descrivendo un gusto suntuoso
Urgente
Misterioso
Confortante
Rendendo ogni senso all'erta
E completamente vivo
L'intuizione è quel che basta
È un colpo d'occhio
Dopo tanti scenari
Dopo tanti conflitti
Dopo tanto camminare
Il nostro tempo
Dimenticato dietro bidoni
di immondizia da riciclare
Tornerà
Erba al sole
Buio che illumina
A nutrire il nostro respiro
Noi creature di un suono
Noi
figlie di un battito.
Ari
17 dicembre 16;40
Come puoi non amare
una donna
se ha l'infinito
colato dentro?
Una donna che è bimba
e parla agli alberi
al cielo
alle foglie
e sa narrare
uno spicchio di muschio
vestendolo di meraviglia
ma ha parole che colgono
la verità della vita
come una freccia
il centro del bersaglio?
Come puoi non amare questa donna
che quando la guardi
ti fa sentire immensa
e piccolissima?
E desideri solo
tendere la mano
per sfiorarla appena
lievemente
tremando
e poi carpirla e
gettarla sul letto
e amarla
per ore ed ore
Prenderla e possederla
ed ancora amarla
fino a vederla cadere
addormentata
tra le mie braccia?
Come posso non amare questa
unica donna
questa figlia della mia anima
e padrona della mia carne?
No non posso
E il mio amore è puro
come acqua di fonte
e animale
come uno stallone
imbizzarrito
No davvero non posso
e non lo voglio
Io non sono che
la sua pallida luna
e la sua perenne
schiava d'amore.
[17/12/2021, 15:02]
Gavi:
Alla sera
La strada appare come un saettarmi dentro,
un qualcosa di ricco e complesso,
denso come un lungo bacio profondo.
lo sguardo aderisce sull'asfalto
come un fluire di un fiume,
fiume serpeggiante fino alle dita delle mani,
le dita dei piedi, la pancia e la spina dorsale,
saldando tutti i miei pezzi in qualcosa di tiepido e dorato.
Ispirando quel momento tranquillo,
nel riportarmi a qualcosa di unico vissuto,
mi capita di sentirmi ricomporre dentro.
[17/12/2021, 21:31] Gavi:
Mentre scendo il vialetto
Tra cespugli di finocchietto e pungitopo
Nel desiderio
Che siede dietro ai monti
ad esprimere
Ciò che la mente pensa
Ciò che il corpo vuole
In maniera inconscia
Ma totalmente tangibile
Verso tutti i baci e i gemiti
Mappa di nuove esplorazioni
Mi colpiscono come l'intensità di un profumo
aleggiante
in una stanza che non ho mai attraversato
Tardi ti ho amata
Bellezza tanto remota
Quanto contemporanea
Tardi ti ho amata
Eri dentro di me ma non vedevo
In quel giardino più vasto
Dai viottoli più lunghi e intricati
Oggi posso dirmi con la consapevolezza
che non cammino sola.
[18/12/2021, 08:13] Gavi:
Il mattino arriva
Come dentro a pieghe di un foulard
Posa piano e senza rumore
lo scrivere delle piume
Con mano più leggera del soffio di Dio
Sollevando corone ambrate
Nel primo frutto che annuncia la nuova stagione
poso il mio bacio
Nel nostro camminare
le orme che abbiamo lasciato dietro
le guarderemo con nuovi occhi
andare verso un primo domani.
[18/12/2021, 09:27] Ari:
È un bacio tenero
Ad occhi chiusi
Che poso sulle tue labbra
Per dirti
Che ogni tua parola
È l'immenso racconto
Della tua orma umana
A immagine divina
Fatta di carne
E stelle.
[18/12/2021, 16:56] Ari:
Librati
Signora del cielo
E della notte
Splendi
Benefattrice del nostro amore
E mostrati a lei
A lei soltanto
Fatti mia bianca parola
Fatti mie diafane labbra
Fatti mia eterea mano
E dille così
Come solo tu sai fare
Quanto io l'ami.
[19/12/2021, 08:48] Gavi:
Feconda luna
Tu che ogni campo ari di pazienza
Porta la mia voce
In un viale mai calpestato
Fra zolle aperte e odorose di vita
In quella vastità intatta
Punteggiata qua e là dal canto delle stelle
Che reclamano memoria
Sull'attesa
Di una parola nuova da pronunciare.
[19/12/2021, 08:48] Gavi:
Il cielo disegna una sciarpa di nuvole sull'orizzonte
Il muschio disegna orme sul mio cortile
I colori di questo mattino sono uno scialle poggiato sulle spalle di una donna
Mentre il natale entra dalle finestre
Prendo questa ambra mattutina
E vi poso una carezza
affidabile come un cappotto
per dar calore ad un mio pensiero verso te .
[19/12/2021, 10:48] Ari:
Eco profonda
Dell'anima mia
Io sono il pozzo
Tu
Il sasso
Io le dune del deserto assolato
Tu
Il ghibli
Io il silenzio della notte
Tu
La sinfonia del maestro
Ti accosti ai miei vuoti
E li riempi
Entri dentro i miei margini
E li completi
Lascia che io sia
Il caldo scialle
Di vergine lana
A cingerti le spalle
Nel tuo viaggio
Verso l'ignoto
Lascia che io sia
Il pellegrino al tuo fianco
Che regge il tuo bastone
Quando sarai stanca
O incerta
Io ci sarò
Al tuo fianco
Ad ogni passo
Fino all'ultima meta
Qualunque essa sia.
[19/12/2021, 17:42]Ari:
L'orizzonte della notte
È un tuffo
Tra le tue braccia
Tra le tue gambe
A bere
La luna
E la mia vita.
[19/12/2021, 20:22] Gavi:
Sei la voce
delle migliori parole
che descrivono l'eterea bellezza dell'amore
Ogni volta
come un manto stellato
Doni al mio sguardo
sogni e meraviglie
Dentro un pugno d'inchiostro
A sentirmi
Viva e amante.
[19/12/2021, 20:30 Ari:
La luna che sorge
Mi parla di te
E di te sola
A te voto
Ogni mia forza vitale
Ora dopo ora
E in gola resta
Il vento del tuo nome.
[20/12/2021, 08:07] Gavi:
Tra l'indaco e il viola
Tra il bianco e il rosa
Luna tra le piante
Luna tra le nubi
Licheni nella terra
Piantine sull'asfalto
Così il tuo amore percorre la mia stessa strada
Come piccoli storni a volare in un cielo d'inverno.
[20/12/2021, 19:55] Ari:
Mio inno alla gioia
Nota nel silenzio
Che prolungata vibri
Mari di note
Oceani
Scossi dalle burrasche
fin negli abissi
Dune di note
Eteree miriadi di granelli
Di sabbia di note
Che dalla mia personale clessidra
Ormai giunta alla fine del suo
Impercettibile
Ineluttabile gocciolare
fluiscono attraverso ogni mia fibra
Inno alla luna
Sinfonia ad ogni più piccola creatura
Tempesta solare di note che accende
E illumina
L'intera atmosfera
In crescendo rossiniano
Io ti odo
Ti ascolto
Come nessuno può
In me risuoni
Ti propaghi
Io ti evoco
in ogni battito
Del mio maestoso amarti
Del mio furioso
Desiderarti.
[21/12/2021, 08:23] Gavi:
Giornata diversamente palindroma
Acqua gettata nelle incrinature del vento
Parabola del sole tra ombre e luci
Sei tu che spargi semi preziosi
nella terra del mio pensare
a far fiorire infinite gemme
Dove il melograno
Disegna stelle sulla fronte del cielo.
[21/12/2021, 11:13]Ari:
Il mio pensiero si acquieta
Quando incontra il tuo
Trova rifugio
Ed esaltazione
In comunione continua
Il mio pensiero si esprime
Si esalta
Nasce ogni volta nuovo
Risorge
In ancestrali visioni
E si fa specchio
Della tua infinita
Bellezza.
[21/12/2021, 20:33] Gavi:
Comunque...
Non ho bisogno di conoscere i tuoi tratti, mi basta gioire della luce che accendi in me,
come quel fascio di sole improvvisamente apparso nel cielo dopo essere stato maltrattato dalla pioggia-
[21/12/2021, 20:41]Ari:
Ah con questo vorresti dire che è meglio guardare il cielo della mia faccia???
dal 10 dicembre al 16 dicembre
17.04 Gavi
Il cielo si mostrava come un gioco di mille sfumature increspate di un velluto blu
dietro ai monti il sole apparecchiava una pesca
da sbucciare ed assaporare a piccoli morsi.
Ma nuvole sconosciute e ostili
Sembrano non voler abbandonare questo campo di battaglia
Piccoli vessilli a bagnarmi il viso
Il tempo si mostra astioso
Ma il cuore sa seguire il tuo sguardo
Posato su piccole piume
Ad adornarne l'orizzonte
A dirigere ed inventare nuovi bagliori
Di innumerevoli misteri
Da individuare.
[10/12, 17:16] Ari:
È un vessillo che garrisce
Al vento
Il mio pensiero
Che a noi corre
Incessantemente
Ma resta imprigionato
Pur se fremente
Nella sua asta
Oh, perché non ho ali?
Perché non sono
Quella creatura mitologica
Del cavallo alato
Che con un solo
Prodigioso balzo sarebbe
Ora ai tuoi piedi?
La mancanza di te
È come goccia d'acqua
Che scava
Inesorabilmente
la pur granitica roccia
Passa il tempo
I giorni corrono
Come cavalli selvaggi
Che non sentono il morso
Ed hanno disarcionato
Il proprio cavaliere
Gli ultimi miei giorni
Li depongo
In dono votivo
Sull'altare
di mirto e maestrale
Della tua terra
Bevi da quel calice
Bevi
Amore mio
Fino all'ultimo sorso.
Così com'io berrò
Da te
Fino all'ultima
Inebriante stilla
Del tuo piacere.
[11/12, 08:15] gavi:
Cielo grigio
Il vento ingrossa le onde del mare
vanno increspandosi mettendo polvere sull'orizzonte
Scrivo d'amore senza sapere le parole
Mentre metto dentro questa pioggia di ghiaccio
La speranza
L'orgoglio
Il mendicare del mondo
Un pensiero di te
È quel che ci rende gloriosi e simili
agli dei.
[11/12, 08:25] Ari:
Sul mantello del mattino
Il tuo sguardo mi raggiunge
E si posa su di me
Come un orgoglioso falco
Porterebbe cibo
Alla sua compagna
Cibo d'amore che sfama l'anima
Ma non le labbra
Perse
Abbandonate
Che anelano al contatto
Delle tue labbra
Conquistatrici
La mia resa da tempo
È stata posta ai tuoi piedi
Schiava sono di un tuo sorriso
Un tocco delle tue dita
Non sciogliere le mie catene d'amore
Portale con me
Che siano l'anello
Che mai ti posi
Al dito.
Ari
Guarda verso il cielo
Danza con le nuvole
Prendi la mano al vento
Dai un bacio alla luna
Tieni a braccetto una stella
Cavalca le onde dei mari
E canta il suo nome su tutti
Questi prodigi
Perché lei è figlia del cielo
E tra le mani porta
Ogni meraviglia
Del creato
E sulle labbra veste
Il dominio segreto
Dell'amore.
[12/12, 00:24] gavi:
Che belle parole sa pronunciare il tuo cuore
Io che ultimamente mi sento di vivere con un doppio respiro.
l'amore dicono sia un soffio bocca a bocca con l'universo e in fondo mi sento così...
Con dentro un fiato che apparentemente sembra non essere il mio,
proprio come qualcosa gettatomi dentro per soccorrermi e rianimarmi.
Buonanotte mio amore, mio infinito poeta, cos'è poi l'universo paragonato al tuo cuore.
[12/12, 00:28] Ari:
Il mio fiato in te
Il tuo in me
A fare battere
La vita
Ancora
Che si era spenta
Senza la forza
Di quell'invincibile
Respiro di noi.
[12/12, 00:38] gavi:
Il mio sonno
è una figlia che dorme
Le tue braccia sono le attenzioni
Culla e ornamento
che vanno a prendersi cura
di ogni cosa.
[12/12, 08:57] gavi:
L'eco della tua voce riposa sotto lo spazio sabbioso di un albero
A rendere frescura al mio pensiero
Come manine verdi
Piccole foglie
Con fare timido e silenzioso
Si agitano dolcemente
applaudendo questo cielo tingersi di rosa
Tu che spesso ti domandi se le tue parole raggiungono il mio cuore
Il messaggio talvolta è così semplice
Ma spesso sa vestirsi di innumerevoli sfumature
A seconda di come si prepara il mio orecchio
Sospiro su questo cielo d'autunno
pregustando il silenzio che da lì a poco andrà colmandosi
Ed io ringrazio questo giorno
Questa ritrovata carezza
In questa primavera che anticipa l'inverno
L'oro di questo mattino è come un figlio stanco di tempeste
Nella commozione di uno sguardo
A scrivere
un ritorno al suo ventre materno.
[12/12, 09:54] Ari:
Una strada di sole
A me innanzi
Mi guida
Verso un inverno che si è vestito
Dei migliori presagi d'ogni buona stagione
Non esistono frammenti
Ma un unico velo
Che ammanta
Protegge
Ripara
Lenisce
Acqua pura e cibo sincero
Per il figlio che torna
Ad indossare i panni
Della casa materna
Non vi è dolcezza
Più profonda
Di quello sguardo
Perduto
E infine
ritrovato.
[13/12, 16:56] Ari:
Lacero Amore
Coi piedi graffiati e
Gli occhi gonfi di pianto
Coraggioso compagno
Di notti solitarie
e lunghi giorni
Senza baci
Eroico sostenitore
Degli innamorati
Degli amanti
Degli abbandonati
Intramontabile sognatore
Che mai perde la speranza.
Povero Amore
Chiuso nel mio petto
Che attendi
E attendi
E attendi
È la sua luce tale
Da vincere ogni attesa
Lenire ogni ferita
Premiare ogni coraggio
Che il tuo sorriso sorga
Ogni giorno a venire
Più luminoso ancora
E rivolto al domani.
[13/12, 23:23] gavi:
Nel nostro amore
Dentro ai nostri respiri
Amavano percorrere strade
di lenzuola stropicciate
Oggi appendo alle ore
La tua voce
Culla da stirare
Ricchezza da tacere per non offendere la povertà
A volte mi perdo tra
alberi spogli e volti spenti
Ma alla sera
il profumo della luna
sembra rallentare il mio tempo
ed allungare i ricordi
su quel lontano volo
di allodola
Sotto un cielo
bagliore di seta
tra fustaie e cedui
Torneremo
In un canto d'autunno
appoggiati al muschio e al larice.
[14/12, 19:13] Ari:
Avrai le mie braccia
E, guardandomi negli occhi
Troverai quel profondo
Dove perderti.
Torneranno quei lunghi sentieri
Di sospiri
Quando
Nuda tra le mie braccia
Mi insegnavi a
Cogliere stelle
Per fartene dono ed adornarne
Le nostre ore.
Tornerà la bellezza
Di un mattino
del tutto nuovo
Da assaporare
In due.
Avrai le mie braccia
E, guardandomi negli occhi
Troverai quel profondo
Dove perderti.
[14/12, 19:55] Ari:
Diafana notte
Mio rifugio solitario
Lascia che ti parli
Che ti narri le battaglie
Perdute
Lungo i cui bordi
il mio sangue
Ha segnato
Rivoli densi e scuri
In ricordo dei lunghi affanni
Lascia che riviva i colpi
Ricevuti ed inflitti
Lascia che riporti alla memoria
I bui anfratti
Dove giacevo
Senza più forze
E lascia che io
Oggi sorrida
Oggi
Che sulle sconfitte è nato
Un presente di lei
Sua è la luce
La tenerezza
Sua è la completezza
Sua la vittoria
La perenne vittoria
Che prese il mio viso fra le sue mani
E posando le sue labbra sulle mie
Vi disegnò
La via verso la lucentissima stella
Orione
Nostro viaggio
Nostra casa.
[14/12, 20:42] gavi:
Piccole gocce di sudore
A imperlare la fronte
Cadevano sul volto
Mentre un alone di luce
Pareva giocare
Accarezzandoci
ora ora l'altra
Gli occhi riaperti
A ritrovare un sorriso
Un emozione intensa
In un breve attimo
Ad unirci per sempre
Ho scosso dai miei calzari
La polvere dal cuore
In quella costellazione
una nuova destinazione
A te vicino
dopo lunghi anni
di lunghe peregrinazioni
Nel ritorno di te.
[15/12, 18:01] Ari:
Tu sei
Il mio orizzonte
Il ponte sulle mie ore
Il varco tra i silenzi
L'ascesa verso la luce
A te tendo la mia mano
A te dono ogni mio canto
Attorno a te
io sono
Ovunque tu non sia
Io non ho luogo
Né tempo
Né spazio
Né pace
Né riposo
Tu sei il non commensurabile ingresso
L'evento
L'Ascolto
L'Afflato
L'Ampliamento
Il resto
Dove non sei
È spento.
[15/12, 21:22] gavi:
Nonostante il vento
Raffreddi i miei giorni
Nonostante i passi
Mossi ad aspettare
Nonostante il sole
Allunghi ombre sulla strada
Nonostante gli occhi di una schiena
Raccontino la fatica di un tempo
Dentro questa nebbia
Che fa dell'orizzonte
Un tavolino coperto
da una tovaglia provenzale rossa
Sistemato come un segreto nella veranda
Tra rametti
odorosi di pioggia
Ti porto con me
come un sorriso
ad accompagnarmi
verso casa.
[15/12, 21:49] Ari:
Saprò essere casa senza essere
La tua dimora
Saprò essere tua
Senza averti
Saprò essere il necessario
Pur con le mani vuote
Se la mia vita è
Il tuo pane
Ti sia grato
Questo cibo di me
Ogni giorno.
[16/12, 00:14] gavi:
Riflesso maggiore alla mia anima
Fotografia interiore
Emozione nascosta
Fantasia che traspare
Sentimento che spazia
Suggestione che scuote il cuore
Espressione e ricordo
Voce di poeta che illumina e colora le mura del mio tempio.
[16/12, 08:27] gavi:
Rugiada di freddo mattino
a bagnare foglie e strade
Il cielo è un fiore da sfogliare
petalo dopo petalo
Perfetto nel suo cuore
Perfetto nel suo colore
Perfetto nel suo dolore
Perfetto nel dono che fa di sé
In questo gesto
Il mio pensiero cade e rinasce dentro te
In quella comunione d'anime
Che ci fonde
in un unico volere.
[16/12, 11:18] Ari:
Il cielo grigio stamattina
è un soffuso cuscino
Sul quale poso i miei pensieri
per porgerli a te
L'inverno mi parla di quiete
Di riposo
La poca luce che filtra
Fra le nubi
Mi accarezza
Ma dentro ovunque
Tu ardi
Estate perenne
Dardeggi
Infuochi
E sono fiamme
che non si estinguono
Nell'inverno di mia vita
Tu allunghi le mie ore
E abbrevi i miei giorni
E su questo sfrenato galoppo
Io saprò domare
Il selvaggio destriero del destino
Che porgerà il capo alla mia mano
Alfine mansueto
E ci renderà
Ciò che ci aveva rubato
Avremo tempo
Per noi
Avremo un luogo
E d'improvviso l'inverno fiorirà
Del profumo dolcissimo
Dei calicanthus.
dal 3 dicembre al 9 dicembre
[3/12, 00:18] gavi:
Anche senza vederti ti guardo
Sul finire della sera
Poco prima che giunga il sonno
Nei nostri letti diversi
I nostri sogni ci avvicinano
Oggetti nella stessa tasca
Il vento soffia stelle filanti
Canto di misteriose parole
Sussurrano al mio orecchio
Ancora una volta
Per muovere le nostre anime
e legarle.
[3/12, 00:35] Ari:
Se un pensiero ti prende
e ti porta lontano
E non sai da dove venga
sono io che sto usando le nuvole
per farti solcare il cielo
ed arrivare sino a me
Se senti un soffio di vento
Che ti accarezza una guancia
sono io che che muovo l'aria
per toccarti gentilmente
con la più lieve delle carezze
Se senti un peso sul cuore
come un interrogare indefinito
mentre il sonno ti piglia alla fine del giorno
Sono io che sempre ti chiedo dove sei
Ma se senti un bel giorno
Un vuoto nella tua vita
Guarda al tuo fianco
non troppo lontano
Perché io li sarò
Con le tasche piene di sogni
e di giorni a venire
Per depositarli ai tuoi piedi.
[3/12, 08:24] gavi:
Anche un vecchio scontrino
dimenticato nelle tasche
Ha una storia da raccontare.
È un freddo mattino
Cammino e respiro
E il respiro è vapore condensato
In un assenza di cielo
Ti porgo uno straccio di nuvola
I miei cinque sensi partecipano
a crearti di nuovo
Davanti a me
Benché tu sia distante e lontana
Dentro una tazza di caffè
Il calore di una tua carezza.
[3/12, 11:12] Ari:
L'inverno sta cavalcando le nuvole
con grande forza
orda scomposta nei pascoli del cielo
Mi aggrappo alle redini dei ricordi
di quell'inverno lontano quando
tra estasi e follia
Gettavamo tanta vita alle ortiche
Ma oggi
il condottiero delle nostre ore
ha ritrovato la dolcezza perduta
Che il nostro fato
alfine
abbia pietà delle nostre anime
prigioniere di noi?
Il disegno che è stato scritto
sarà presto nostra salvezza
e viatico
Sulle labbra
Ritrovate.
[4/12, 08:10] gavi:
Cammino per le strade
con i lampioni accesi
nel traslucido della pioggia
l'aria a farsi senza tempo
Dicembre accende piccole luci festose
ma aggiunge ombra
alle proprie solitudini
Ed io che oggi il mio tragitto
è stato proiettato come un proiettile
che attraversa il vento
mi ritaglio un angolo
che sia propizio a chi sospira
In quelle traiettorie di vita
che il mio cuore va seguendo
cerco il tuo pensiero
che mi parla
anche senza dire
In quei passi che corrispondono
da una sfumatura all'altra
dirti
anche questa mattina mi son svegliata
e ti amo,
[4/12, 10:58] Ari:
Io sono la tua luna
E ti accompagno
In ogni attimo
Del tuo cammino
Ti rifletto
Vivo della tua luce
Delle tue esplosioni
Ricevo la tua forza
E la trasformo
E nell'immenso
Profondo
Oscuro della notte
Il mio pallido volto
Diventa reale
E grida alle vastità
Siderali:
Io esisto perché
Tu esisti
Dalla stessa materia
Forgiate
Ti fai vita
Così noi solchiamo
Questo cielo senza tempo
Incatenate
Dalle stesse stagioni
Emanazioni
Gemelle
Dell'amore.
[4/12, 14:32] gavi:
Sei tu il poeta
che scrive sul bianco foglio
del mio pensare
Sei tu la voce e parola
Di quel che il mio orecchio
ama ascoltare
Sei tu il sacerdote e il custode
che vigila
sulle mie voglie di carne
Sei tu lo scienziato che studia
la geografia delle mie mani
che smuove l'orizzonte
a mettere nuova veste ad un cielo
nudo di parole.
Sei tu
la nostalgia di un calore gravido d'amore
Come questo sole di dicembre
che sfugge via non appena
pensi di averlo afferrato.
[4/12, 20:24] gavi:
E io ti penso come il vento
vento che sussurra agli alberi
che canta tra le onde del mare
Vento che per valigia ha il profumo dei fiori
vento viaggiatore che mescola
le nuvole alle stelle
vento discreto che asciuga le lacrime
e cura le ferite
Vento che mai tace
e non mi importa
se non posso raccontare le sue storie
Mi importa solo che sentì tu
[5/12, 09:01] gavi:
Non tutte le attese son zoppicanti,
Il mattino si muove a grandi passi
Tra i cipressi e l'orizzonte
mi ritaglio un attimo per pensare
Dicono il pensare sia la fonte del potere
E in questo pensare ricamo un po' d'amore
dicono l'amore sia la felicità degli dei
E tu che ogni giorno mi porti
a banchettare con loro
Forse un giorno mi chiederanno
del nostro amore
Magari a nessuno importerà
o forse ci sarà un ragazzo cieco
che guardandoci ci indicherà col dito.
[5/12, 16:41] Ari:
Gli orli di luce
che dipingono il cielo
sono balaustre bianche
Sull'infinito della tua mente
Che disegna mitologici incanti
Geroglifici arcani
Mistici cavalieri
E destrieri volanti.
Mi affaccio
E respiro
Un' aria inedita e
Rarefatta
Che mi accompagna dalle sartie
di un galeone spagnolo
a solcare le acque turchine e cremisi
Dell'oceano spumeggiante
delle tue visioni
Ma tra quei flutti
Altissimi ed ondeggianti
Mi chino e dal profondo
Colgo un etereo bocciolo
Fresco ed aulentissimo
Frutto del tuo grande cuore.
Tra le mani lo stringo
Alle labbra lo porto
E ne spio il profumo
E ne assaggio
Il colore
Ed è come perdermi
Tra le nostre lenzuola
Dove tre le tue braccia sento
Il tempo mio fiorire
E tra le tue gambe bevo
Il calice ineffabile
del nostro eterno amore.
[5/12, 18:59] gavi:
Nel pomeriggio
Finita la pioggia
Il cielo appariva come un blocco calcareo
Un velo di affabulazioni
leggero
Impalpabile
Perennemente mutevole
Il mare gridava
Sul suo pelo
Mille cavallucci danzanti.
Sono il racconto dei nostri sorrisi
Da prendere a piccoli morsi
Mentre una voce mi sussurrava
Sei sempre tu dentro un istante
A disegnarmi uno spazio grande
Mille volte raccontarci i pensieri
Sarà forse l'eredità di Ieri ?
Arianna ti amo ! Sta scritto
Il vento quando soffia
Solleva i capelli
Lui custode dei ricordi ribelli
Ma il tempo scivola
come una biro
Come una biglia d'inchiostro
Rotola.
Arrivata a casa
Mi accoglie una strada di sole
E penso
Un giorno mi hai detto che eri felice
Vorrei chiederti
lo sei sempre ?
O qualche pioggia di troppo
Ha bagnato le tue rose ?
[6/12, 00:12] gavi:
Quando leggo le tue parole
è come se il cuore si aprisse
a farsi incavo sulla pietra
varco dentro una nuvola
conca per ricevere l'acqua battesimale
O come note espandersi sulle pareti
L'amore che entra è come la musica
E la musica è arte immateriale
per definizione si sa
Le tue parole arrivano come respiro
come aria
come spirito in grado di vestire
forme diverse
Libere da ogni forma di condizionamento
se non quella di seguire ciò che detta un emozione
A volte hanno la leggerezza di una piuma
e la potenza di un tuono
la forza di un carro armato
e la velocità di un fulmine
A volte antiche
a volte futuribili
Perché semplicemente mi arrivi così
come il suono di un battito
come il suono di questa pioggia
dentro un continuo fluire della vita.
[6/12, 11:22] Ari:
La poca luce del giorno
Filtra dalla finestra
Lenta e pigra
Allunga la sua mano a toccarmi
Con un gesto gelido e rattenuto
Io, gli occhi chiusi
Mi abbandono
All'inverno
Nella mia casa calda
Che profuma di buon cibo
Riposo le membra stanche
E sono le tue braccia
Ad accogliere
Il mio mattino
Ferme calde
Frementi
Quasi mi scuoto al contatto
Ma ancora più mi rifugio
In quel tocco agognato
Ancor più me ne avvolgo
Dall'universo remoto
Ricevo il dono di averti
Pur se lontana
E del sentirti accanto
Cibo le ore vuote
Che dal tuo tocco impalpabile
Ma fortemente vivo
Vengono accese
Fino a sentirmi fondere.
[7/12, 08:14] gavi:
Al mattino la luce è rifratta
In un angolo il cielo posa nuvole
davanti alla stufa
La malinconia di una coincidenza mancata
Sono il racconto di un ragazzo
in piedi sulle pareti del vento
Gli studenti dopo una breve pausa
riprendono lo zaino
E la gente ricomincia a sbuffare
davanti ai semafori e agli stop
Ogni giorno percorriamo
chilometri di parole
Nel nostro raccontare
non siamo poi così diverse
da un deserto
Dentro quel deserto
Noi siamo mortali
Ma il nostro amore no.
[7/12, 08:23] Ari:
Noi siamo un ponte proteso
sopra quel deserto!
Abbiamo voce che giunge
lontanissimo
e la nostra mente è un vortice
che annulla le distanze
Chiedi aiuto alla forza
dell'amore
credici fino in fondo
E ti darà ogni risoluzione
E la tua vista sarà
chiara e precisa
Dissiperà le ombre e le incertezze
L'amore che ci muove
è infinito di certo non teme
nessun singolo giorno.
[7/12, 16:40]Ari:
E sarà un'ala bianca
Che mi porterà sulle tue labbra
Un volo veloce
Su tutti gli anni perduti
Su tutte le lacrime cadute
ad annegare un tempo
Che era nostro
Ma è stato inabissato
Quando mi vedrai
Oh, sorridi!
E tendimi la tua mano.
Vi poserò sopra
Il succo
Della mia vita.
[7/12, 20:44] gavi:
Come panni messi ad asciugare,
Così le nostre parole stese davanti al camino
Per sciogliere i nodi sul mio abdicare
Per dar calore ai nostri inverni di assenza
Ti sorriderò?
Tra fogli di cielo
E foglie di ramo
Nell'abbraccio che meritiamo
Il cuore ancora a dirmi
Senti che bel rumore....
[8/12, 19:09] Ari:
Avverbi d’amare
Interrottamente
Irrimediabilmente
incessantemente
ineluttabilmente
irreparabilmente
inevitabilmente
irresistibilmente
infinitamente
irreiteratamente
inquietamente
inenarrabilmente
inveteratamente
Irreducibilmente
istrionalmente
[9/12, 08:26] gavi:
Tra un cielo perla e l'asfalto diamante
Parcheggio il cuore in angolo del mondo
Oltre le mie stanchezze
Consegno al vento l'intreccio dei pensieri
senza sosta
senza turbamenti
senza fallimenti
senza sbalzi d'umore
Andando verso l'universo
delle nostre amabilità del corpo
dello spirito
della mente
Dentro un fiato il racconto del futuro
sintomo e figlia della nostra tenerezza.
[9/12, 15:50] gavi:
Una leggera pioggia
breve come un saluto
mi bacia le labbra
Il vento prende a schiaffi
una zolla di terra
Ed io in questo freddo pomeriggio
mi ritrovo
a carezzare il muschio
Quest'anno è sorto
anche dove non era solito abitare
sui marciapiedi
sul ciglio della strada
all’ombra dei muri
Il mio sguardo si perde
in un piccolo sentiero
come mappe e labirinti
su quel che non vedi ma puoi solo sentire
Su di una corteccia
una forra
dove vive ogni cosa
più antica dell'uomo
e dove vibra il mistero.
[9/12, 17:07 Ari:
Io, la luce, ce l'ho dentro
Nei profondi recessi
Dove ben poco arriva
Dove
per giungervi
Serve coprirsi
Di spine
Strappi e lacerazioni
Dove
per poter restare
Serve essere tigre
Drago
Falco
Lì
Quando spalanchi l'uscio
Senti irradiarsi
Una nenia antica
Dai gitani sapori
E mentre ancora
Hai sabbia nei calzari
E la gola riarsa
Dalla solitudine
L'abbraccio e il sorriso
Di una madre
Si prendono cura di te
È quella luce
Che rischiara
L'oscura notte solitaria
Del mio letto
Abbandonato
Lì, la celo con cura
per portarla a te
Perché tu sei
La sua
Divina
Sorgente.
[9/12, 20:40] gavi:
Dentro quel sorgere
Con segreta dolcezza
Al mio cuore parlerà
La lingua che dà i natali
Ad ogni vagito
Dove tutto è amore e delizia
Meraviglia e pianto
Ogni pensiero vagabondo
troverà riposo
Per lenire la sete
E soddisfare ogni desiderio
Accorso
ai confini del cielo.
dal 29/11 al 3/12
[30/11, 19:20] Ari:
Oh, fammi aria di roccia!
E alle mie mani rendi
Un vento che costruisce
E acqua solida e resistente
Che io possa calcare
Questo ponte di fede
Fino a toccare
Tremante
La tua mano
E se lo senti
Pur così lontana
Ciò che stravolge
L'ordine delle cose
E non si cura
Delle leggi mortali
Esso è il selvaggio frutto
Lo sconosciuto verbo
Delle profondità stellari
Che nel mio
grembo accoglie
L'anima tua a
Fiorire.
[1/12, 00:29] gavi:
E in quel fiorire
L'amore stesso deve pur venire fuori
Vento del mio cielo
Acqua dello stesso mare
Pietra del mio sentiero
Zolla della mia terra
Solco del mio deserto
Sentire del mio sentire
Vita della mia vita
Mi unisco a te per l'eternità
Con l'amore perfetto
E senza collera
Arriveremo nella passione
Pura o perversa
E se le nostre labbra hanno perso memoria del loro velluto
L'antico verbo ci riporterà verso quei baci che restano sempre .
[2/12, 00:02] gavi:
Fumo una sigaretta
una nuvola crea
e insieme ad essa
un immagine somigliante a un volto.
La notte scorre
se pur il freddo punge più di uno scorpione
quanto può sembrare dolce
se nei cieli appare un caldo tuo sguardo
Le poche stelle nel firmamento
trapuntano l'aria
sono occhi a vegliare un amante
E il mio letto stasera somiglia a una tua carezza .
Poche parole mi tengono compagnia
Pensavo
poco importa se siamo noi
figlie del caso
figlie di un appuntamento
o di un destino.
Ciò che conta è che siamo due anime che si necessitano reciprocamente.
[2/12, 00:11]Ari:
Noi siamo i due volti
Di un'unica causa
Dal remoto
Al presente
Fatte simili
Se pur lontanissime.
Come se una legge
Si trovasse
A creare se stessa
Lievitando
Dai nostri incontenibili baci.
[2/12, 08:24] gavi: Piove
Piove dannatamente
L'acqua corre per le strade
Nelle griglie a cantarne il suono
Può il sangue essere odore senza macchia?
Provo a scrivere un aria d'amore su questi cristalli
Che ti giunga
Come un effluvio fatale
Un musicato mascherato che nessuno
Se non tu , può sentire .
Buongiorno amore, un bacio bagnato e umido a lambire la terra del tuo pensare
[2/12, 14:39] gavi:
Viola
Senza fiorire
Senza morire
Sempre fresca al vento che la maltratta
A fiorire tutte le speranze di queste ore
Ore che si susseguono come un armata di guerrieri ansimanti
Viola
Con una carezza vieni tu
a profumare il mio pensiero
E dar ristoro e riposo a questi miei piccoli affanni.
[2/12, 16:39] Ari:
La casa senza ricordi.
La mamma si è addormentata
Due vite
Tre piani
Ti volevo raccontare
Delle stelle
Ma l'acqua del lago
Non è mai dolce
Però, sono ancora vivo.
[3/12, 00:18] gavi:
Anche senza vederti ti guardo
Sul finire della sera
Poco prima che giunga il sonno
Nei nostri letti diversi
I nostri sogni ci avvicinano
Oggetti nella stessa tasca
Il vento soffia stelle filanti
Canto di misteriose parole
Sussurano al mio orecchio
Ancora una volta
Per muovere le nostre anime
e legarle.
[3/12, 00:35] Ari:
Se un pensiero ti prende e ti porta lontano
E non sai da dove venga, sono io che sto usando le nuvole per farti solcare il cielo ed arrivare sino a me..
Se senti un soffio di vento
Che ti accarezza una guancia, sono io che che muovo l'aria per toccarti gentilmente con la più lieve delle carezze .
Se senti un peso sul cuore, come un interrogare indefinito mentre il sonno ti piglia alla fine del giorno
Sono io che sempre ti chiedo dove sei.
Ma se senti un bel giorno
Un vuoto nella tua vita, Guarda al tuo fianco, non troppo lontano
Perché io li sarò
Con le tasche piene di sogni e di giorni a venire
Per depositarli ai tuoi piedi.
[3/12, 08:24] gavi:
Anche un vecchio scontrino dimenticato nellle tasche
Ha una storia da raccontare.
È un freddo mattino
Cammino e respiro
E il respiro è vapore condensato
In un assenza di cielo
Ti porgo uno straccio di nuvola
I miei cinque sensi partecipano a crearti di nuovo
Davanti a me
Benché tu sia distante e lontana
Dentro una tazza di caffe
Il calore di una tua carezza.
[3/12, 11:12] Ari:
L'inverno sta cavalcando le nuvole con grande forza, orda scomposta nei pascoli del cielo
Mi aggrappo alle redini dei ricordi di quell'inverno lontano quando, tra estasi e follia
Gettavamo tanta vita alle ortiche.
Ma oggi, il condottiero delle nostre ore ha ritrovato la dolcezza perduta.
Che il nostro fato, alfine, abbia pietà delle nostre anime prigioniere di noi?
Il disegno che è stato scritto sarà presto nostra salvezza e viatico
Sulle labbra
Ritrovate.
29 novembre
29/11, 18:52] Ari:
Piove
E fa freddo.. amo l'inverno.. mi piace, è già buio, la notte mi avvolge e mi tiene compagnia.... il pensiero di te sorvola le nuvole, in viaggio verso il mare..
La tua pelle bianca nel buio è la mia luna, la mia personale, privata unica luna.
[29/11, 18:58] Ari:
Sul tuo suolo
O Selene
Infiggo
Il mio sigillo
Il mio pennone
Invincibile
D'amore vessillo
E di piacere
Padrona
Mia luna
Unica luna
Il mio canto
Sarà il tuo grido
Bianco
Nella notte.
[29/11, 20:48] gavi:
Anch'io io a volte mi sento come un buon pane nelle sue lunghe ore di lievitazione come vento che gonfia le vele
come materia che espande l'universo
come un cucciolo che cresce nel ventre materno.
Forse accade perché da tempo ho smesso di essere stupratore di me stessa
Forse perché questo dolce volerti è diventato nettare di fiore
e tu ronzi sui miei petali
perché ti muovi nell'ora dei corpi senza spazio
nel limbo dell'attimo senza tempo
Perché sei voce di saliva che ricama le mie ore
che spoglia le mie nudità e disegna sulla mia pelle impronte di infinito
E quando dico ti amo è perché amo te e in nello stesso tempo
amo me stessa.
[29/11, 21:11] Ari:
E noi nutriremo noi stesse
Di latte e miele
E dove dimorano gli dei
Costruiremo la nostra casa
Dalle pareti dorate dal sole degli spazi immensi.
E a notte fonda
Quando le mie labbra racconteranno
Alla tua pelle senza più resistenza
Il canto delle mille lune e dei cento soli
Allora guarderai dritto negli occhi
L'universo
E lì, marchiato a fuoco
Leggerai
Il tuo viso nel mio viso
Uniti
Nell'estasi
Che non
Conosce
Fine.
25-28 novembre
25/11
Gavi
Gli uccelli oggi
volano
camminando per strada
a sfidare il loro destino
E mentre camminavo
alla ricerca di un particolare
che mi rubasse lo sguardo
mi son vista
salutare un ombra
Sin dove arriva la vista
regnano gli attimi:
da un altra parte è notte
altrove è giorno fatto
qui è autunno
da qualche altra parte è
una distante primavera
Ma dentro
una pozzanghera di cuore
oggi
poggio il mio
piccolo amore.
08:24
Gavi
Siamo noi la carta
Radici dello stesso albero
Se non pulsa è perché è inciso
Delle volte mi arrivi così
Come un emozione
che mi tatua la pelle.
12:06
Ari
Bruciante e sottopelle
Quando ti si chiude
la bocca dello stomaco
e ti senti grippare le viscere
Si, è così....
12:14
Ari
Mille rivoli
Di parole
Di luce
Di significati
Di intenzioni
Di domande
Mi attraversano
Come la nebbia
Di novembre.
Puo L'amore sbagliare?
Ombre trasversali
nascondono
la Via
Ai nostri occhi
Offuscati
Da impietose
Illusioni.
Sa, l'amore,
Mentire?
Fuggire?
Negarsi?
Pur a Sua immagine
E somiglianza
Restiamo
Mota
Senza perfezione
Può
l'amore sbagliare
Mentire
Fuggire
Si, può
Ma rime di
Luminoso sangue
Levigheranno
In eterno
La guancia Del Cammino
segnato
Sull'agognato ritorno
Di mota
illuminata
Dalla conoscenza
E dal santificato rimorso.
17;18
Gavi
L'amore sa dichiarare pensieri per denunciare i nodi e gli snodi
Attraversando i dettagli
Tagliandoli in pezzetti comodi da mettere sul tavolo
A svelarne una volta per tutte
L'essenza
Noi
Compagne di deserto
Fin troppo saturo di cose, di attese,
di complicità negata
La consistenza molle lasciata agli inferi
Se esistono
O comunque alla profondità'
Che fa del nostro pensiero scioltezza verso l'extrasensorialita' .
17:57
Ari
Deve essere.
Deve essere vento
E sperderà le nubi
Deve essere pioggia
Che fiorirà il deserto.
Deve essere un'eterna
Aurora
Che dipingerà
La notte con i boccioli
Di giglio
Del tuo bouquet
Nuziale
Dovrai essere
Tu
A bussare Alla mia porta
E le mie lacrime
Impazzite di gioia
Ti saranno
Lucente
Bianco
Eterno diadema.
18:15
26/11
Gavi
Oggi le parole son biglie impazzite di un flipper
come la tosse mi rimbalza il respiro
anche loro saltano e non si fanno prendere
i semafori stamattina sembrano confusi
auto e pedoni si muovono sullo stesso verso
Il sole è timido e accende un piccola luce sull'orizzonte, ma la pioggia continua a cadere
Fa freddo.
Provo a bere un tuo pensiero dentro una tazzina di caffè
per ritrovare un piccolo tepore
dentro una carezza.
08;24
Ari
Il cielo ha bisogno del sole
per essere azzurro:
senza sole qui sarebbe tutto buio
ed i pianeti non sarebbero
che biglie giganti perdute
da chissà quale mano distratta
Mi prendo la carezza dal tuo caffè e me la poso sul viso
Penso che tu sei la luce
della luce
il sole
di ogni sole
Ed io sono la tua pallida luna.
09;22
Gavi
Un po' siamo come le foglie di novembre...
Cadute
cambiate
calpestate
Ma a guardarci meglio forse
Siamo ancora più belle
Con sfumature
e ancor mille storie da raccontare
dentro quel soffio
che sempre mi innamora
Quando ogni goccia di pioggia è un tuo bacio
Ogni foglia caduta è una storia
Mentre camminiamo
Noi
È una musica commovente
Un morire seminato ricomposto
In propensione alla forma
Ma con gli occhi a volgersi dentro
Nell'aprirsi del cuore
Dalla parte dell'anima
Nei campi rifioriti.
16;09
Ari
E rido
nel tuo sorriso
E nel tuo pianto
Mi commuovo
E vedo
con le tue parole
E scrivo
Con le tue intenzioni
Esisto
Nel tuo respiro
Progetto
Del tuo
Creato.
1701
26/11
.Ari
E, mentre il quotidiano
si stritola
liscio e quasi tranquillo
tu sei
il nastro di seta rosso e d'oro
che rende preziose
le mie ore...
12;30
Gavi
Mi son morsa un labbro
un po' forse per sentir meno
l'assenza di un tuo contatto
di carne
Un nuovo modo
forse
o forse
un nuovo mondo.
18;10
Ari
Ecco
Ascolta
Ascolta le mie mani
Ancelle devote
Intente a raccontarti
La novella della sera
Una sera
Di novembre
Intima di silenzi
E penombre
Che stende ai tuoi piedi
Un tappeto ricamato
Di piccole viole e
Non ti scordar di me
Dagli occhi di mare
Ecco
Ascolta
Il silenzioso sorriso
Sulla lontananza
Planato
A stringere con le tue stringhe
Colorate
Ineluttabili promesse.
Ecco
Ascolta
Ascolta sul tuo viso
La mia mano
A incidere versi
Leggeri
Per mai dimenticare
I nostri nomi.
20/06
Gavi
Scricchiolano le ossa
Nell'ascolto
Ogni volta
La parola diviene diversa
Un secolo Intero scorre dentro lei
Nei suoi movimenti
Sa essere unicità
Nel crogiolo di questo pathos
Lei è là
nel punto archimedico
Sfuggente ad ogni presa
Ma più vera di ogni linguaggio
Le voci
della speranza e del nulla
si accavallano e si inseguono
A ricordare i nomi
Ancora una volta
e sempre
a riconoscere la voce
che governa l'universo.
20;48
Ari
Le voci della speranza
E del nulla
In titanico conflitto
segnano di saette
L'orizzonte.
Pur lì
Io
cerco tenerezza
Cerco morbidi
Lembi
Angoli di lento
Accorrere
Al richiamo
Cerco una certezza
D'isolana
Costa
Al maestrale
Liberate
Le ginestre
Per adornare
I tuoi capelli
Di vento.
20:58
[28/11, 11:49] gavi:
Un saluto brilla nella chiusura della sera
e gli occhi a misurare la profondità di uno sguardo lontano.
In un motto echeggia la speranza
Chiedo al custode se la notte muore.
Resta il tempo che rimane.
Si respira l'attesa del mattino,
una porta da ritrovare,
da riaprire prima di lasciare
nel volo
ombre e zavorre.
[28/11, 12:14]
Ari:
Scrivi un ponte
Col bianco marmo
Della speranza
Incidi
Con la tua penna laser
parole
Sull'acciaio del tempo
Il luogo che sarà
Nostra casa.
Di noi sono fatti
I nostri sogni.
[28/11, 14:55]
gavi:
Il freddo ripete un essenza di roccia.
Forse è questo un inverno anticipato
Entra nella gola insieme al cielo
Guardo per terra
Ma lo sguardo mi chiede di portarlo in alto
Anche se lassù disegna nuvole di sogni impossibili
Noi tra le ossa e l'essenza della terra.
oltre le vene
rito e dimora
gioia e soccorso
Non saranno facili i conti
E neppure i contorni
Dei nostri anni perduti
Ma è un freddo che
oltre i secoli
mi parla
In un pomeriggio di novembre
[28/11, 15:21] Ari:
Un freddo che le mie braccia
Le mie labbra
Saprebbero come sciogliere
In caldi rivoli d'amore.
Questa gelida morsa
Che afferra
Acque tropicali
Poi
sarà ciclone
È una legge di natura.
Quando ciò che deve aver luogo
Non ne trova
Alla fine raggiungerà
La forza
Per abbattere muri e schiantare catene.
I conti
Non sono mai facili
Ma può un'esistenza
Uscir di scena
senza aver pagato il proprio?
Quella mano
Che richiede il dazio
Non è altrui
Ma nostra.
A noi è dato
Da un Dio
Immenso ed
Indecifrabile
D'Esser giudici
ed esattori
di noi
Stessi..
E noi obbediamo
A questa divina comanda
Colmi di paure
Ancestrali.
Mentre sarebbe così facile
Aprire gli occhi
Un pomeriggio di novembre
E vedere
Finalmente vedere che
un'unica via è
Inondata di luce.
22-24 novembre
[22/11, 18:41]
gavi:
Sembra un tempo infinito
Serata in salita
Nello starti distante
Si fa sentire la fatica.
Un po' scappo, un po' mi nascondo
Cercando in quelle poche parole che fanno tremare il cuore un ' istante che renda eterna l'emozione rinchiusa in un solo secondo
[22/11, 18:54] Ari:
Salite di
Passi
Così lenti
Che sembrano
Mai raggiungerti
Si fugge
In silenzio
Il ricorso
Delle ore
Il tempo si nasconde
Dietro l'orlo
Della sera
Ci ritroveremo
Ad un passo
Il viso
Nel viso
Il verbo
Sarà respiro
Le labbra
Saranno verbo.
[22/11, 19:37 gavi:
Le tue parole
Sottofondo alla camera da letto
Nella lussuria che si fa carne
Nel ventre
complice e gemello sguardo
Dentro una pioggia calda
Culla ed estasi
del nostro sentire
[22/11, 19:46] Ari:
Sarà
Un canto
Di mani
Un'oasi
di labbra
Negli occhi
Il battito delle ore
Sulla pelle
L'anima
Ritroverà
La sua casa
Non lasciarmi
No
Non lasciarmi
Andare via
Mai più.
[23/11, 21:03] gavi:
Più delle mie parole,
saprebbero fare le tue lenzuola.
Il nostro letto saprebbe raccontarti meglio, dentro ad una notte,
quante volte mi sono addormentata donna alla sera,ù e risvegliata
bambina al mattino.
Forse non hai conosciuto il tempo
delle mie giovani mele,
forse abbiamo sbagliato epoca,
perché in fondo ci ritroviamo un cuore d'altri tempi.
E in questo tempo errato,
nonostante i mille graffi nel cielo,
ogni giorno scriviamo il sentimento
del tempo di noi stesse.
Tra il disparire e il fiorire.
Quanta vita scorre sotto le nostre parole, e tu che ultimamente mi dai
tanto da ricordare,
in quel salvare un posto nel cuore, nell'amore che ci lega
invisibili al più .
Ho come l'impressione
di viverti da sempre.
E ti penso anch'io
in mille modi.
[23/11, 21:18] Ari:
E mi ha usato
come carta da lettere
e con l'inchiostro rosso
hai vergato
sulle lenzuola del mio cuore
parole che raccontano di giorni
che non abbiamo avuto ma
che abbiamo vissuto lo stesso
nelle nostre intenzioni
Perché noi siamo il sale della terra
noi
siamo le voci
che cantano
la speranza.
[24/11, 08:33] gavi:
A volte è l'auricaria a parlarmi
altre volte lascio che siano le nuvole a farsi vele del mattino
Oggi il traffico appariva lento
e sul viale dei pioppi erano
piccoli soldatini in punta di cima
L'inclinatura di un pino a darmi
il benvenuto,
Nelle rotandita' di una siepe la pacatezza di in pensiero
Nelle strade bagnate tace
persino il vento
Tra un battuffolino di luna
e l'apertura del cielo
ti lascio un bacio
non troppo distratto.
[24/11, 16:20] Ari:
Non sono lacrime
Quelle che scendono dal cielo
A baciarti
Ogni giorno
Ma la benedizione
Dalla mia mano
Alla tua immacolata
fronte
Santa d'amore.
[24/11, 16:35] gavi:
È pietra dura che non si modella
È un onda d'urto che si oppone agli abbandoni
È una caverna inaccessibile a chi vorrebbe catturarne la luce
È sabbia che scivola tra le dita
di chi lo vorrebbe fermare
È una vetta invalicabile per chi lo vorrebbe imitare
Ma noi sappiamo che è un incavo per ricevere carezze
È un cristallo che come un caleidoscopio riflette mille colori
E sappiamo che quando una piccola tristezza si affaccia al suo cielo
il nostro amore, nonostante gli anni,
Si è fatto più forte e nobile
quando vuol volare sa e può diventare polvere di stelle.
[24/11, 16:46] Ari:
Sono stati gli anni
È stata la lontananza
A forgiare di noi
Questa pietra
Di luce
Senza tempo.
[24/11, 16:59] gavi:
Non so cosa sia stato,
solo vedo che quel sentire di una volta
si ancor più amplificato
e ha messo le radici
dentro me.
[24/11, 17:12] Ari:
Due grandi alberi
con un unico cuore.
Un'unica radice.
gavi
Nel vento della vita
Spesso umiliata e
gelosamente imprigionata in esistenze fatte di estraneità,
Oltrepassi,
Tra le pozzanghere
E la mota,
la soglia fulminata
E ti fai monito e condanna di chi rinnega il tuo volare.
Scoprendo il tuo volto più vero
Sei il filo tramandato della memoria e,
Quando ogni cosa si fa sacra, ricevi il soffio di Dio
Nel tuo corpo che si fa custode dello spirito.
Donna di ogni tempo
Qualcuno ti vede ancora come l'ala minore
Oppure come una perdita d'amore
Ma
Nomade o sovrana,
Illuminando il cielo di astri tremuli e antichi segni,
Sussurrata dall'universo,
Sei in eterno
Il bacio del creato, .
[17/11, 14:27]
Gavi:
Come un guerriero torna dalle sue battaglie
Con abrasioni e ferite
- che rocce vulcaniche hanno leso la sua pelle -
In cerca di un luogo dove finalmente riposare
Il nostro amore finalmente trova quel luogo in cui sostare.
In cui sentirsi protetto e sicuro .
Quel luogo ha sede nel tuo cuore che abbraccia il mio.
In un unica certezza
Questo è istante è il nostro
[17/11, 14:46]
Ari:
Quel tempo
acqua del nostro battesimo
Si increspa
Silenzioso
su di noi
Luminose
E concentriche
Batte il tempo
Silente
Alle mie tempie
Con la cadenza
Di un pomeriggio
Solitario.
Alla mia bocca
Le tue parole corrono
Ad abbeverarsi
E a spegnere
La mia sete..
Gavi
Nuvole fuggevoli di una domenica così fioca
Nel guardare il volo di due uccelli tra gli alberi
Gli occhi sono un volo di foglie
Poca luce questo sole di novembre
Poco vento a sibillare dentro le finestre
Guardo il cielo
Cercando una rosa che non trovo fuori
La accolgo dentro di me
Che la parola sia
dalla mia bocca
Alla tua bocca
il farsi raccolto di comunione
d'anima e d'amore.
Gavi
Di parole ne abbiamo scritte tante,
è difficile non scivolare sul ripetersi della loro eco.
Oggi mi sveglio pensando...
che è tanto che abiti le mura dei miei pensieri, che muovi i tuoi passi nel deserto della mia mente.
Ti scrivo a piedi nudi e i pensieri son sabbia di bimbi che giocano in riva al mare
Sono ali che attraversano un temporale
È il fumo di una sigaretta che si espande nell'aria
Non lo puoi prendere,
non lo puoi afferrare
Nel lontano orizzonte si mostra l'amore,
in quella parte di mondo
in fondo
il nostro amore non aveva torto.
Gavi
Sono vene incastonate nella pelle
Sono pensieri in volo che aspettano di essere colti
L'orizzonte è una strada
E alla fine della strada
vi è una donna da amare.
Gavi
Bellissima la tua alba,
mi incanta sempre quella piccola foglia appesa
con lo sguardo fermo a fissare lo spiegare del cielo.
Non ho ancora portato i miei occhi fuori, ma sento che piove ...
Ari
Sparso in cielo
Il mio sangue
Forza cosmica
E divina
Nel mio oggi
Il tuo domani
Nel tuo domani
L'orizzonte.
Ari
Come una sposa che attenda trepidante
la sua sposa
celando
sotto il velo l'emozione
che le arrossa
il viso
e le sbianca le mani
sotto la volta della cattedrale celeste
la notte
fremente ed oscura
allora
come ora
è testimone dell'una
che cerca
la sua una
con la luna all'una....
Gavi
Siamo sempre state un eco della parola senza bisogno di chiamarsi,
è questo che sempre muove il battito del cuore e appunto come hai scritto ci fa sedere su di un posto speciale.
Non ti vedo opaca...
come fanno le foglie , così vedo questo nostro tempo
talvolta è un meccanismo di volo
altre è guizzo e volteggio
Un ascoltare giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, attesa dopo attesa
Attesa tra la maturazione e la radice
Che poi diviene fenomeno di fioritura. Perché alla fine lo sai, da sempre abitiamo quel luogo dove ogni ramo scrive sempre l'appuntamento per una nuova figlia
Ari
Un appuntamento l'abbiamo
ogni giorno
ogni ora
Un'attesa
la contiamo
ogni minuto
Perché l'anelito
è quello
di un giglio selvatico
Fiorito
Sulla sabbia calda
Che risveglia
Il suo tempo
Ma di ramo in ramo
si posa la nostalgia
E la tensione
D'amore
Narrato da tanti silenzi
Quante parole
Porpora
Ed oro fuso
Sulle labbra
Di un agognato ritorno.
Gavi
Quanti volti abbiamo messo su quello specchio.
Ma oggi voglio pensarlo con un numero antico
O meglio ancora, come un avverbio che sta ad indicarne un luogo .
Quel luogo che ti ricongiunge alla parte che avevi perduto
Quel luogo in cui il vento sfiora con delicatezza dandondoti la spinta necessaria per rialzarti in volo.
Smagriti i brutti ricordi
Asciugati gli occhi
E in questo ombrello che oggi mi copre i pensieri
A me sembra di sentire il ronzio delle api su fiori di un eterna primavera
Ari
Tu
sei lo specchio
Dei pruni
fioriti di bianco
All'aprile
Della nuova stagione
Della nebbia
Adagiata
sull'orlo
Delle colline
Mentre la terra
Riposa
Del silenzio assorto
Della notte
Nello scorrere
Infinito
Del tempo
Tu sola
sei lo specchio
La scaturigine
Lontano da te
Tutto
Malinconicamente
Ineluttabilmente
tace.
Ari
Potessi
Riavvolgere
L'ala del tempo
L'acqua
Del battesimo
Non sarebbe
Più pura
Di ora
Mille e mille
giorni perduti
Mille e mille
Lacrime versate
Mille e mille e mille
Spine infisse nel mio costato
Io
Un Cristo
Del passato
E tu
Oggi
Lava la tua picca
Nel mio amore
Risorto.
[9/11, 17:03]
Ari:
Il nostro canto a due voci prende sicurezza e si accende di assoli limpidi e vibranti..
tu violino come sempre mi piaceva paragonarti, io chitarra..
con le nostre tremule corde vibriamo all'unisono e rendiamo la sera una conca di armonia e purezza.
Gavi
In quei campo sei...
Sei dentro uno sguardo seduto sulle panchine abbandonate di un parco incustodito
Sei la voce di un libro che come vento mi contamina il pensiero
Sei in quel piccolo fiore appena accennato di prima rugiada
Sei semplicemente sei ,
una ritrovata carezza che dà risveglio ad ogni mio senso
Il calzare dorato
Del giorno
Si ferma
Ad un passo dal risveglio
Incerto
Sulle rive confuse
Ma sogno lascia
E sogno ritrova
Varcando
Il confine
Del tuo campo
Gavi
Il tempo corre senza incontrare le sue pause
Mentre il sole mette oro sul mio viso
Scrivo un bacio nel sorriso
labbra di un attesa Che poco pesa
Sì faccia leggero il pensiero a dirti...
Benvenuto in questo giorno ,mio dolce sentiero
Tu che mi insegni a pensare in versi
Tu che fai muovere i miei passi nei tuoi passi
Nei nostri giorni
Mille chilometri percorsi insieme
Il nostro amore alto poco più di una rosa
Nel silenzio che nutre le parole , camminiamo in viali di cartapesta disegnati apposta per noi
Tu viso di cielo
Io labbra di terra
Che sempre con stupore guarderanno i nostri versi farsi inversi
15/11, 15:02
Gavi:
Mi guardo attraverso un ombra
Guardo me stessa
E lei guarda me
Uno specchio sul muro
Esistiamo davvero ?
Delle volte fa strano esser qualcuno dietro un volto
Indossare un nome che hanno detto essere il tuo
In un angolo di giardino
Osservo un ragno
Nel suo tessere
Avanza
Sosta
Vola
Sto seduta
E mi domando
Qual'e' la trama e qual'e' l'ordito ?
Il tempo ride
Scivola via un altro minuto.
A volte mi vengono a trovare pensieri privi di fondamenta, forse dovrei smettere di fumare, però mi viene da pensarti come quella tela che resiste al vento e alla pioggia...
16/11, 19:04
Ari
Nel silenzio
Tu sei
Nel buio
Nel vuoto
Nello smarrimento
Nel fondo
di una domanda
Nella sera
Di una stanza
Vuota
Nella pioggia
che batte
alla finestra
Nella notte
Senza luna
Tu sei.
[16/11, 19:17]
gavi:
Lo stupore di sentire una lacrima scendermi dagli occhi
Il calore che n'è sortito carezza sul viso
il raffreddore a farmi sentinella dell'arrivo di un tuo messaggio
Fuori tace la pioggia
Sempre mi meraviglia la delicatezza del nostro amore mentre si fa tepore di una parola
Versi inversi
7/9 novembre '21
Ari
Come un filo di perle
deposito
Pensieri viola
Sul bordo
Dei miei giorni
In cammino
Strappo
Saltimbanco
E ribelle
La seta
Che cerco
Si fa rivolo
Al tuo collo
E resto
Diafana
Di luna.
Gavi
Inibito
ogni recondito
bramito
Bevo
E ogni tua parola
Fremito leggero
Tenue
Sottile
Veliero
Bastimento granitico
sul mio emisfero
E il mio cuore
tremante capretto
si fa
Isola d'infinito.
Ari
Il tuo cielo
obbediente
si veste
delle tue parole
Dipingendo
un veliero
di fuoco e vento
sopra di noi
E prostrandosi
su di un ginocchio
a capo chino
si offre
in eterna meraviglia
del tuo inedito
cuore poeta.
Gavi
È acqua
è vento
è tormento
è sentimento
è passione
è emozione
è materia
è spirito.
È una luna distesa
E' un mare appeso
È terra di un alba
È profumo di un tramonto
È la carezza di una sera
È bagliore nella notte
È la sabbia di un bacio
È il canto di un gufo
che ruba una stella
È una spada nel giglio
Mi dici
Amore
Rispondo
È un nuovo volto
ogni giorno.
Ari
Creatura bifronte
Mitologica
Tra la collina
E il mare
Adagiata
E di pietra
Scolpita
Un canto
Di sirena
Di battiti gremito
Interrompe il respiro
Nel vibrare della notte
Il violino
Nella chitarra
trova
il suo incontaminato
fluire
Adagiati
su quella bianca
e ferma lastra
che di te
si farà culla.
8 novembre '21
Gavi
7 novembre '21
Anche oggi
È un sole infradiciato
Cielo un po' imbronciato
La gloria dell'autunno
Nel fiore che non si stanca
di dare il suo profumo
Ari
E tu deponi
Una goccia
Di bacio
Sul mio viso
Di cielo.
Gavi
Zoppicano le ore
Lontano dalle tue parole
Tu che mi insegni a pensare in versi
Tu che fai muovere i miei passi nei tuoi passi
Nei nostri giorni
Mille chilometri percorsi insieme
Il nostro amore alto poco più di una viola
Nel silenzio che nutre le parole
camminiamo in viali di cartapesta
disegnati apposta per noi
Tu viso di cielo
Io labbra di terra
Che sempre con stupore guarderanno
i nostri versi
farsi inversi.
Gavi
Il tempo corre senza incontrare le sue pause
Mentre il sole mette oro sul mio viso
Scrivo un bacio nel sorriso
attesa di labbra che poco pesa
Sì faccia leggero il pensiero a dirti
Benvenuto in questo giorno
mio dolce sentiero.
Ari
Il calzare dorato
del giorno
si ferma
ad un passo dal risveglio
incerto
sulle rive confuse
Ma sogno lascia
e sogno ritrova
varcando
il confine
del tuo campo.