29 aprile 16;01


il 4 aprile è poi regolarmente arrivato e poi, altrettanto regolarmente è passato.
ho preso l'aereo e sono stata la' in quella casetta che sì, avevo visto bene, è stata molto più comoda di quella precedente.anche se il soffitto della prima non ha paragoni, è inarrivabile, così costruito a volta a sesto ribassato, tutta in pietre vive, di certo antiche ma anche ben mantenute..
l'atmosfera di quella prima casetta non c'era, nella seconda.
ma quella mancanza veniva ripagata da una serie di comodità di cui avevo sentito fortemente la mancanza, durante il mio primo soggiorno..


sono stati giorni ricchi, potenti, che mi hanno catturato e fatta prigioniera.
legata mani e piedi in ceppi impossibili da sciogliere.
e non mi hanno ancora rilasciata.
sono stati giorni invasivi, invadenti, che hanno disegnato perfettamente la perfette vita che non avrò mai.
che hanno scattato foto e girato video di un futuro che mi si palesa nei minimi particolari, per poi scacciarmi lontana.
giorni che mi hanno cambiata profondamente ma che adesso mi richiedono fermamente di tornare quella che ero prima.
pur sapendo perfettamente quanto ciò sia impossibile.

giorni in cui gavi mi ha dato tutto e, contemporaneamente, senza mezzi termini, me l'ha negato.

all'alba del giorno del volo del ritorno mi sono svegliata e volevo solo scappare, tornare a casa, tanto era la sofferenza di andarmene. tanto era profondo lo strazio di quel commiato che non vedevo l'ora che si fosse consumato.
stare lì, a cavallo tra le mie due vite mi era intollerabile.

eppure lo sapevo, che avrei dovuto ternare a casa.
lo sapevo che lei non sarebbe venuta con me.
lo sapevo perfettamente che quella sarebbe stata solo una parentesi.

e ancora mi ritrovo a pormi la stessa domanda di dieci anni fa: come fa a stare senza di me?

ce le ho, le risposte a questa domanda, le ho ben chiare e presenti ed anzi, il destino ha fatto in modo che mi venissero ribadite nel modo più crudo possibile, proprio nel nostro penultimo giorno, domenica pomeriggio, quando pina era partita e io e gavi ci stavamo amando, rapite completamente dalla nostra passione, quando il telefono ha squillato ed era lei, era la vera padrona della mia vita.
e gavi si è alzata, è andata di là in cucina ed è stata mezz'ora, così com'era, calda di me e poi gelata da quella interruzione e dallo stare nuda o quasi in mezzo ad una stanza a parlare al telefono.
ed io a sentire tutte le sue parole, ad immaginare quelle dell'altra e in parte ad ascoltarle direttamente, che la voce lontana però risuonava abbastanza chiaramente nel silenzio quasi irreale che si era creato.

dalle parole dell'amore a quelle del più amaro dei destini, quando gavi ha chiuso la telefonata salutandola e chiamandola amore mio, esattamente come chiama me.

e quella è la risposta alla mia inutile domanda.

K

che tanto, io lo sapevo.... io lo sapevo e lo so, lo so perfettamente anche ora.

eppure, non lo capisco.

non lo capisco perchè io lo so, che mi ama, perchè io lo sento, il suo amore. io lo vedo, il suo amore per me, nei suoi occhi, nei suoi gesti.
lo leggo nelle sue parole.
e lo vedo e lo sento simile al mio, speculare, gemello.
ed io farei tutto, per lei.

è qui, la frattura, la dicotomia, la ferita insanabile.
siamo uguali ma fino a quel punto.
da quel punto in avanti, siamo due universi paralleli.
io ho fatto un viaggio, anzi due, altamente improbabili, se misurati alle mie forze. ed alle mie possibilità.
mentre lei non ha neppure chiesto due ore di permesso.

e siamo ancora lì: capisco ma non capisco per nulla...

così me ne sono tornata a casa..
con lei nella mia carne, con lei stampata nelle mie retine, con i suoi sospiri e le sue grida a tenermi sveglia ogni notte,.e il suo bel NO stampato come un marchio su tutto quanto.

senza pace, sconvolta dal desiderio di lei , accesa dal ricordo del suo corpo e gelata dal suo comportamento.
da quel ciao amore mio, che campeggia a tutto tondo, dovunque.

eppure lo so, lo sapevo, lo sapevo e lo so perfettamente..

mi dico che sono stupida.e certo questo non mi aiuta.

mi dico che io ho ragione e lei torto e questo, se possibile, mi aiuta ancora meno.

mi dico che lei ha ragione ed io torto e questo è persino scontato.. e altrettanto completamente inutile.

non piango...

 è una sofferenza dura, gelata, acre. che si scontra co la dolcezza dei ricordi, che ci si azzuffa, che ci fa a botte.

sentirsi amata come nessuna mai e sentirsi rifiutata come nessuna mai...

e prendersela col destino è cosa vecchia... lisa, non funziona più.
esattamente come prendersela con lei o con me stessa.


e allora?


sto aspettando.
che tutto questo passi..

e scrivo queste parole solo perchè lei sta insistendo, da giorni per averle.

e allora, se vuole leggere, se vuole sapere cosa sto vivendo, eccolo qui, deposto su questo bel piatto d'argento.
bello ma velenoso.
 e inutile... pure queste parole, inutili... sono inutili...
ma se le vuole leggere, se vuole farsi del mal, se vuole avercela con se stessa e con me, ecco fatto.
anche questo è amore.
avere il coraggio di scriverle ciò..

quanto ti amo, gavi,,
lo vedi, quanto ti amo?

ma tu non ami me oppure non ami te stessa??
ma tu, non sei abituata ad essere felice ed è quindi quello che tu neghi a te stessa, la felicità del nostro amore??


ma tu, come fai a stare lontana da me? come fai?

io devo, sei tu che decidi, io devo solo accettare.
ma tu hai il potere decisionale, tra noi.
hai paura di non mangiare, di non avere un posto dove dormire?
sai che non è così.

l'amore è tutto, lo affermi anche tu.
ma non ti comporti di conseguenza.
stai infrangendo tutti i valori in cui credi.
perchè lo fai?


si lo so, le risposte le conosco.
ma non sono risposte esaurienti, esaustive.

lasciano stanze vuote, giorni vuoti.

giorni troppo brevi..


ecco. questo è il mio pensiero, il mio dolore.

passerà, sta già passando, un po'.

come le hai lette, queste parole, dimenticale. dimentica tutto.

e perdonami. perdonami se non sono abbastanza. se non sono giunta in tempo, se non sono ciò che ti serve, di cui hai bisogno.
mi spiace...

La nostra motivazione

Il nostro lavoro è la nostra forza, la ragione per la quale ogni mattina apriamo gli occhi e non vediamo l'ora di iniziare a fare ciò che amiamo, è ciò che ci spinge a ottenere sempre di più da ogni nuova sfida.

19 marzo 2022

ancora un diario?

19 marzo 19,34


Ancora un diario??
è colpa sua se sono qui, di nuovo a scrivere un diario, colpa sua..
perché quello che ho pensato di fare mille e più mille volte da quando ho smesso di scrivere, - e son passati dieci anni e lo decisi a causa sua, che mi scrisse che tanto usavo le medesime parole per tutte e che quello che scrivevo non valeva nulla, -  e cioè ricominciare, era restato finora un anelito abortito dentro, congelato nel suo disprezzo, involuto nel suo rifiuto.
lei aveva chiuso quella porta e ora lei l'ha riaperta, perché solo lei poteva farlo. solo lei ne aveva le chiavi, di quell'uscio coperto d'edera del mio giardino segreto.

e ieri me lo ha chiesto, mentre le rileggevo alcuni passi del romanzo che scrissi allora per lei, mi ha chiesto: ma perché non ricominci a scrivere?
ed io ho sentito qualcosa risorgere dentro di me, in una di quelle profondità silenti che non vedi finché qualcosa non cambia nella composizione di un giorno speciale.
poi, quando quel qualcosa si muove, come un insetto che ha lasciato la larva ed è diventato adulto, allora lo vedi, farfalla volare sui fiori che ieri erano solo intirizziti dal freddo e oggi profumano e sono un'esplosione di colori.
così, eccomi qua, a ritentare questo cimento, che scrivere un diario fa male, se lo vuoi scrivere bene davvero.
ogni volta che apri la pagina nuova ti prende uno sgomento strano e forte perché ecco, sta per nascere qualcosa che prima non c'era. e un parto non è mai cosa da poco.

ma questo diario io non lo scriverò a lei, non sarà un parlare a lei.
certo, lei lo leggerà e si può essere certi che il suo nome sarà trattato sotto ogni taglio, attenzione.
lei sarà di certo l'indiscussa protagonista di queste future pagine, già lo è perché finora è di lei che ho parlato.
però, ugualmente, io non scriverò a lei ma a me stessa.
non so con precisione perché sto affermando questo ma sento che così deve essere.
un diario lo si scrive per se stessi, per parlare con se stessi e questo diario non farà difetto alla regola..

la sera si è allungata gia da un po'.
il silenzio in questa mia casetta di collina è praticamente perfetto, rotto solo dal respiro un po' arrochito di Gine, la mia canna di 12 anni che dorme sulla sua branda accanto a me.
e poi sento il russare del mac che sta tenendo il fiato con i denti ma ancora funziona.
per il resto la notte copre ed imbalsama tutto ed io mi rannicchio nel suo grembo.
certo, la sera, la notte, la solitudine si fa sentire.
la mancanza di un piatto di fronte al mio, di due occhi da guardare, di una mano da stringere, si fa potente.
e certo, quella mano dovrebbe e potrebbe essere solo la sua. ma lei non c'è. è là, lontano, in sardegna, nella sua vita che non è mai stata la mia.

di lei ho moltissimo, ho la più grande parte, grande esattamente come il vuoto che lascia.
ma tant'è, il destino che ci ha reso impossibile vivere divise ci rende impossibile vivere insieme.
ma questo, però, è solo il mio, di destino, che si è ripetuto più volte, più volte mi sono ritrovata in questa situazione.
lei la sua compagna ce l'ha, la sua vita ce l'ha. solo io sono appesa alla sua.
ma questo passa il convento e di questo io mi riempio le giornate e le ore.
perché lottare contro un destino così accanito è totalmente inutile.
io ho capito che lo sconfiggo accettandolo.
 e così faccio.
una goccia di lei è come un oceano di altre.
e come del profumo più prezioso ne basta solo una goccia...

ma ho fame e non soltanto di lei, di Gavi.
ora mi preparo una insalata.

l'avevo appena scritto che scrivere un diario fa male..
ma un diario non può essere edulcorato, deve essere crudele, andare fino in fondo come il coltello del macellaio.
questa sono io, questa è la mia vita..
e, tutto sommato,  posso anche sorridere, un po' compiaciuta, di quello che sono adesso: 67 anni e mi sento il cuore di una bimba e mi sento di correre sull'erba fresca della nuova primavera, a piedi nudi, dimentica che da 12 anni non cammino più.
è il mio amore per lei, che mi galoppa dentro ed ha riacceso tutto quello che il suo rifiutarmi aveva spento, che era poi una grandissima parte di me.

non dovrebbe essere così.
si dice che non dobbiamo avere bisogno degli altri per essere felici, per godere appieno della vita.
ed io, in questi anni dopo la prima rottura con lei, ho fatto del mio meglio, ho fatto il massimo.
ma come accende la mia vita lei, nessun altro e nient'altro riesce a farlo.
e questo non l'ho deciso io.
non l'ha deciso neppure lei. è il nostro destino, che l'ha fatto e noi siamo sue prigioniere.
ma ciò mi rende ebbra di gioia e amo quel destino e lo benedico e lo ringrazio, che meglio, davvero, non poteva fare.
tra vivere con un'altra al mio fianco oppure vivere con lei così come facciamo, io scelgo lei.
l'ho scelta quando lessi quella sua prima mail nell'agosto del 2010, innamorandomi perdutamente di lei, di quella bimba che aveva una soffitta sul mare, proprio come la gatta della canzone famosa e parlava con la luna e le stelle e la scelgo, attimo dopo attimo, ora, che è ancora quella bimba e parla ancora con la luna, le stelle il cielo e tutto il firmamento, che le risponde sempre e a tono...

io sono una voce accanto a lei, mentre lei è la voce dentro di me.

21 marzo 16,57

ancora una notte per noi

ogni giorno, eccetto il sabato e la domenica, alle 14,30, Gavi mi telefona.
quel tempo, circa due ore, che trascorriamo insieme parlandoci è la nostra zattera, che abbiamo costruito insieme, tronco dopo tronco, gomena su gomena, dal giorno in cui la sua mail apparve sulla casella di posta elettronica, quella di Arianna, il mio nome d'arte, che per lei io sono sempre stata quella lì.. 
o almeno, se arianna amaducci ha avuto una vita propria, è stata in grande parte per merito di Gavi.

era il 31 marzo 2019 e gavi bussava alla mia porta sul web, - per la prima volta dopo le ultime mail del 2013 che furono non certo gentili, dato quando qualcuna crede di essere stata tradita da chi invece dichiarava di amarla più delle sua vita stessa, i toni spesso sono alti e sgarbati, -  con uno scritto piuttosto poetico ed abbastanza sibillino, come suo costume ma che lasciava trasparire abbastanza chiaramente, tra racconti di cieli stellati e rimandi a pezzi musicali, che mi aveva pensato, mi aveva riletto e che voleva almeno comunicarmelo.
che colpo al cuore leggere fu il suo nome sulla casella di posta!
e se scrivo ' colpo al cuore ', voglio intendere proprio il cuore fisico, quello che sta arrancando abbastanza nel mio petto, per portare avanti questo  pesante fardello a ruote che sono diventata io, dopo dodici anni di invalidità senza poter più camminare.

aprii quella mail e mi tremavano le mani..
lessi le sue parole tutte d'un fiato, poi le rilessi e le rilessi ancora, per capire i significati reconditi, per afferrare di lei tutto quello che potevo.

io gliel'avevo scritto, nelle mie ultime disperate mail, dove le imploravo di perdonarmi e di non lasciarmi, di ascoltare le mie spiegazioni, di concedermi ancora un incontro, di guardarmi negli occhi; gliel'avevo scritto più volte che lei avrebbe ripensato a me, che mi avrebbe rimpianto.
ma chissà, sono cose che si dicono, quando si viene lasciati.
ma quelle parole di marzo risuonarono dolci, al mio ricordo di lei. vi sentii, vi lessi qualcosa di diverso, che non vi avevo mai letto prima.
le risposi.
fu quel giorno che io e lei cominciammo a costruire la nostra zattera, quella stessa che ci tiene a galla tutt'ora.
e mi accorgo che ho tanto ma tanto da raccontare.. ma tanto
cercherò di farlo, cercherò ma è un'impresa titanica e le forze non sono molte: sono molto impegnata con il quotidiano, ho molto da organizzare, le canine e la gatta mi danno un bel da fare, la casa pure e quando viene marisa, la mia aiutante, come ha fatto stamattina, è anche peggio perchè sempre faccio cose con lei: oggi, per esempio, ho rimesso in ordine il mio armadio.. non che io abbia chissà che guardaroba, tutt'altro però ultimamente ho comprato dei capi nuovi per andare in sardegna da gavi e il poco spazio disponibile era caotico. c'era bisogno ci fare ordine.
poi, c'è la quotidiana trascrizione, su questo stesso sito, del nostro scambio di messaggi poetici, i suoi più poetici dei miei, che vogliamo tenere raccolti e salvati tutti insieme, perchè sulla chat di whatsapp dove ce li scriviamo ed inviamo. poi si perderebbero.
 ed è un lavoro anche quello. e siccome sono rimasta indietro, che nei primi due mesi di questo 2022, tra la polmonite da covid prima e l'infezione alla gamba poi, non ho trascritto per nulla. e quindi devo recuperare.
perciò adesso sono stanca di scrivere, che ci vedo sempre peggio.
 e la mia lezione di chitarra mi aspetta..
magari, se ce la faccio, tornerò qui stanotte, a scrivere questa storia straordinaria che sto vivendo.
a raccontarla, perchè davvero sarebbe un peccato non farlo.
ma, come ho scritto più sopra, ho tantissimo da raccontare, del passato, del presente...
mi devo organizzare, tirare fuori tutto ma preso un po' alla volta.

ma questo devo scriverlo ora, in diretta: gavi al telefono mi ha comunicato che Pina andrà via dal 10 al 13 aprile.
ed io che avevo prenotato dal 4 al 9, nel giro di mezzora sono riuscita a prolungare l'affitto dell'appartamento a sassari fino al 12 ed ho comprato un nuovo volo di ritorno.
così ora ho un solo pensiero, in mente: avremo ancora una notte o forse due notti per noi.
dopo così tanto tempo ancora una notte per noi.

nel mio precedente primo viaggio a sassari, nostro primo incontro dopo di allora, dal 7 all'11 marzo scorso, ci siamo viste solo due ore il pomeriggio, quelle durante le quali ha la pausa dal lavoro ed ora mi telefona, ed un paio di volte un'ora al mattino, avendo gavi preso il pulmann precedente a quello che prende di solito per recarsi al lavoro.

lei, amante dei numeri e dalla matematica aveva calcolato che, dopo dieci anni di separazione, avevamo vissuto dieci ore d'amore: un'ora per ogni anno... 
direi che krtonos non è per nulla generoso, con me... ma devo stare attenta a non offenderlo, a non farlo arrabbiare. non vorrei mai che si vendicasse proprio di nuovo.
che sarei dovuta partire il 24 gennaio, avevo prenotato voli e tutto quanto ma mi ha fermato la polmonite..
e non vorrei che ci fosse di nuovo qualcosa che si frapponesse tra me e lei.
ho prenotato dal 4 al 12, ora, approfittando appunto di questo improvviso viaggio, o almeno comunicato praticamente all'ultimo momento, di pina e gavi potrà stare con me più a lungo.

e mi sembra di avere le vertigini. e sono certa che, adesso, mentre sto scrivendo queste parole, sto sorridendo..
perchè rivederla è stato.... no, non c'e la possibilità che io possa descrivere il nostro incontro con una o poche parole! esplosione atomica e solare, ecco forse questo ci può avvicinare.

ma tornare qui, in questa che è ora la mia casa, in romagna, vicino alla mia città natale ed ai miei adorati nipotini, è stato difficile.
tanto è vero che pochi giorni dopo avevo già prenotato il viaggio successivo, perchè mi sentivo in caduta libera, precipitare in picchiata ed ho avuto bisogno di mettere subito un gancio a cui aggrapparmi, fissare una data vicina su cui focalizzarmi.
lei mi manca.
mi manca averla vicino a me, guardarla, sentire la sua voce, il suo profumo ma ugualmente mi manca amarla, prenderla, farla mia.
essere dentro di lei e sentirla perduta, sentire che io sono il suo unico mondo, il punto nevralgico della sua unica vita, il centro focale della sua mente e del suo corpo.
mentre facciamo l'amore, è così, io lo sono: i magneti si attraggono e combaciano, gli specchi lucenti si riflettono, il tempo si ferma in una ampolla di preziosa perfezione ed agonia d'amore.

lei è gavi ed io sono la sua ari, ancora, di nuovo, finalmente.

23 marzo 16;50


Ricordo... era la fine del 2012....
raccontare oggi il pasticcio colossale creato da Alba, la mia ' amica anzi sorella' sulla quale avevo tanto contato e per la quale avevo anche tanto fatto, non è facile. sono passati dieci anni e, parlando successivamente con gavi, ho scoperto che tra di noi vi è una certa discrepanza nel ricordare i fatti allora accaduti.
per andare alla vera cronologia degli accadimenti senza paura di sbagliare e confondermi, dovrei fare un'azione di ricerca, andare a rileggere i nostri messaggi di allora, che io conservo tutti quanti , anche se sono migliaia.. rileggere le mail che sono seguite a quella rottura così sanguinosa, per me ed anche per lei.

ma ora non mi va certo di andare a rimescolare quel fango velenoso nel quale annegammo entrambe.
ci sono voluti tanti anni e tanto dolore, per uscirne.

però, volendo riassumere la miriade di fatti fattacci e fatterelli allora accaduti,  posso dire che forse la maggiore tra le cause che portarono la storia tra me e gavi in quella particolare direzione fu che lei, per tutti i mesi che durò il nostro primo tempo, fu disturbata nella sua ipersensibilità innata, che si può sicuramente definire eccezionale, da interferenze che non riusciva a capire né a spiegare. né io purtroppo in effetti allora compresi a fondo quell'importantissimo particolare.

l'empatia è stata ed è sempre immensa, tra noi, travolgente, allora ci invadeva giorno e notte,  ci faceva fare gli stessi sogni, ci portava a  scriverci nello stesso momento:  è capitato innumerevoli volte che lei mi ponesse una domanda in un messaggio e che io le rispondessi ancora prima di leggere la domanda stessa.
inoltre, il nostro amore muoveva la realtà intorno a noi: accaddero una lunga serie di incredibili circostanze che a suo tempo cercherò di raccontare, almeno quelle che non ho già descritto allora nel mio romanzo quello che non dico a nessuno. 
vivemmo stranissime emanazioni della nostra attrazione così totale. ma quello che ci univa e ci sconvolgeva di più fu proprio ' l'onda ', come la chiamavamo noi, quel movimento che era propriamente fisico e carnale e che entrambe percepivamo nella parte bassa del nostro grembo, che coinvolgeva l'utero e il nostro intimo più esterno e che sembrava direttamente muoversi da lei a me e viceversa. 
quell'onda ci manteneva in uno stato continuo di eccitazione quasi parossistica e ci sentivamo come se ognuna di noi vivesse fisicamente dentro l'altra.

fu tutto bellissimo, eclatante, estremo e difficilissimo.

proprio a causa di quelle forze psicofisiche che scorrevano tra noi, forze alle quali noi spesso non potevamo dare una spiegazione, accadeva che, in pratica, lei veniva gettata dalle più alte vette di empatia nei miei confronti a baratri ed eccessi di segno opposto di distacco e freddezza, altalenando comportamenti totalmente contrastanti tra loro, che si traducevano di solito in due situazioni completamente differenti: o mi cercava e mi amava intensamente e mi diceva di non poter vivere senza di me oppure si allontanava, non scriveva più, non mi rispondeva neppure ed interrompeva il nostro rapporto.
era per lei un'altalena estenuante, dal sentirmi completamente dentro ed attorno a lei al non sentirmi affatto o peggio ancora, a sentire disagio, rancore, sentimenti proprio diametralmente opposti.
quell'onda, da una sensazione, dolce, eccitante, benevola, si trasformava un una mano che stringeva forte, in un dolore fisico che rendeva la mia amata insofferente e persino invisa a se stessa.
era una situazione così complessa e fuori dall'ordinario, per gavi che solo ultimamente, dopo anni e dopo essersi confrontata apertamente con me, è riuscita a capire fino in fondo.
noi crediamo che i sentimenti di alba ed anche quelli di stefi - di cui racconterò qui di seguito - si incuneassero tra noi, creando interferenze  che però, lei allora immaginò fossero generate dal mio desiderio nei loro confronti, desiderio che però io non provavo affatto.
certo, volevo bene ad alba come volevo bene a stefi ma non vi era né desiderio né amore.
purtroppo, trattandosi di una materia sconosciuta e della quale non abbiamo potuto che vivere supinamente il riflesso, come nostra esperienza, tutt'ora non sappiamo come veramente nascessero quei terribili sbalzi: forse era anche il mio bene  nei confronti delle altre, a crearli, chissà. però quei miei sentimenti erano così diversi e così lontani da quelli che provavo e provo per gavi che mi sembra difficile essere stata io, inconsciamente, a creare quelle montagne russe. sono più propensa a credere che sia stata l'energia delle altre a farlo.
oppure saranno stati la mia mancanza di sincerità, i miei sensi di colpa, il mio sapere che le stavo nascondendo un mio errore e che stavo sbagliando, nel farlo. 
ma i giorni passavano, diventavano settimane e mesi e per me, confessare era ormai impossibile.
ma certo ogni tanto ci pensavo, mi interrogavo e molto probabilmente ciò era la causa dei tormenti di colei che era così profondamente legata a me e che era sincera, diversamente da me.
che poi io sono un persona che ha basato tutta la sua vita sulla sincerità, una sincerità che è sempre molto difficile e scomoda e che ho pagato anche a caro prezzo.
ma proprio con lei, con la persona più importante, sono caduta nella paura, ho avuto paura di pagare un conto troppo salato per uno scivolone che io avevo sì commesso ma per il quale avevo anche delle scusanti.
probabilmente è stata proprio la mia mancanza di sincerità a far diventare quel particolare un piaga purulenta in seno alla cosa più bella che mi fosse capitata in assoluto.

ho scritto molte volte, anche a gavi, che la cosa che vorrei di più al mondo, che vorrei con tutta me stessa, sarebbe poter riavvolgere il tempo, tornare a quei momenti e potermi comportare diversamente.
ma questo non è possibile, io lo so, lei lo sa...
e ciò che ci resta da fare è accettare il passato e renderlo ponte per un migliore futuro.

tornando al racconto di quei giorni c'è da aggiungere anche che io allora ero ancora incastrata tra le spire di quella potente depressione che si prese 13 dei miei anni, quelli più centrali e basilari della mia vita, dal 2008 al 2011 ed ancora assumevo psicofarmaci.
la situazione era complicatissima: sempre andando per una sintesi estrema, lei non riusciva a vedere una sua vita con me e neppure poteva anche solo pensare di vivere senza pina, cosa questa, che non è cambiata neppure ora.
io sono stata e sono, per lei, la sua amante. 
ma, se oggi accetto completamente questo ruolo e non cerco altro, allora non fu così: io credevo, ero anzi certissima che lei, prima o poi mi avrebbe scelto, avrebbe lasciato pina e sarebbe venuta da me.
e, ogni volta che lei mi lasciava, cosa che  fece un numero imprecisato e molto alto di volte, io credevo che non sarebbe mai ritornata. lo credevo esattamente ogni maledetta volta e questo mi gettava in un dolore abissale che non riuscivo a reggere.

verso i primi di aprile del 2011 gavi mi disse che infine aveva capito che amava pina e mi lasciò.
io, impazzita di dolore ricorsi a dosi extra dei miei ansiolitici che mi portarono, come poi si scoprì che erano proprio le medicine che mi inducevano al suicidio, ad ingerire mezzo chilo di veleno per topi.
mi ricoverarono, anzi, io stessa mi feci ricoverare, per uscire di scena in modo civile che non coinvolgesse estranei innocenti come era successo le altre volte.
 ma nulla accadde.
quella dose letale che avrebbe ucciso tre persone, sciolse completamente il mio sangue ma io rimasi sempre sveglia e presente a me stessa.
fu una cosa assurda: io attendevo la morte, certa che sarebbe arrivata ma nessuno credeva che io avessi davvero perpetrato quel tentativo.
gavi per prima.
certo, per lei fu terribile affrontare tutto ciò, io neppure oggi riesco ad immaginare il dolore che le ho causato.
ma io ero completamente fuori di me, completamente. 
quello che provavo per lei era così totale ed io ero così in disequilibrio con me stessa che il suo separarsi da me si trasformava in una trappola che non riuscivo a gestire.
questo detto a mia discolpa.
mi trovai allora in ospedale, che stavo così male e nessuno mi credeva, anche se poi gli esami del sangue diedero la prova della presenza del veleno nel mio organismo.
uno psichiatra greco che faceva parte dell'equipe medica del reparto di sanità mentale di sassari, mi venne in soccorso e mi consigliò di cercare un aiuto esterno tra parenti e conoscenti. 
ma io non avevo nessuno a cui potermi rivolgere se non alba. che mi aveva avvicinato all'inizio di quell'anno, dopo avermi letta su fb ed essersi sentita attratta da me ma che io avevo allontanato perchè sapevo che la sua presenza, anche solo come amica, avrebbe sicuramente infastidito gavi.
le telefonai e lei venne subito e mi aiutò in molti modi.
io mi aggrappai a lei, gavi mi aveva lasciato per sempre, io avevo assolutamente bisogno di aiuto.
solo che alba era innamorata di me.
e fino ad allora lei non aveva mai avuto nessuna esperienza con una donna, neppure un bacio. mi aveva parlato di questo suo non conoscere nulla dell'amore tra donne e lo aveva fatto con tristezza. 
alba era una persona triste e sola, piena di problemi.
fu per quello che io mi sentii così in debito nei suoi confronti che accettai di avere rapporti fisici con lei, in fin dei conti a me non costava poi molto e per lei era qualcosa di importantissimo.. mi sembrava di pagare almeno in parte quel debito che avevo contratto con lei.

ma alba era solo una malferma stampella.
io amavo gavi con tutte le mie forze e la mia vita e continuai a scriverle, finchè lei capì che non avevo mentito, che il mio non era stato un gesto fraudolento e tornò da me, più di 40 giorni dopo.
a quel punto, però, non me la sentii di allontanare di nuovo alba, che nel frattempo era diventata anche la mia aiutante e faceva per me, pagata profumatamente, le pulizie e tutte le incombenze necessarie.
alba sembrò capire e si adattò al nuovo ruolo di amica:  lei sapeva comunque che io non l'amavo, né l'avevo mai fatto. lo sapeva perfettamente.

nei giorni successivi al ritorno della mia amata, il peso di quei pochi e scarni rapporti che avevo avuto con alba, mi torturava, perciò  decisi che avrei raccontato tutto a gavi perché sapevo perfettamente che se lei avesse scoperto col tempo quello che era accaduto, non mi avrebbe perdonato mai.
ma alba stava in casa mia lunghe ore, mangiava ogni giorno con me e parlammo ovviamente anche di quello spinoso problema.
fu proprio lei, anzi, a convincermi di non dire nulla: se glielo dici ti lascia di nuovo di sicuro.
tanto non lo saprà mai perché l'unica che glielo potrebbe raccontare sono io.
e così l'ascoltai..

col passare dei mesi, successe ancora tra noi che ci fossero altri pochi ed ancor più scarni rapporti: questo accadde alcune delle molte altre volte in cui gavi mi lasciava di nuovo. era alba a chiedermelo a portarmi a non poter rifiutare, ma, per poterlo fare, dovevo bere, fumare marijuana..
impossibile diversamente.
amavo gavi con tutta me stessa ma volevo bene ad alba come ad una cara amica e mi sentivo sempre molto in debito con lei.
ah che stupida cogliona che sono sempre stata... non so davvero leggere nel cuore delle persone.
perché alba fu proprio la serpe che allevavo in seno.
ad ottobre una sera che sarebbe dovuta venire gavi e all'ultimo momento si negò, con la solita tragedia del lasciarmi, erano saltate fuori dal nulla maietta e la mia ex stefi, che io avevo lasciato proprio per gavi. era un anno che non la vedevo, lei era venuta in sardegna dalla toscana dove tuttora vive e mi telefonarono per una cena.
io, arrabbiata e furibonda per l'ennesimo rifiuto di gavi, senza poter trovare un senso al suo comportamento, col solito dolore che mi spezzava le viscere ed il cuore, accettai.
mangiammo bevemmo, fumammo la maria di maietta. poi maietta se ne andò, lasciando lì stefi.
e di nuovo io ricaddi nella mia debolezza principale e finimmo a letto.
ma al mattino, quando mi svegliai, passati i postumi di alcool e fumo, c'era solo gavi accanto a me, solo lei.
piangendo lo dissi a stefi che, a sua volta piangendo, raccolse le sue cose, prese la macchina e si imbarcò sul primo traghetto, tornando a casa.
ed ecco che alba, venuta per le faccende quotidiane, giunse proprio su quell'addio, vide stefi andarsene piangendo a dirotto, vide il letto disfatto e capì immediatamente.

ecco, lei sopportava la presenza di gavi anzi, scoprii poi che ne era a sua volta innamorata ed era per quella ragione che passava le ore a parlare con me di lei, o meglio, ad ascoltare i miei racconti ma stefi, quello no, non lo poteva accettare.

e così fu proprio alba a raccontare a gavi che io ero andata  a letto con lei ma le fornì una versione molto personale e lontana dalla realtà: le disse che io l'amavo e la desideravo mentre invece per lei erano solo esperienze.  
per fare quello si fece aiutare anche da un amico suo che creò un fake su fb ed avvicinò gavi, in modo da convincerla che io parlassi di lei e dei fatti suoi con chicchessia.
e, naturalmente le raccontò di quanto successo con stefi.

certo, io ho poche scusanti: gavi mi chiese più più e più volte che tipo di amore fosse il mio, che ad ogni delusione si infilava nel letto di un'altra
e in questo lei aveva perfettamente ragione.
ma lei è diversa da come ero io allora, lei riesce a fare l'amore solo se c'è sotto un sentimento più profondo.
io, invece, allora non ero così, ero un po' come un uomo e, se me la mettevano su un piatto d'argento, per essere un po' brutali, non riuscivo a dire di no.
a mia discolpa giuro oggi solennemente, che non sono più assolutamente così, che quello accadde solo e solamente poche volte e solo e solamente quando gavi mi aveva lasciato.
lo facevo per non morire, per attaccarmi alla vita. lo facevo come schiaffo in faccia al mio destino, come ribellione.
e certo, il gusto che ne ricavavo era assai amaro. ma ugualmente, dopo aver bevuto e fumato, andava a finire così.
anche perché io non bevevo né fumavo per abitudine e farlo mi portava in una dimensione completamente dissociata .

la reazione di gavi fu terribile: mi scrisse una lettera tremenda alla quale accluse l'anello e i rottami dell'orologio che le avevo regalato.
invano cercai di spiegarle.. invano..
sentivo il suo cuore che gridava, che soffriva, che rotolava con artigli crudeli dentro la mia pancia.. 
seguirono mesi di mail al veleno, suo veleno. io l'imploravo ma anche a volte ero molto dura con lei. le chiesi mille volte un incontro risolutore che non mi concesse mai.
poi  arrivò lori, la mia ex che da quando mi ha lasciato va a letto sistematicamente con tutte le mie donne e mi soffia tutte quelle che potrebbero diventarlo...
ma questo è un altro capitolo che racconterò un'altra volta.

e fece lo stesso con gavi.

a gennaio 2013 mi ammalai gravemente per un blocco respiratorio ed intestinale. fui ricoverata per più di un mese in fin di vita. 
il giorno del mio compleanno, il primo di febbraio, gavi mi inviò una foto abbracciata a lori.
il dolore che provai fu infame, dolore dell'abbandono di gavi mescolato al tradimento di lori.
che si aggiunse al tradimento di alba che mi lacerava ancora ed ancora.

quando capii che era stata alba a dire a gavi cosa era accaduto, rimasi un giorno in stato di shock, senza parlare, immobile nel mio letto, nella mia stanza. un giorno intero.
alba il giorno dopo mi chiese un colloquio per chiarire, io le risposi che se fosse venuta, l'avrei uccisa.
e, l'avrei fatto. 

a gennaio, quindi, chiesi aiuto ai miei figli per tornare in romagna: gavi continuava a scrivermi che me ne dovevo andare, lasciare la sua terra e tornare nella mia ma i miei figli me lo negarono.
viste le mie pessime condizioni fisiche le assistenti sociali decisero che non potevo più vivere da sola e che mi avrebbero ricoverato nel cronicario di ploaghe, che era un posto da paura.
fu allora che milli, una mia conoscenza di fb, genovese che viveva a maio, capoverde, mi disse che provava qualcosa per me e mi propose di raggiungerla là, che si sarebbe presa cura di me e che avrei vissuto bene col denaro italiano, molto meglio che in italia. allora il mio introito mensile era di poco più di 800 euro al mese e non c'era certo da sguazzare, pagando l'affitto. per fortuna mi aiutava mia madre...
e così lo feci, feci armi e bagagli e partii a fine febbraio per quell'isola sperduta in mezzo all'oceano atlantico..

ma ora è tardi e sono stanca. continuerò domani..

mi chiedo perché tra tutto quello  che avrei potuto  raccontare e a cui pensavo mentre mi sono messa a scrivere, alla fine sia venuto fuori proprio questo triste ricordo.
mi rispondo che un punto fermo in una narrazione, ci vuole.
se scrivo questo nuovo diario per raccontare i miei prossimi mesi ed anni, devo un attimo riprendere da dove questi futuri anni hanno avuto origine..

la mia è stata una vita così complessa e difficile, con molte vite nella vita, molti mondi completamente staccati gli uni dagli altri...

ho molto da raccontare, tanto, oltre al tantissimo che ho già raccontato e che giace nel sito di arianna amducci.
arianna amaducci morì in quei mesi.. era stata gavi a darle una vita e fu gavi a prendergliela.
ora io sono il compendio..
ma non è stato facile arrivare fin qui..



24 marzo 17;16

scorie sono rimaste dopo la mia pagina di diario scritta ieri e ovviamente letta da gavi.
lo sapevo, lo immaginavo.
mi ha detto prima, quando mi ha telefonato: mi sono svegliata, stamattina come se la poesia non fosse sopravvissuta alla notte.
ed ecco fatta la frittata.

ne abbiamo parlato tanto, negli anni passati ma lei oggi mi ha detto: parlare è una cosa, scrivere è un sigillo.
e poi mi ha detto che le è dispiaciuto vedermi ancora nel passato, pensarci ancora.
ma come posso non pensarci ancora, se prendo di nuovo in mano un progetto che mi vede, dopo dieci anni, raccontare la parte finale della mia vita?
la rottura con lei è stato l'accadimento perno della mia intera esistenza, è stato il fatto più eclatante, invasivo, complesso che, abbinato alla perdita della capacità di camminare e della mia autosufficienza avvenuta conseguentemente alla banale caduta da una scala del 23 dicembre 2009, pochi mesi prima che io incontrassi gavi, mi hanno portato a prendere quello che restava di me da quelle macerie fumanti e cercare di costruire un rifugio per la mia anima terrorizzata, sfinita, agonizzante. la mia anima ed il mio corpo in pari percentuale.

io sono venuta qui, su queste pagine virtuali,  per raccontare il presente ed il futuro ma il passato non è staccato da essi: il mio presente ed il mio futuro sono nati lì, in quei giorni e sono un tutt'uno, non si possono scindere.
se vuoi il mio presente ed il mio futuro devi per forza di cose prendere anche il mio passato.

non si può dimenticarlo, non si può cancellarlo. e se si tenta di farlo poi verrà un momento in cui quel passato così invasivo reclamerà la sua parte, torneranno a galla i nodi non districati, le domande rimaste senza una risposta, le offese ancora senza un perdono.

gavi mi ha perdonata, lo so ed io ho perdonato lei ma l'abbiamo davvero fatto fino in fondo?
io credo e temo di no, proprio fino in fondo, forse no.
sento nelle nostre parole ancora accuse e forse ce ne sono più nelle mie che nelle sue.
quelle accuse sotterranee, sono tossiche, io lo so. vanno purificate fino in fondo. anche se fa male, farlo. anche se ancora un po  di dolore dobbiamo buttarlo giù.

è vero, ho parlato di lei e di cose sue ad altre persone, ho scritto di lei, ho pubblicato gli scritti ma lei stessa agli inizi, era voluta uscire alla ribalta, se pur con una identità camuffata, per postare i nostri scritti a 4 mani su fb e questo mi aveva fuorviata.
si, me lo aveva chiesto, di preservarla, di nasconderla, di proteggerla ma io non avevo capito che per lei fosse così importante: il mio carattere e la mia cultura sono così lontani dai suoi. quello che per me è normale, per la gente della mia terra è normale, per lei è inaudito.

è vero, io sono andata a letto con alba. ma l'ho fatto solo quando gavi mi aveva lasciato. d'altronde anche lei andava a letto con pina e lo faceva anche quando stava con me.
è vero, io non glielo dissi quando avrei dovuto farlo ma ero terrorizzata all'idea di perderla di nuovo, perché lei mi avrebbe lasciato immediatamente, non sarebbe stata con me un giorno di più, non mi avrebbe più toccato, più guardato, mi avrebbe disprezzato completamente. 
ed io, questo, lo sapevo perfettamente.
avevo appena tentato il suicidio, stavo soffrendo in un modo inumano. 
lo so che un suicida o tentato tale attira sentimenti di rabbia, sentimenti negativi: tutti coloro che avrebbero dovuto aiutarmi, invece mi hanno allontanato ed odiato, a causa dei miei gesti.
ma io non ero in pieno possesso delle mie facoltà, io ero profondamente ammalata e portata dai farmaci che mi obbligavano a prendere su baratri immensi che avevano nere e fortissime braccia e che mi tiravano giù. 
io non avevo forze bastevoli per contrastare quelle braccia e, inoltre, non avevo mai fatto mistero dei miei problemi.
invece, ogni volta che si manifestavano, succedeva che venivo ulteriormente allontanata, cacciata via da tutti. persino i medici ed il personale paramedico mi ha fatto del male, mi aveva demonizzato, deriso, maltrattato.
chi può capire queste mie sofferenze e guardare ad esse con pena sincera, con reale, comprensione ed empatia?
non lo fece nessuno.
quel dolore è stato così immenso, mi sono fatta e mi è stato fatto così tanto male che ora, mentre scrivo, sto piangendo ed era così tanto che non mi accadeva di piangere.
su tutto quello sgomento, quel dolore, anche fisico, sulla caduta da quella maledetta scala che mi aveva portato via l'uso normale delle gambe, per sempre, che mi aveva costretto a letto: più sport, camminare nuotare andare a cavallo, la bici.. più nulla. più poter cucinare, bastare a me stessa. e niente soldi per trovare aiuti adeguati. e ciò era accaduto proprio mentre stavo recuperando un pò di serenità e di equilibrio dopo il devastante tentativo autolesionista di ottobre 2008. che se lo raccontassi, quell'episodio, da solo basterebbe.
senza parlare del problema con i miei figli, che me ne ero andata dalla romagna perchè loro mi avevano detto di non invadere la loro vita con la mia omosessualità che non accettavano.
per non parlare dei progetti letterari ed artistici che erano stati completamente bloccati dal mio nuovo stile di vita, dal dolore continuo delle mie membra, dall'impossibilità di muovermi, viaggiare.
per non parlare del dolore della fine della storia con lori, avvenuta nel 2008 per suo volere e che ancora mi faceva soffrire.
e poi, su tutto questo, su ricoveri in ospedale ricorrenti, ad oggi ne ho fatti 36, sui problemi del quotidiano, sulla solitudine, sullo sgomento, sulla volontà di non mollare, sui tentativi di ritrovarmi, di rifarmi una vita, arriva lei, gavi, lei che non è libera, come non lo erano state lori, stefi, chiara e di nuovo mi infrango contro  la stessa situazione che si ripete: non posso stare con te ma non posso stare senza di te.

ma lei è così incredibile che me ne innamoro perdutamente. e lei sembra ricambiarmi ed io vivo delle sensazioni travolgenti ed io provo la felicità più immensa che abbia mai assaggiato.. ma è davvero un assaggio interrotto continuamente perché lei lotta contro il nostro amore, lei ha un'altra e mi lascia, mi lascia continuamente...
e su tutto quel dolore e quei problemi si infila a sovrastare ed approfondire tutto un male così nero, così ficcante, così dilaniante. così totale, così estremo che io impazzisco ancor di più. 
come potevo essere lucida, come potevo fare le scelte giuste?
come potevo capire le sue istanze, le sue esigenze?
io ci ho provato, dio solo lo sa se ci ho provato.
ma non ci sono riuscita a fare le cose giuste, non ci sono riuscita  e ho fatto tutta una serie di errori così eclatanti e anche banali, stupidi, veramente incredibilmente stupidi.

e, nonostante fossimo unite come mai ho sperimentato
e nonostante fossimo innamorate come mai ho visto altri essere
e nonostante io non volessi che il suo bene e lei il mio
e nonostante che quello che provavamo fu bellissimo ed estremo, nonostante fosse il massimo per entrambe, nonostante ci abbiamo provato entrambe con tutte le nostre forze, non ci siamo riuscite.
come ogni altro essere umano, abbiamo sentito solo il nostro sentire, abbiamo seguito ognuna di noi solo il nostro personale imput senza riuscire a capire l'altra, ad amare veramente l'altra, a essere quell'amore che tanto avremmo voluto essere.
lei annegata nel suo dolore ed io nel mio.

che disastro, che disastro...

ed ora, dopo dieci anni, che ci siamo ritrovate, che abbiamo in parte dimenticato le offese ricevute, in parte perdonate, in parte abbiamo capito quello che avevamo perso, in parte  ci siamo rese conto che l'amore che ci lega è ineluttabile, che è il nostro destino, che viene da lontano ed andrà, lontano, che è più forte di noi ed è assolutamente inutile mandarlo via, che io ho bisogno di lei come dell'aria per respirare ma lei ha altrettanto bisogno di me, che insieme siamo molto migliori che divise, che siamo fonte di poesia, che i nostri corpi anelano l'uno all'altro e che la felicità è stare vicine, è parlare al telefono per ore, è far l'amore, io sono pronta a togliere dal fondo del mio cuore ogni remora che possa essere rimasta e ad accettare il passato, le mie azioni come le sue, ad amarlo con serenità, a non essere troppo crudele con me stessa, a perdonare completamente me, - che di certo ancora non l'ho fatto - e completamente lei..

e sono pronta a prenderla come mia sposa, mia eterna sposa, accettando la sua vita come è, accettando il mio ruolo, anche se non sarà sempre facile.
perché l'amore, come lei scrive, da grande poeta qual'è, è scalzo, è un ragazzo viziato e capriccioso, è crudele, a volte, e questo lo aggiungo io.
è crudele perché me la dona me la porta via nello stesso tempo.
mentre invece lei è il mio riassunto, è il mio aspro confronto, è il mio completamento.
e la vorrei con me, per me.
e invece so che ciò non sarà mai.
come so che dovrò e vorrò amare anche questo, di lei, quello di non poter stare con me né senza di me.

se la vita umana è un viaggio, c'è solo un posto, accanto a me: il suo.
 e andremo dove lei vorrà.

27 marzo 17;14


Eccoci qui e oggi ne abbiamo 27 marzo e  il  4 aprile si sta avvicinando velocemente.. 
ed il 4 aprile io prenderò ancora un aeroplano e tornerò in Sardegna, per rivedere lei e stare un po' con lei, compatibilmente con i suoi impegni di lavoro..
 è la seconda volta che lo faccio, la prima volta sono partita il 7 marzo quindi 20 giorni fa ma mi sembra già un secolo...
 
 e adesso non so se ho voglia di parlare di quello che è stato quei giorni o di parlare di quello che voglio che sia nei prossimi.
  perché raccontare quello che è stato il nostro primo incontro, ci vorrà tempo.
   è stato così incredibile, dopo 10 anni e dopo aver desiderato così tanto quel momento anche solo per prendere un caffè, come le ho detto mille volte..
    e dopo aver pensato che non l'avrei mai più fatto..
     sto ancora sedimentando i miei sentimenti nei confronti di quegli incontri e del tempo che abbiamo passato insieme.
     E comunque aveva avuto ragione lei.
     quando io, nei giorni precedenti, le raccontavo le mie paure riguardo il nostro prossimo incontro, lei mi aveva detto: ci ritroveremo come non ci fossimo lasciate mai.
      e aveva avuto ragione lei, da un certo punto di vista aveva avuto ragione lei. 
      dall'altro punto di vista invece c'è tanto di cambiato, lei lo dice anche, che non sente più tutte quelle vibrazioni particolari 
      ma questo è un bene o un male? io non ho trovato così tanta differenza, però credo che io e lei la volta scorsa siamo state altrove, rispetto a dove saremo la prossima. l'emozione è stata grande, grandissima, eravamo un po' spaventate dalle nostre rispettive reazioni.
       sicuramente io ero più spaventata di lei, riguardo le sue reazioni ma ero anche preoccupata per le mie possibilità fisiche. 
       Tanti anni che non facevo l'amore, tanti. 
       Non che pensassi di aver disimparato, quello senz'altro mai ma avevo paura di non essere più in grado di farlo. fisicamente sono molto più debole, più grassa, più ferma rispetto a 10 anni fa.
       10 anni sono tanti in una condizione come la mia, sono tanti per chiunque ma in una condizione come la mia sono il doppio, sono come vent'anni. avevo paura di non riuscire più. E invece mi sono stupita da sola di quanto sia stata forte e resistente.
        e adesso sono tranquilla. Inoltre adesso non ho più paura di risvegliare in lei sentimenti di 'orrore' nel vedermi nuda: non ero una meraviglia prima, anzi, ero molto brutta 10 anni fa ma adesso sono proprio un orrore! ma gavi ha questa grande dote di non curarsi delle cose ininfluenti.
        molti dicono: anche l'occhio vuole la sua parte!
        E devo dire che, mannaggia la miseria, è così anche per me, perché se una donna non mi piace fisicamente, alla fine la cosa, cambia, per me cambia.
        Ma naturalmente gavi mi piace da morire: io la trovo bellissima..
         sì anche per lei sono passati 10 anni ed è un po' cambiata. Non tantissimo, però un poco sì.  diciamo che ha qualche chilo in più, che a me assolutamente non danno fastidio, anzi, anzi trovo che una donna debba essere morbida...
          non morbida come me, Io sono troppo morbida per i miei gusti ma la sua morbidezza è quella giusta.
           e quindi naturalmente i suoi lineamenti del viso sono un po' cambiati, ha perso quell'aria...  malefica....
            rido intanto che scrivo queste parole: lei aveva un'aria un po ' 'assassina'  ed ora non gliela vedo più. 
            beh devo dire che non mi dispiaceva quella sua aria assassina...
             Però ora il suo sguardo è una dolcezza nel quale ci si può perdere, ora il suo sguardo è franco aperto: mi guarda.
             Le ho sempre chiesto perché mi guardasse così poco, la rimproveravo.
              le dicevo: va bene che sono brutta ma dal momento che dici di amarmi, non dovrei sembrarti così brutta!
              ma lei proprio mi guardava raramente ed io non lo so perché.
              Mentre io la guardavo sempre...
               io adoro guardarla e quindi sempre glielo domandavo! sembravo Michelangelo con il suo David perché non mi guardi, perché non parli!?!?
               e rido e rido ancora mentre scrivo queste stupidaggini. 
               
E invece nei nostri ultimi incontri lei mi guardava sempre e nel suo sguardo Io leggevo amore, amore tenerezza gioia, oltre al piacere, ovviamente.
Aveva uno sguardo che non aveva mai avuto prima, uno sguardo molto più diretto, aperto, più sereno.
 beh sì certo essere lì qualcosa le è costato, io lo so, anzi, probabilmente più di qualcosa...
 e togliamo anche il probabilmente, però lei era lì e se penso ancora a quanto sia stato incredibile che noi  fossimo lì, dopo tutto quello che era successo...
  in fin dei conti non è una cosa banale neanche che io prenda un aereo!
   ultimamente faccio una vita da vera invalida, esco poco e  tutto mi risulta faticoso ma per lei io faccio qualsiasi cosa: lei mi dà mi dalle energie nascoste che solo lei sembra far venire alla superficie, mi risveglia, no, anzi, lei mi anestetizzata, annulla il dolore  del mio corpo, mi distacca, mi mi solleva dalle mie pene fisiche.
    io non sento più la fatica, il dolore, quando sono con lei. Il sua amore riesce dove non riesce nessuno..
     perché sia così, non Io so, anzi, ricordo perfettamente che nel nostro primo tempo, molte volte lei mi ha accusato di mentire i miei problemi fisici proprio perché quando stavo con lei sembravano non dico non esserci più, perché camminare era sempre impossibile, però per il resto...
     Per esempio, altri movimenti, per non scendere in particolari, avrebbero dovuto essermi preclusi e invece....
     ed erano proprio per quei movimenti, che temevo appunto, questa volta, temevo che non sarebbe bastato il suo amore per concedermi anche quelli, invece sì,  lei ha questo potere su di me, che mi affranca dalle mie sofferenze,  ed è un potere immenso che ha solo lei.
     E, un po' quest'affermazione mi fa tremare, se penso che lei possa lasciarmi di nuovo, anzi,  se penso che lei lo farà.
     
Ma no, non voglio parlare di questo, no!
 voglio solo parlare di quello che sarà il nostro prossimo incontro.
 
  Ecco,  io lo so che noi ripartiremo non da dove ci siamo lasciate, no, non da lì ma da tanto tanto tanto più lontano, noi partiremo da tanto più su.
   perché questi giorni che abbiamo trascorso dopo il nostro ultimo incontro ma anche proprio gli ultimi, dopo che io ho scritto quelle pagine del diario dove ho rinvangato il passato, ho tirato fuori i soliti scheletri dall'armadio.
    sì certo, non so perché l'ho fatto però l'ho fatto, è venuto fuori così.
   l'ho fatto e ho provocato una sua reazione. 
   la risposta che lei mi ha dato e ora la metto qui perché va assolutamente acclusa e letta col mio testo.
   La città intorno 
L'edera come uno scialle sul muro 
Mentre la porta della sera si apre su Orione
Scrittura del cielo
A fare ordine nella vita di chi le guarda
Penso... 
Abbiamo respirato ossigeno e veleno
Spesso, parole di natura sfuggente
Parole come fotografie
Parole dentro di noi
Parole che parlano per noi
Dentro uno scrollare senza sosta
Immagini che non stancano e non distraggono
Senza annebbiare la percezione del tempo
noi dentro una superficie riflettente
Ci siamo perdonate ?
Io rispondo 
 nessuno si salva da solo
Nel racconto di una storia che ti cambia dentro 
in quella certezza che credi non ti possa riaccadere
Non abolisco il tuo passato
Lui tornato a bussare alle nostre porte
 a farci rabbrividire
La bellezza sa anche essere dolorosa 
Vocazione o destino
Alla fine comprendi che 
 nei secoli a tutti gli effetti conta solo qualche brandello di vita strappato al tempo e alla morte che alcuni chiamano: amore .
 
   a parte che sono parole stupende nella forma e non solo nella sostanza, Gavi, con  queste parole, oltre a mettere definitivamente una pietra sopra ma non solo una pietra,  una montagna, una catena montuosa, l'Everest e tutte le montagne della terra sopra i nostri problemi passati, sottolineando il completo perdono, non ha fatto solo quello: ha costruito una scala, no le scale sono pericolose, ha costruito un'autostrada a 4 corsie, ha costruito una sicurezza, un futuro per noi, ha costruito una bella comprensione..
   Ma non rendono queste parole, come posso spiegarlo? Come posso spiegare che lei  ha costruito una grande piattaforma di base, un elevatore per noi?
    ci sono forze in gioco, ci sono certezze che non sono più aspettative ma sono divenute certezze. E ci sono aspettative che però si basano su altrevcertezze.
     cioè, se prima erano aspettative e basta ora ci sono nuove aspettative che si basano sulle certezze nate dalle aspettative precedenti.
     È un discorso un po' incasinato forse ma credo che qualcosa si possa capire di quello che intendo.
      non è facile spiegare questo che io sento..
      Io sento che io lei stiamo crescendo insieme, sento che io e lei stiamo volando su quelle strade che si chiamano rispetto reciproco, comprensione.
       la canzone che mi viene in mente è 'la costruzione di un amore' ... ti prendi il sangue dalle vene.. fa più o meno così  e accidenti è davvero una canzone che fa pensare, chi l'ha scritta sembra abbia vissuto una storia come la nostra, perché io e gavi siamo impegnate fino allo stremo, fino in fondo, fino all'ultima cellula nella rapportarci l'una con l'altra.
        io e Gavi in questo momento siamo costantemente allacciate l'una all'altra, impregnate l'una dell'altra, affinate l'una all'altra impegnate a cercarci, a vederci ad ascoltarci, ad aumentare il volume dell'audio dell'ascolto, il volume del rispetto, il volume dell'attesa, dell'accettazione.
        il volume del noi.
        
     Noi ci apprezziamo, noi ci cerchiamo, noi ci sollecitiamo a vicenda a fare meglio, ad essere migliori, ad amarci meglio.
      Ci sosteniamo e questo non è così automatico, così facile..
       anzi, nel nostro precedente rapporto non c'era questo: lei voleva solo scappare..
       e tutti i miei rapporti, o quasi tutti, sono stati così, le donne volevano solo scappare, a parte Alessia, la poverina, che io comunque non ero innamorata di lei...
       e quindi  il mio destino è stato veramente veramente  beffardo!
        ma ora ha trovato il modo di mettersi in pari con tutti i debiti che aveva nei miei confronti!
        sì, perché questo dono che lui mi ha offerto è spettacolare.
        
Spettacolare quanto inatteso perché, data la risoluzione della storia con Gavi il suo ritorno io non me l'aspettavo più.
no, no, non me l'aspettavo più...
 c'ho tanto lottato, c'ho tanto lottato, tanto lottato, ho tanto aspettato... E poi... e poi a un certo punto non l'ho aspettata più, non l'ho aspettata più.
 Anzi, ero certa che non sarebbe più tornata.
  E certo non dopo 10 anni!
  
   cosa sono 10 anni nella vita di una donna?
   quando soprattutto ti avvicini e ne vedi la fine, che sono qui che la vedo, la mia fine, ce l'ho lì di fronte.
   Come potevo pensarlo? non potevo proprio sperare che lei sarebbe tornata da me e anzi, quando l'ha fatto, ne ho avuto paura: lei mi ha detto: prima cosa non voglio sconvolgere la tua l'esistenza!
   e quindi mi ha buttato subito di nuovo nei rifiuti.
   - sono qui, ti perdono ma neppure questa volta ti voglio. -
    E quindi, a quel punto, ho cominciato Io a lottarci contro, perché in effetti stavo ancora nel bidone dove mi aveva messo l'ultima volta!
     Ma cosa voleva che facessi?
      avevo il terrore, avevo sofferto tanto!
       stefy mi diceva: hai sofferto tanto, cosa fai, butti via tutto  e soprattutto butti via paola? perché quando gavi è tornata con quella mail nel marzo 2019 c'era ancora paola, o meglio, il fantasma di paola. 
       perché non ricordo più neanche l'ultima volta che l'ho vista, paola.. Si è venuta ancora dopo il covid, è venuta, certo ma non mi ha neanche toccato con un dito. è venuta a portarmi cose, per vedere come stavo ma non mi voleva più da tempo.
        così è andata, per me, le mie storie sono state così: ti voglio ma non ti voglio...
        
 adesso invece gavi mi ha detto l'altra sera: non andare via dal mio sogno...
 
 ah, che bello sentirsi dire una cosa così...
 e chi va via, amor mio?
  dove vuoi che vada?
  c'ho il paradiso tra le mani,  io non andrò via da tanto sogno.
  sarai tu che un bel giorno smetterai di avere un sogno, il giorno che pina ci scoprirà, e tanto accadrà, allora tu mi lascerai.
  io so questo e sono pronta. forse anche no, non sono pronta ma una cosa so con certezza: io lo so che sto cogliendo, come quel mio dipinto, l'ultima rosa della mia vita.
  
so che tutte le cose hanno una fine e sì, lo dico qua, che la voce mi si incrina..
 e lo dico che mi salgono le lacrime agli occhi,  lo dico che che sto per piangere ma tutto ha una fine su questa terra.
 
 questo io l'ho imparato, l'ho capito, lo so perfettamente.
  e quindi: carpe diem, prendo il momento e me lo godo tutto.
   e l'attesa di questi ultimi 7 giorni, domani mancheranno 7 giorni al mio prossimo viaggio, al mio prossimo essere di nuovo accanto a lei, me li sorseggio, lentamente ma fino in fondo.
   Che l'attesa può essere bellissima e fremente. 
    
io mi prendo il suo amore, mi prendo le sue cure, mi prendo il suo corpo, mi prendo le sue labbra, mi prendo il suo intimo.

 pensavo che non l'avrei mai più fatto, l'amore.
 no, non me lo ricordavo neanche quando era stato l'ultima volta e pensavo che non avrei mai più fatto l'amore con una donna.
 e non solo sto per fare l'amore con una bellissima giovane donna ma questa donna è lei, è gavi questa donna, è l'amore della mia vita!
  questa donna è colei che ho atteso, ricevuto e poi perduto..
  
   per colpa del destino, per colpa sua ma soprattutto per colpa mia ed è una cosa per cui mi sono così tanto odiata, mi sono così tanto odiata disprezzata, mi sono detta mille mille volte che ero stata un imbecille totale..
    ma non ci sono parole per esprimere quanto io mi sia disprezzata!
    invece lei ha saputo perdonarmi e di conseguenza io ho saputo perdonare me stessa.
     e questo è un miracolo!
      è un miracolo inatteso,
      
 E quindi, dopo aver dissipato negli incontri scorsi tutti i dubbi le paure le incertezze che accompagnavano il nostro incontro, dopo tanti anni, e tanto dolore tanta rabbia, questa volta io porto là una valigia piena di bellezza, di amore, di erotismo.
  porto là un trolley pieno di immensa attrazione fatale, magnetismo, vibrazioni cosmiche.
  e quando sarò lì, io voglio aprire tutte le porte, voglio spaccare tutte le porte che sono state chiuse, quelle speciali, quelle strane cose che sentivamo.
   io ci voglio provare: io ho una forza,  dentro di me c'è una forza che non è completamente terrestre, cioè ho delle capacità di connettermi alle forze delle energie superiori.
    le chiamerò a me, per fare di quel letto un'astronave, per fare di quel letto una nuvola, una galassia, una via lattea da mettere ai suoi piedi, per fare di quel letto un Kamasutra stellare.
    perché con il piacere tornino le vibrazioni, tornino le emanazioni, tornino le visioni.
 
  Ma se non dovessi riuscirci allora allora farò in modo che l'erotismo raggiunga livelli impensati, mai vissuti: comunque farò in modo che lei viva le ore più belle della sua vita e che non le dimentichi mai più.