La tua mail 31.3.2019
inizio Febbraio...
E cosi mi capita di fumare una sigaretta in un quadrato di cortile...
prendo la prima aspirata e tanto per cambiare rivolgo lo sguardo in su, o forse sarebbe meglio dire è lui che quasi mi richiama a guardarlo... rimango stupita nel respirare quell'aria fredda e pungente , quel blu si offriva luminoso oltre l'immaginabile , uno strano pensiero mi riporta ad un vecchio astrolabio...
La luna cedeva il posto...rimandando il suo appuntamento all'alba
in uno spazio limitato, la meraviglia dell'universo si posava sui miei occhi ,
le stelle, come allora , sembravano indossare il loro abito di gala...
Si vedevano limpidi e maestosi tre bottoni della cintura di Orione, espressi in una perfetta geometria, ai suoi opposti sopra ci stava Beltegeus , una stella rossa o come alcuni chiamano "la trottola stellare" , nella parte inferiore ci stava Righel , un vero faro spaziale blu. Rimango rapita da quel bagliore, da quel disegno che mi seguirà per settimane .
Abbandono quelle due mattonelle e salgo la rampa di scale, voglio vedere lo spiegarsi del cielo , e di certo non mancano loro ....Aldeberan e Sirio.
Cosa volere di più da una pausa sigaretta ? Che a furia di stare con lo sguardo all'insù prima o poi i miei occhi si faranno della stessa sostanza di cui son fatte loro. O sarà che in quel giorno nel continuo aprire parentesi , la mia memoria mi riporta a ricordare che nasco sotto il segno di Horus, la leggenda narra che esso aveva per occhi sole e luna.
Forse più consapevole, o forse più paziente nell'amare quelle domande che sono così simili a stanze chiuse, scritte in lingua straniera dove non esiste traduttore che possa tradurle .
Passano i giorni, quel disegno del cielo sembra esser fisso sulla mia testa, ovunque mi sposti lui si posa su di me, magari meno luminoso rispetto a quella domenica di febbraio .
Apro Marzo,
io che quasi perdo la memoria degli astri, tanto da vederle come congetture incomprensibili,
nel cercare un particolare che possa rapirmi , ho come l'impressione che una mano tracci delle linee collegando una stella all'altra, cosi' da dare un senso a quel che apparentemente pareva un cielo anonimo , è strano ,l'aria non è cosi' rarefatta come in montagna, l'inquinamento luminoso non mi ha mai permesso di vederla ad occhio nudo, per la prima volta nella vita mi ritrovo ad osservare la costellazione del triangolo .
Marzo porta con sè la primavera, e quest'anno celebra il suo equinozio con una super luna che illumina a giorno , quella luna che sembra un volto di donna , che a guardarla sembra parlare... e come sempre mi ritrovo a parlarci...ed ascoltare canzoni a lei dedicate, mi si apre una canzone il cui ritornello dice : " Luna luna luna salvami,luna luna luna scansati " il cui titolo è Luna all'una... non comprendo bene il salentino i Nidi d'Arac gli ascoltavo in passato . I ricordi tessono strani giochi ...
Son settimane che leggo e rileggo vecchie pagine.... salto qualche maceria, mi soffermo su alcune che non mi lasciano indifferente. Nel leggere e rileggere mi cade il titolo su di una canzone, e così me la vado a riascoltare ma ,con grande sorpresa trovo una versione nata non tanto lontana le cui note si adagiano perfettamente all'umore che vivo in quei giorni https://youtu.be/4cRVRCW0YHc note che mi tengono compagnia per diversi giorni ...per poi vedere che un altre note prendono il sopravvento, in maniera quasi arrogante... i carmina burana fanno da colonna sonora a questi ultimi giorni di marzo, mi è anche capitato di camminare per il vecchio vicolo cittadino , strade di ciottolato , e mentre nell'orecchio mi risuonava fortuna imperatrix mundi, un frate con tanto di sandali percorreva quelle mie stesse vie, è stato uno strano sentire, per un attimo mi sono sentita catapultata in qualcosa di antico .
Il cielo notturno sembra tacere, come un velo ammanta e nasconde le sue meraviglie, l'altro ieri c'era solo un unica stella , ne ignoro il nome, ho solo il ricordo del volo di due gabbiani che gli volavano incontro , tra i fari di mille auto che correvano all'impazzata , mi è come sembrato di vivere una piccola apocalisse.
Non perdo l'abitudine dei miei tanti perché , cosi' la mia curiosità mi porta a cercare il significato dei nomi dei mesi, Mi è capitato di raccontarmi, e nel mio raccontare c'eri anche tu, perchè alla fine siamo tutti come un destino intessuto di altro destino . Gennaio...dedicato al dio Giano, rappresentato con due volti, uno rivolto al passato, uno rivolto al futuro . Il nome di febbraio deriva da februare, purificare, in onore del dio etrusco Februus, dio della morte e della purificazione.
Il mese di marzo rendeva omaggio a Marte, dio della guerra ma anche della natura e della fertilità. Quest'ultimo, nel calendario di Romolo era il primo mese dell'anno.
Perchè dirti tutto questo ? non so, non so neppure perchè il caso ha voluto io scrivessi queste righe nelle ultime ore di un mese che vede persino il suo tempo derubato di un ora, come che il tempo non sia già tiranno di suo. scriverti in una sera che apre le sue porte ad aprile... mese dedicato ad afrodite , mese che richiama il verbo latino "aperire", cioè aprire, a segnare l'avvento della stagione in cui si schiudono i fiori.
Non so perchè ti scrivo, non so neppure se questo indirizzo esista ancora, non so come leggerai e prenderai queste mie parole, solo ho pensato che, viviamo un tempo che non è eterno, penso sempre che se qualcuno bussa ai nostri pensieri sarebbe cosa buona comunicarglielo .
.
La mia risposta
ciao...
ho letto le tue parole tutte d'un fiato... senza neppure respirare....
e, mentre leggevo il tuo stile unico e assolutamente riconoscibile, come un film ad altissima velocità generale ma i cui fotogrammi erano a velocità normale, mi si è sdipanato nella mente, proprio come un gomitolo si disfa, filo dopo filo e resta un lungo cammino colorato, come una strada per i sogni....
quel film era il nostro...
quello della luna all'una di notte....
anche, mentre leggevo, pensavo a quella mail che ti avevo scritto verso i primi di marzo ma poi non ti avevo spedito... per la stessa paura e vergogna di me che sempre mi ha impedito di scriverti, finora...
leggila, è qui di seguito, esattamente come l'avevo salvata nelle bozze... e non so perché l'avessi salvata...
forse perché mi dispiaceva buttare via quelle parole che mi erano sgorgate dal cuore così prepote temente...
ciao, Gavi......
è tanto che penso di scriverti...
sono stata lì lì per farlo molte volte..
poi non l'ho fatto..
per vergogna, più che altro..
pensando a quanto mi hai odiata..
cosa che mi fa un male terribile anche ora, che sono passati tanti anni, male da indurmi ancora alle lacrime..
resti una ferita aperta, mai suturata, mai in via di guarigione..
ed è per questo che oggi ti scrivo...
è passato tanto tempo, io sono molto cambiata, in peggio per alcuni aspetti ma in meglio per altri...
certo, la vera profonda parte di me, quella migliore, non può cambiare..
può e deve farlo la parte peggiore.. cosa che è in parte avvenuta...
ti scrivo ma non ho nulla da chiederti...
solo, voglio darti l'occasione, se tu avessi qualcosa da chiedere a me o da dire, di farlo...
tutto qui...
perche penso che se questo accade a me, cioè di tornare con la memoria a te così spesso, forse è perchè accade anche a te......
invece, magari non hai neppure più questo indirizzo mail...
magari la Gavi che ricordo io e che ho così tanto amato da riuscire a farle così tanto male, non esiste più...
se così fosse, scusami per queste inutili parole...
in questo caso non è necessario neppure che tu mi risponda...
so che hai capito...
io ricordo ancora perfettamente quello che hai e che sei di meraviglioso..
tutto il marcio che ci si è poi posato sopra non ha potuto scalfire minimamente quella luce...
tu mi dicesti allora che avevi dimenticato tutto il bello che c'era stato fra di noi...
peccato...
e le tue azione lo confermarono, allora...
ma io, a questa tua affermazione, non ho mai creduto fino in fondo...
non ho mai voluto credere....
nella mia vita, quando ho rotto con qualcuno, e questo è capitato, più volte, per i più svariati motivi, il tempo si è poi portato via il ricordo di tutto...
del bello, soprattutto..
mi è restato sempre solo quel senso di amaro in bocca, come di una cosa ammuffita a cui si sia dato un piccolo morso per errore...
perchè con te questo non mi accade?
perchè, se io penso a te, e lo faccio spesso, mi torna alla gola quel fiotto potente che non sa affatto di muffa??
l'altro giorno riguardavo per caso i miei quadri.. e ho riguardato dopo tanto tempo. quelli che ho dipinto per te...
assai ingenui, per essere benevola...
ma, il bacio del creato è un quadro che racconta quel fiotto...
e pure addormentata e nuda...
ecco, io ricordo quello e ho dimenticato tutto il brutto, mio e tuo...
ciao Gavi...
non so né se riceverai questa mail né se vorrai rispondermi...
forse sarebbe meglio se tu non lo facessi...
ma la cosa che vorrei di più, sarebbe poter tornare indietro, a quella domenica sera di settembre,
quando una voce sconosciuta, al telefono, chiese di parlare con me ed io seppi immediatamente che eri tu...
vorrei poter tornare ad allora e ricominciare da capo...
perchè forse saprei fare meglio.....
ma indietro non si torna.. lo so bene..
ciao Gavi...
i miei migliori auguri pere te, per ogni cosa vorrai fare nella tua vita..
sei ancora così giovane...
ecco, adesso so perché ti ho scritto, solo per dirti che c'è al mondo una vecchia signora che ricorda cose mirabili, di te...
magari hai bisogno di sentirtelo dire...
ari
quel giorno di marzo, era domenica mattina, continuai a leggere quelle parole con lacrime che mi colmavano gli occhi, esattamente come fanno ora...
e sentivo dentro la stessa tenerezza struggente che da sempre accompagna il tuo nome...
che bello, stamattina, leggere il tuo nome nella casella di Arianna, casella che non uso praticamente più ma che non ho chiuso...
quando l'ho letto non credevo ai miei occhi...
la settimana scorsa mi ero ritrovata, non so per quale ragione, la bozza della tua mail nella cartella della posta in arrivo... ho pensato che fosse successo ancora...
invece eri davvero tu....
ci siamo pensate vicendevolmente...
ma era così tanto che nessuno mi parlava delle stelle e della luna....
io non l'ho mai più potuta guardare, la luna, né tanto meno parlarle...
come lei fosse furibonda contro di me.. ed io contro di lei...
I giorni passano...
le ore sono lentissime ma i mesi e gli anni, velocissimi ...
davvero sprechiamo la maggior parte della nostra vita in cose futili.. senza senso....
e lasciamo indietro le cose importanti...
grazie per avermi scritto...
si... ti pensavo anche io....
così spesso....
L'ultimo capitolo di
Quello che non dico a nessuno
CAPITOLO QUARANTACINQUESIMO
ZOMBIE
27 gennaio 09;19
Tutto è cominciato con un cellulare che si rompe.
Le parole sono tra me ed Eugenie un ponte d'amore così reale, così palpabile, cosi materiale, che io sento il fragore di quelle campata che crollano nel furore delle acque vorticose sottostanti.
Io le scrivo, ma lei non può rispondermi.
Io la sento, ma sentirla non fa che aumentare la sua mancanza.
Ad ogni onda che si propaga nel mio basso ventre fino alle cosce, tra le mie labbra intime come cerchi concentrici, ad allargare, a scavare, ad esplodere, ad annientare, a ricordare, ogni minuscolo movimento di questa corrente sotterranea che scorre tra me e lei oltre il tempo e lo spazio, questo plasma che mi accende e mi arroventa, non fa altro che ripetermi: lei non c'è. Lei non è tua. Tu l'ami ma lei ama un'altra.
E basta una cosa così piccola e stupida come un telefonino che non funziona bene ed io perdo la mia vita.
Immagina se succedesse, o meglio, quando succederà qualcosa di veramente importante.
Tagliata fuori.
Io non esisto. La mia vita mi mette fuori da se stessa. Eugene è la mia vita ed io non sono la sua.
La mia storia si ripete.
tutta una lunga lista di nomi, che sono stati rifiuti, si svolge nella mia mente: ognuno di questi nomi è un scia di sangue che giunge intatta fino al giorno di oggi.
Ognuna di quelle lacrime è vivente in questa conca infinita che è ogni mia giornata.
Ognuna di quelle morti vive in questa mia morte vivente.
Zombie.
Quale mostro sono io che nessuno mi può amare.
Zombie.
Ed ora so che Eugene non mi sceglierà, come nessuno ha fatto mai prima di lei. Ed ora so che la mia vita sempre questa sarà, come il colore dei miei occhi, che può solo annacquarsi e perdere di lucentezza, ma non mutare.
Ed ora so che non posso trovare scampo, che neppure la morte mi accoglie, che troppe volte mi ha rifiutato perché io possa credere pure in questa mia possibilità.
E poi, perché morire quando tutto mi chiama a vivere, quando lei vuole che io viva.
Zombie.
Ma il cuore è tenero se pur lacerato, il sorriso mi straccia le labbra sanguinanti, al suo nome, ma affiora senza che io possa impedirlo.
Bevi il mio sangue, Eugene.
Bevi fino alla feccia, non lasciarne una goccia.
Non sarà un'altra donna ad averne, non saranno le mie vene a trattenerlo, né il mio desiderio di una vita diversa.
Chiama, ed io accorrerò.
Chiudi la tua porta, ed io resterò fuori, mesta e paziente in attesa che tu la riapra.
Un cenno, un cenno solo.
Sono tua.
à
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